Cronaca Bianca

LA NOTA S. MARIA C.V. La strana replica dell'associazione di Dino Capitelli su Tosap ed elettricità non pagate

Gli eventi natalizi si sono tradotti in un giro vorticoso di soldi, all'interno del quale il Comune ha svolto una funzione di mero promotore di iniziative commerciali, protette da esenzioni fiscali assolutamente irregolari, al di là del solito giochetto d


SANTA MARIA CAPUA VETERE - Difficile scrivere, da queste parti, un articolo, con l'obiettivo di farsi capire. Eppure, le nostre spiegazioni, spesso non brevi, allungano i loro contenuti proprio perché, come si suol dire, le diamo col cucchiaino. Non abbiamo mai preteso di avere la verità in tasca, crediamo di poter pretendere, invece, affinché possiamo rispettare, legittimandolo pienamente, un pensiero altrui difforme dal nostro, che questo si articoli attraverso risposte a tono, collocate nei contenuti di ciò che noi esprimiamo e sosteniamo. E invece, al di là di slogan, di letture sgangherate, di una costante ricerca dietrologica sulle posizioni di questo giornale, la cui ragion d'essere, totalmente neutra e laica, dovrebbe essere ormai ben conosciuta, in considerazione del fatto che noi abbiamo scelto di essere agenzia di controllo nella gestione di una cosa pubblica che in questa provincia viene realizzata con modalità a dir poco discutibili e opache, molto spesso in maniera tecnicamente criminale. Non a caso, siamo, correttamente, ortodossamente, in autentico spirito anglosassone, in contrasto con chi il potere esercita in ogni sua espressione e in ogni sua forma e contenuto, al di là dei colori politici e di quelle che possono essere le simpatie e le antipatie umane. Troppo innamorati della libertà e della giustizia, per poter chiudere un occhio al cospetto di chi ci garba umanamente più di quanto ci garbi altro. Prendete questa vicenda dell'organizzazione del Natale a Santa Maria Capua Vetere. Non siamo riusciti ad avere nessuna risposta seria che non passi per le solite puttanate del contrattacco dell'insulto, sui motivi per cui più dei due terzi di quanto stanziato dal Comune, sia finito nelle tasche del signor Johnny Addario, persona rispettabile, ma imprenditore discutibile. Il fatto che abbia sposato una nipote diretta di un boss di Marcianise, il fatto che sia stato controllato e segnalato a suo tempo in compagnia di Camillo Belforte, figlio del super boss Domenico Belforte, non significa che sia un poco di buono. Tutt'altro. Addario ha pieno diritto di fare l'imprenditore. Ma se uno durante i 15 giorni delle feste di natale, intasca, tra S. Maria Capua Vetere e Marcianise, quasi 50mila euro senza colpo ferire, senza aggiudicarsi una gara, ma, da un lato utilizzando l'espediente di un arruolamento, fatto da un comitato, costituito ad hoc, per gestire i fondi erogati dal Comune, dall'altro lato, cioè dal lato di Marcianise, in base ad una discutibilissima determina dirigenziale dell'ingegner Spasiano, non a caso finita nel cono delle attenzione dei carabinieri che l'hanno voluta formalmente acquisire, dicevamo, difronte a tutti questi fatti, uno qualche domanda se la può anche legittimamente porre. Tanto più, che questa persona dal nome suggestivo, non fornisce ai Comuni saperi innovativi, ma le vecchie e mai fuori moda luminarie natalizie, settore che, indipendentemente dall'attività di Addario, è risultato fortemente inquinato, come è scritto in decine di atti giudiziari, dalla criminalità organizzata, targata clan Belforte che clan dei Casalesi. Stesso discorso per gli insediamenti delle cosiddette casette e cioè per quelle strutture di legno, affittate a decine di commercianti, divenute dei veri e propri negozietti all'aperto, in cui si sono venduti prodotti per lo più natalizi