Cronaca Bianca

CASERTA. Fanno come se la Publiservizi avesse già vinto la gara: leggete che pasticcio sulla Tari

Franco Biondi ed Elena Natale

Incredibile ma vero, la ex concessionaria, oggi in proroga insieme al dirigente mettono in scena un teatrino decidendo loro tariffe e scadenze che sono esclusiva competenza del consiglio comunale. In calce all'articolo il testo integrale della determina


CASERTA - Partiamo da un fondamentale elementare: oggi il comune di Caserta non ha ufficialmente un fornitore di servizi per la riscossione dei tributi. O meglio, ce l'ha dentro a un regime straordinario e, per giunta, mai auspicato e sempre condannato anche dall'autorità giudiziaria, di proroga. Ma il contratto è scaduto al 31 dicembre 2016.

Avete letto bene, scaduto. Quando leggiamo come abbiamo letto nella determina che pubblichiamo in calce, che la Publiservizi, cioè l'ex concessionaria, oggi in proroga, assume decisioni di programmazione dei pagamenti delle varie rate Tari addirittura espropriando quella che è una prerogativa che la legge (articolo 1 della Legge n. 147 del 27.12.2013 - legge di stabilità 2014) attribuisce in via esclusiva al consiglio comunale, dovete essere indulgenti con noi quando pensiamo male. Perchè un atteggiamento del genere ben si coniuga con l'idea di chi ritiene tutto già definito. Altrimenti, la Publiservizi, se veramente partisse da zero a zero con le altre concorrenti nella prossima gara ed eventuale gara, non si permetterebbe mai di dare suggerimenti di questo tipo.

Ora è anche vero che metà del consiglio comunale sta un giorno sì e l'altro pure sotto alla sede di Natale padre e figlia a pietire assunzioni per parenti, commarelle e amici, dunque può darsi che la Publiservizi si sia fatta firmare qualche delega. Ma onestamente, battute a parte, qui si stanno superando tutti i limiti.

Tra le altre cose la determinazione delle tariffe della Tari non può assolutamente prescindere dall'approvazione del piano finanziario, anche questa di esclusiva competenza del consiglio comunale. E d'altronde, come ben sanno i nostri lettori, esiste una relazione inscindibile, ombelicale, stabilita non da noi, ma dalla legge, tra il livello della tariffa e il costo del servizio.

Conti che negli ultimi anni non sono mai tornati visto e considerato che la legge dice che la tariffa deve coprire il 100% del costo del servizio. Circostanza che è stata vera solo sulla carta a Caserta, ma mai quando si è trattato di mettere nero su bianco il conto consuntivo che ha acceso debiti a ripetizione, costituendo un asse portante e fondamentale del dissesto finanziario che il comune di Caserta è stato costretto a dichiarare.

La Publiservizi ha deciso scadenze e importi e ha deciso anche che questi importi dovranno essere versati sul proprio conto corrente. Questo fino al 30 giugno, ma anche oltre visto che il dirigente Franco Biondi anche lui in grave eccesso di potere, apre una dialettica, una mezza sceneggiata in cui lui si erge quasi a paladino dei cittaidni allungando i termini delle scadenze.

Guardate che dal primo luglio, così come abbiamo scritto più volte su questo giornale, entra in vigore la norma, che già doveva partire dal 4 dicembre, che impone ai comuni di riscuotere direttamente sul proprio conto corrente le tasse e i tributi comunali.

Domanda al signor Biondi e alla "signora" Publiservizi: quando invierete le cartelle ai cittadini casertani, quale conto corrente verrà indicato sui bollettini che i contribuenti dovranno utilizzare per il pagamento?

Mettiamo per assurdo, ma proprio per assurdo che Caserta si svegli una mattina come un luogo normale e aggiudichi la gara a un soggetto diverso dalla Publiservizi: l'aggio a chi verrà riconosciuto? Alla Publiservizi che ha inviato i bollettini di aprile come soggetto esattore in proroga o a chi si sarà aggiudicato la gara a luglio o ad agosto? E quali aggi saranno corrisposti? quelli del vecchio contratto in proroga o del nuovo contratto?

La verità è una sola: nessuno nel Comune di Caserta, pensa seriamente che la gara d'appalto non la vincerà la Publiservizi. Il che pur non essendo necessariamente un elemento che rende certa la circostanza che il procedimento sia viziato, non ci consente assolutamente di poterlo escludere.

G.G.

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