Cronaca Nera

Le due note marche di caffé che il clan dei Casalesi imponeva agli alberghi. La droga nel bar...

In calce lo stralcio dell'ordinanza


SAN CIPRIANO - CASTEL VOLTURNO - I Venosa sono una vera e propria miniera di rivelazioni. Nelle pieghe e nelle righe apparentemente più recondite delle due mega ordinanze, un po' gemelle che hanno riguardato, da un lato il noccio duro dei Venosa e quel che resta del gruppo familiare degli Schiavone, dall'altro i Bidognetti, saltano fuori continuamente piccole rivelazioni. Ad esempio, Pietro Paolo Venosa, ad un certo punto racconta anche della sua attività realizzata con il solito Giuseppe Verrone e con una terza persona il cui nome, però viene omissato, con la quale impone due marche di caffé ben precise ad un albergo di Ischitella, precisamente all'Hotel Tema. Le due marche sono quelle del caffé Borbone, un brend che ritorna spesso nelle cose di camorra, da Maddaloni in giù e il caffé Dolce Vita. Pietro Paolo Venosa e i suoi due "colleghi", si occupavano soprattutto di imporre le cialde per le macchinette da ufficio. Un altro passaggio interessante riguarda una trasmissione di una quantità importante di hashish da Giuseppe Verrone allo stesso Pietro Paolo Venosa. Precisamente due panetti da 100 grammi l'uno. Desta interesse e curiosità il luogo indicato dal pentito, dove questo hashsish fu consegnato. Un bar di fronte all'ufficio postale di Frignano, nel quale ad attendere la droga, c'era un certo e non meglio precisato "Raffaele". G.G. QUI SOTTO DUE BREVI STRALCI DELL'ORDINANZA VENOSA-SCHIAVONE   Venosa Paolo