Politica Editoriale

L'EDITORIALE. A Mondragone, nessuno può dire "rappresento il nuovo", per colpa di una società civile assente

Le associazioni che avrebbero dovuto sostituire i partiti, interessate al patrocinio economico, hanno delegato alle famiglie e alle fazioni il compito di proporre i candidati a sindaco


Il "passato politico" di Mondragone sembra essere divenuto il tema di questa campagna elettorale, che in fin dei conti alla città ed in special modo agli elettori propone niente di particolarmente nuovo, fatta eccezione del gruppo di Noi con Salvini, di Fabio Esposito che intenderebbe mettere su qualcosa di alternativo ai due fronti e mezzo che si stanno strutturando nella località rivierasca.

Da un lato abbiamo una coalizione formatasi e aggregata attorno alla figura del sindaco uscente, Giovanni Schiappa, figlio della stagione politica del Pdl-Forza Italia di Ugo Conte e del ministro Mario Landolfi, (anche se ora contesta quel passato, pur avendo tra le sue fila altri esponenti che sostennero le amministrazioni comunali del tempo), dall'altro ci troviamo di fronte ad un "raccoglitore" di consiglieri comunali uscenti di varia estrazione politica, nonché di variegate componenti che hanno designato il candidato a sindaco Virgilio Pacifico, il quale vanta già un'esperienza elettorale come concorrente al seggio comunale nel 2004.

L'accusa mossa nei confronti di Virgilio Pacifico è quella di rappresentare chi, in un certo modo, nel recente passato, ha "fatto fuori" il primo cittadino Achille Cennami, nonché quelli che hanno provato a far cadere anche Giovanni Schiappa, i quali a loro volta si sono alleati con gli avversari del leader del Pd.

Accentramento dei poteri forti della città, verso un candidato a sindaco "traballante", anche se moderato?

Il compito di Virgilio Pacifico sarà ora di convincere gli elettori che dietro ai volti di Zannini junior, Rizzieri, Camillo Federico, Lavanga, Cinque, Mario Fusco, Mascolo, Napolitano, Piazza, Michele Conte, e Petrella, ci sia un programma politico nuovo che azzeri spettri e scenari politici contraddistinti da frizioni interne a partire dal giorno dopo il responso delle urne. In poche parole Pacifico dovrà dimostrare agli elettori, che non è più il tempo delle caste familiari e dei poteri forti coltivati nella propria fazione di appartenenza.

Sull'altro fronte, Giovanni Schiappa e Achille Cennami, questi ultimi non possono, certamente, fregiarsi del titolo della novità. Anzi! La loro combinazione politica è un altro contenitore di quella realtà formato famiglia, pardon formato fazione contraria a quella formatasi sull'altra sponda. Lo abbiamo già affrontato nel corso di questi anni tale argomento, analizzando anche l'elargizione dei patrocini a go go, che hanno gonfiato l'alveo delle prebende politiche a fronte di una città che attendeva altre risposte.

Le associazioni di Mondragone, quella forma associata della società civile non è stata parte attiva della formazione politica di uno schieramento che ha designato una proposta di sindaco nuovo, di politica nuova, ma hanno solo agito da organi ricettori e richiedenti patrocini economici per le iniziative che hanno messo in cantiere per il proprio paese. Fiumi di denaro pubblico spesi per eventi e kermesse... per non parlare di quelli concessi a professionisti, avvocati, ingegneri, geometri, imprenditori che si sono resi protagonisti di vere e proprie telenovelas per le opere realizzate e per quelle rimaste incompiute.

Dunque, la domanda sull'assenza di una società civile in grado di azzerare il quadro politico attuale e di proporre un sistema nuovo, sorge spontanea.

Anche perché la Nugnes e Sorvillo, qualsiasi decisione prenderanno, non rappresentano più di tanto, una novità rispetto a Schiappa, a Cennami, e al resto del mondo mondragonese.

Nei giorni scorsi, rumors della politica locale evidenziavano come, per esempio la candidatura di Virgilio Pacifico, poteva creare qualche problema in Io amo Mondragone, ma avrebbe potuto scalfire il sostegno elettorale alla Nugnes e a Sorvillo, dei Giustiniano, legati a loro volta al candidato del Patto Civico.

La ragion familiare, concepita come paniere di voti ritorna nelle analisi dei politici mondragonesi. E guarda caso, in queste ore aumentano le possibilità di un avvicinamento della Nugnes a Schiappa.

Ancora una volta però, nulla è stato costruito partendo dal basso, dall'elettorato legato alle attività svolte dalle associazioni, dai comitati, da quei centri di aggregazione politica - in sostituzione dei partiti, ormai considerati obsoleti - che avrebbero dovuto, a loro volta, invece maturare attraverso l'analisi delle problematiche della cittadinanza, un nuovo progetto. Ci sono stati dei timidi tentativi da qualche gruppo (come Mondragone Bene Comune), ma alla fine nessuno dei concorrenti designati può dire "io rappresento il nuovo".

Manca forse il coraggio alla società civile mondragonese? Non lo sappiamo. Il giorno delle urne è ancora lontano, e tutto può accadere. Bisognerà vedere cosa proporranno i grillini...

Massimiliano Ive