durante tutto l'arco della rassegna sammaritana. Noi, l'altro giorno, abbiamo scritto che non sembrava molto corretto che chi ha affittato, ci riferiamo ad almeno uno tra tra il locante e il conduttore,  quelle casette a 700 euro l'una, fosse stato esentato dal pagamento della corrente elettrica, ma soprattutto della Tosap, cioè della tassa locale per l'occupazione del suolo pubblico. C'è capitato di intravedere, sulla rete, una replica, da parte dell'associazione I Love Santa Maria Capua Vetere, che ha affittato ai commercianti le suddette casette. Hanno scritto che loro non si sono agganciati alla corrente del Comune, cioè alla rete pubblica, ma hanno utilizzato dispositivi generatori di elettricità, meglio noti come gruppi elettrogeni, alimentati ovviamente con prodotti idrocarburi. Giustificazione, onestamente, poco efficace. Ci si attendeva un'analisi migliore da parte dell'associazione privata, alimentata dalla passione di Dino Capitelli (non Rino, l'altro giorno c'eravamo sbagliati, ma i due sono sostanzialmente fungibili) rispetto a quella puramente difensiva sui gruppi elettrogeni. Rendiamo i concetti ancor più elementari, così magari ci capiamo. Nessun problema ad accettare che un ente privato, un'associazione, appartenente, riteniamo, al novero di quelle "non riconosciute" così come queste sono previste nell'ordinamento civile, viene coinvolta da un comitato, nominato dal comune di Santa Maria Capua Vetere e presieduto dall'avvocato Gustavo Pugliese, uomo direttamente ricollegabile al consigliere regionale Luigi Bosco, azionista di maggioranza dell'amministrazione comunale di S. Maria Capua Vetere. Il primo passaggio è fondamentale, perché, il comitato non è altro che una cinghia di trasmissione dell'amministrazione comunale che lo ha usato, nominando il presidente con tanto di atto deliberativo, anche per tenere in equilibrio, attraverso l'utilizzo dell'antico strumento italiota della lottizzazione, le cose della propria maggioranza. Questo comitato, dunque, è il braccio del potere pubblico, anzi, vogliamo essere buoni e ortodossi per una volta, scrivendo come un libro aperto, della funzione pubblica esplicitata dall'amministrazione comunale. Il giorno dopo, questo comitato, seleziona, utilizzando, in maniera discutibilissima, e a nostro avviso, del tutto stravagante, un sistema speculare a quello dell'intuitu personae l'associazione sammaritana I Love Santa Maria Capua Vetere, cioè quella di Dino Capitelli come motore operativo per gli eventi da organizzare. D'altronde,  i 30mila euro del Comune sono stati già messi a disposizione e quasi del tutto utilizzati e destinati a finire nelle tasche del citato Jhonny Addario, anche lui appartenente alla filiera politica di Luigi Bosco. Quello del consigliere regionale di Casapulla, è un plotoncino di personaggi tipici di questa terra, portatori, qualche volta sane, qualche volta insani, di aspirazioni tipiche dell'antropologia indigena. Un gruppo di persone, mostratosi molto efficace a fini elettorali e molto solidale dopo alle elezioni. Addario si aggrega a quest'area,grazie ai buoni uffici del suo parente Del Re, il grande amico dei Morico, anche loro non a caso, schierati con la lista di Terra Libera alle elezioni comunali e in grado di dare anche la benedizione alla nomina a vice sindaco della signora Amelio, che senza la sponsorizzazione politica, senza il via libera di Gianni Morico, cioè di quello arrestato e processato per camorra, vice sindaco, probabilmente, non ci sarebbe diventata. I Love Santa Maria Capua Vetere acquisito il mandato fiduciario, assimilabile ad una partnership tra soggetti privati, ad una interdipendenza di civil low, quando in realtà il comitato di Pugliese non appartiene, come detto prima, a