Cronaca Bianca

Sala operatoria alla speraindio. Il direttore mette un solo infermiere e lo utilizza pure in Rianimazione

Decisioni sconcertanti e sicuramente poco lungimiranti


PIEDIMONTE MATESE - Le cose all'asl di Caserta hanno funzionato sempre così. Qualcuno ci segnala che ultimamente il direttore generale De Biasio (meglio tardi che mai) abbia detto chiaro e tondo ad alcuni suoi interlocutori istituzionali che i confronti, i tavoli, le riunioni devono durare poco e devono essere molto concrete.

Vietato parlare di assunzioni. Attenzione totale alla qualità dei servizi sanitari e alla qualità del lavoro dei dipendenti, intesi come collettività e non come amico di questo o di quell'altro sindacalista.

Se a queste parole, De Biasio farà seguire i fatti, chiuderà degnamente e dignitosamente la sua carriera di manager che, a nostro avviso, non è stata granchè brillante negli anni scorsi, essendo stato lui molto più attento alle ragioni e alle esigenze dei politici di turno che a quelli dei lavoratori e dei pazienti.

Avrà, De Biasio, subito la possibilità di mostrare a noi ma anche alla platea enorme dei suoi dipendenti se questo senso di equità pervade effettivamente il suo fare, oltre che il suo dire. Quello che sta succedendo nell'ospedale di Piedimonte Matese è una di quelle storie tipiche in cui un capo, nel caso di specie, il direttore sanitario Moretti non svolge la propria funzione partendo dal presupposto che la sua, appunto, è una funzione, non una corona ereditata da suo padre e da suo nonno.

Per carità, è suo diritto dovere quello di svolgere la sua potestà seppur legata a un incarico pro tempore e precario dato che si tratta di un facente funzioni. Ma è opportuno che ogni suo atto, come l'atto compiuto da un qualsiasi dirigente e funzionario diventi oggetto di analisi, di trattazione e se necessario anche di critica.

Nei giorni scorsi Moretti ha emanato una disposizione di servizio attraverso cui ha reso noto che la sala operatoria dell'ospedale di Piedimonte sarà riorganizzata con una rimodulazione dei turni. E fin qui, nulla di particolare. Non è che i turni dell'ospedale di Piedimonte sono i 10 comandamenti e come tale sono inviolabili. Però le cose bisogna farle negli interessi dell'utenza, avendo come riferimento concreto, non quello che può desiderare o pensare CasertaCe, per carità siamo gli ultimi scemi del mondo, ma quello che c'è scritto nei Lea che sono i punti di riferimento irrinunciabile, i parametri minimi che la Regione garantisce e al di sotto dei quali non si può andare.

E il discorso dei Lea diventa particolarmente delicato quando tocca alcuni punti nevralgici dell'assistenza e cioè i pronto soccorso, le sale operatorie, la rianimazione, l'Utic. Perchè lì o rispetti i Lea oppure dai Lea ti trasferisci al regolamento che determina il funzionamento delle sale mortuarie. Dunque, battute a parte non si scherza con le sale operatorie e invece il Moretti decide che siccome un infermiere andrà prestissimo in pensione, dal prossimo mese in poi, nella sala operatoria ci sarà un solo infermiere e non più due e per di più con un secondo solo un reperibilità che in una zona tra le altre cose molto interna, in inverno può anche capitare che la reperibilità diventi piuttosto complessa.

Tra le altre cose, quest'unico infermiere effettivo di sala operatoria dovrà completare il suo orario di lavoro nel reparto Rianimazione dove c'è una carenza.

Ora, siccome una sala operatoria è fatta anche di momenti in cui l'intervento chirurgico avviene per urgenza senza un minimo di programmazione, capiterà che l'infermiere che si trova in Rianimazione dovrà lasciare di la e correre di qua. Occorrerebbe una visione più professionale quando si ragiona in termini di contenimento della spesa. Perchè qui se non c'è e fino a prova contraria non c'è, fino a prova contraria, la volontà del direttore di rendere più difficile la vita degli infermieri che lavorano nella sala operatoria, occorrerebbe ragionarci sopra un pò.

Va sottolineato che la gestione di una sala operatoria non consiste solo nell'assistenza agli interventi chirurgici, ma è un lavoro che soprattutto il personale del comparto continua a fare al di fuori degli interventi dato che operazione come la sterilizzazione dei ferri e tante altre cose hanno a che fare con la vita e la morte dei pazienti.

Speriamo che dalla direzione generale di Caserta si metta meglio a fuoco questa vicenda.

G.G.