Cronaca Bianca

LA NOTA. Fenomenologia di Luca Abete. Il caso dei parcheggiatori del tribunale di AVERSA

L'ennesimo, indovinato blitz del corrispondente-inviato di Striscia la Notizia ispira una nostra riflessione sulla cifra enorme di illegalità che domina e umilia questa terra. Nessuno fa nulla e ciò che è illegale viene considerato normale


AVERSA - Com’è esistita una Fenomenologia di Mike Buongiorno, che venne sapientemente colta da quell'autentico uomo di genio che fu Umberto ECO nel suo celebre ed omonimo saggio del 1961, così crediamo che esista una fenomenologia di Luca ABETE. Diciamo subito che il personaggio ormai più che giornalista non sempre ci piace. Come quando, ad esempio, in un eccesso di populismo cerca a tutti i costi, anche di forza, di arrivare a tiro del politico di turno per contestarlo, incurante dell'eventuale scorta, immaginando che agenti che l'assicurano lo debbano lasciar fare liberamente, venendo meno ai doveri del loro servizio. Ma per il resto è ammirevole, specialmente per la sua determinazione e la sua capacità di scovare e mettere a nudo le illegalità più diverse di questo territorio. Quelle che sembrano non esistere e che invece sono il pernicioso marchio distintivo della nostra provincia. Imbrogli, furberie, prevaricazioni, alle quali nessuno mette mano e che il comune cittadino, non sapendo a che santo votarsi, si trova ad affrontare da solo come meglio può, il più delle volte rassegnandosi a subire o altrimenti ricorrendo a sua volta ad espedienti e scappatoie. Da un lato la cappa dei clan camorristici, che assorbendo le forze di polizia principalmente per i loro gravi delitti fa loro trascurare i reati comuni e più diffusi (ad esempio i furti, che rasentano l'impunità, se si guarda alle percentuali infime degli autori scoperti), dall'altro una pubblica amministrazione gravemente inefficiente, che non è in grado di operare quei controlli che per quantità e qualità potrebbero avere efficacia deterrente contro gli abusi, fanno sì che nella nostra realtà le condotte illecite, risultando di fatto prive di un apprezzabile argine, siano estesissime, quasi la norma. Qui, da noi, la giornata di una persona normale è un continuo imbattersi con soggetti senza scrupoli, con lestofanti e mestatori di ogni tipo. A cominciare dallo strazio dei parcheggiatori e dei venditori abusivi, che agiscono a diecine alla luce del sole, o delle bande vere e proprie di questuanti, indolenti al lavoro più che bisognosi, per venire al commercio che non si fa scrupoli del cliente, per non dire delle prestazioni artigianali e professionali rese in nero, dei truffatori vari, degli automobilisti insubordinati, e... e la lista sarebbe ancora lunghissima, come ognuno che qui vive, sa. Diciamo subito a chi ci obietterà che questa sarebbe una visione della realtà eccessivamente cruda, che non sono mica una nostra invenzione i roghi tossici che appestano e che ammalano le nostre popolazioni, la mozzarella tranquillamente adulterata, lo stillicidio di chi pretende di vivere di abusivismo sulle spalle degli altri o di chi ti vuole appioppare il portafortuna o i fazzoletti che non ti servono. Questa è, purtroppo, il teatro quotidiano della nostra società, ancora gravemente involuta. E già prendere coscienza di questi limiti sarebbe un progresso. Ora, per tornare a quanto dicevamo, alla base della fenomenologia di Mike BUONGIORNO vi era la constatazione che anche il più comune cittadino-spettatore si sentiva rassicurato nel confronto con lui, la cui goffaggine e la cui proverbiale, generale inadeguatezza non gli avevano impedito di assurgere alla fama nazionale. Dunque, se si era potuto affermare lui, chiunque l'avrebbe potuto fare. La fenomenologia di Luca ABETE risiede, invece, nel fatto che tutti gli autori delle malefatte che egli scova lo vogliono menare e spesso lo hanno menato, oltre alla costante delle minacce che gli vengono rivolte, che da noi sono come acqua fresca. Il rivenditore di automobili schilometrate viene pizzicato? Rabbioso, lo rincorre anche con l'aiuto dei parenti. Becca quelli che sversano ed incendiano i rifiuti ? Ne viene aggredito. Scopre il panettiere che adultera il pane, con grave danno per la salute degli acquirenti, o chi, con l'espediente delle targhe straniere froda il fisco, o chi briga con le lauree all'estero: lo vorrebbero morto. La cricca dei posteggiatori abusivi che agisce da anni davanti al tribunale (sic !) di Aversa, come prima cosa, quando lui ha chiesto conto e ragione di quello che facevano, gli ha rivolto avvertimenti ed intimidazioni. Nella foto che pubblichiamo, tratta dal servizio andato in onda ieri sera nel corso della trasmissione Striscia la Notizia, uno di quei bellimbusti gli punta il dito e gli inveisce contro. Come dare torto a tutti questi, nella loro personale ottica? Abituati a spadroneggiare e ad agire indisturbati, spesso sotto gli occhi delle autorità costituite, chi è questo Luca ABETE qualunque che li viene a spubblicare; stesse attento ! Ma la fenomenologia di Luca ABETE ha un ulteriore profilo, forsanche più grave. Solo quando arriva lui le istituzioni pubbliche si destano da quel torpore di cui sembrano essere in preda. Prima di lui, è come se nulla accadesse, per quanto tutte le trasgressioni, le infrazioni, le violazione, i reati che abbiamo descritti siano da tutti conosciuti ed avvengano spesso apertamente. Comprese le inerzie repressive. Dopo il suo intervento, tutti si sdegnano e corrono a porre riparo, ...per qualche giorno. Il che è semplicemente vergognoso. Il caso di piazza Pitesti qui a Caserta è emblematico sotto questo riguardo. Ma se non c'è altro rimedio che Luca ABETE, che ben venga e sempre più spesso. Intanto esprimiamo piena solidarietà al coraggioso giornalista per i rischi a cui si espone nella a sua importante azione tesa a ridare dignità alla nostra provincia. Pasquale Manzo FUOCHI Luca Abete che ha scoperto un rogo tossico. ROMANIA Luca Abete nel corso di un suo servizio sulle scuole per italiani in Romania, nella trasmissione televisiva Striscia la Notizia.