questa categoria, elaborano una strategia per la quale occorrono soldi, molti soldi. Attenzione, i soldi non sono quelli messi a disposizioni di eventi regalati al popolo e ai cittadini, ma di quattrini che devono scorrere e correre dentro ad una operazione manifestamente a scopo di lucro. Ufficialmente, è l'associazione I love Santa  Maria Capua Vetere, in via ufficiale, a trovare gli sponsor. Li trova nell'immobiliare Petrella cioè quella della famiglia del consigliere comunale di maggioranza Francesco Petrella, nell'Automercato Piccirillo, quello di cui ci siamo occupati poco tempo fa in merito alla vicenda a dir poco inquietante che ha consentito al noto imprenditore di iniziare i lavori per un mega insediamento nel territorio di Curti, ma alle porte di S. Maria Capua Vetere, e una nota impresa edile di Casal di Principe. Ci sembra che al gruppo degli sponsor si sia aggiunto pure Mondoconvenienza. Per che cosa sono state utilizzate le risorse degli sponsor? Una cospicua parte per l'oneroso affitto dei gruppi elettrogeni, che dunque non sono stati pagati dall'associazione di Capitelli. Ciò ha acconsentito a questa di rendere pulito e netto l'introito riscosso dai commercianti per l'affitto delle casette. E questo per quanto riguarda l'elettricità. Per quel che riguarda, invece, la Tosap, il Comune di Santa Maria Capua Vetere è ricorso allo stesso giochino utilizzato anche dal Comune di Aversa: un patrocinio speciale, con contestuale esenzione Tosap. Ma patrocinio speciale di che cosa? Delle vendite cospicue e degli incassi legati alle attività economiche propriamente dette? Se è vero, infatti, che un Comune può essere interessato, sul piano della promozione di sè,e dunque sul piano dell'esercizio della sua funzione pubblica, ha una esposizione commerciale di prodotti natalizi, è anche vero che il Comune ha già ripagato ampiamente gli espositori e i fornitori degli espositori, nel momento in cui ha permesso loro di realizzare un'attività economica a scopo di lucro. A quello si sarebbe dovuto fermare il Comune di Santa Maria Capua Vetere. Voi vendete i prodotti di Natale, quelli di Capitelli incassano 10mila e passa euro con i canoni di locazione delle casette; soldi che restano tutto guadagno perché gli sponsor vengono utilizzati per ammortizzare i costi dell'alimentazione elettrica delle casette. Riteniamo che sia più che sufficiente. Ma anche la Tosap, no! Perché ciò, a nostro avviso, rappresenta un abuso e una forma di spreco delle pubbliche risorse che meriterebbero di entrare a far parte del cono di osservazione della Corte dei Conti. Questa operazione natalizia aveva un chiaro intento clientelare. Piccole prebende a favore di chi aveva sostenuto politicamente Mirra alle elezioni e un modo per tranquillizzare la famiglia Capitelli, che non a caso ormai non contesta più le posizioni della maggioranza e di chi la guida. Ma come al solito, si è voluto strafare e si sono voluti scaricare tutti i costi sulla collettività la quale, come al solito, non ci ha capito nulla, consentendo senza che si alzasse una sola voce critica, che un'operazione commerciale, solo commerciale, si avvalesse degli strumenti di protezione di un Comune. Strumenti assolutamente non dovuti. La speranza è che, stavolta, ci siamo spiegati bene. Poi, ognuno può dire e può commentare come che gli pare. Non è che noi possiamo utilizzare sempre il nostro tempo per la pedagogia e scrivendo articoli tanto lunghi e impegnativi, quanto generosi come questo. E d'altronde, bisogna pur possedere scienza e conoscenza per leggere fino all'ultimo rigo questi articoli e per confutarli seriamente sul terreno dei contenuti. E a S. Maria Capua Vetere scienza e conoscenza sono totalmente latitanti. Gianluigi Guarino