Cronaca Bianca

CASERTA. Con rispetto parlando per le persone, i dirigenti comunali sempre più asini. Leggete...

Ecco cosa hanno combinato con la delibera Unesco. Il testo unico sugli enti locali, cioè la


CASERTA - Se avessimo il tempo di concentrare più attenzione, rispetto a quella che riusciamo a dedicarvi all'albo pretorio del Comune di Caserta, potremmo pubblicare un libro a settimana, un autentico scemenzario, colmo di tutte le topiche confezionate negli uffici comunali, dove quando c'è da truccare gare d'appalto si toccano livelli di eccellenza mondiale, salvo poi produrre stupidaggini su stupidaggini, a fronte del vagone di quattrini che ingrossano le buste paga dei dirigenti, a partire da quella del segretario generale Luigi Martino.

In premessa di questo articolo, senza voler pregiudizialmente affermare che la scelta Comune di Caserta di cui andremo a parlare sia sbagliata, rimarchiamo che, in una condizione di disastro economico in cui un pesantissimo piano di rientro da ulteriori debiti accumulati e che si sovrappongono a quelli del dissesto, anche 2000 euro all'anno possono rappresentare, soprattutto sul piano simbolico, uno spreco da evitare qualora siano spesi per una ragione di cui non sarà possibile, poi, controllare, costantemente l'eventuale ricaduta positiva sul prestigio della città e sugli indotti di sviluppo che si possono creare aderendo, come ha fatto in questi giorni il Comune di Caserta, all'associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale Unesco con sede nel Comune di Ferrara.

Il giudizio di merito sospeso riguarda, appunto, il non ancora controllabile esito di questa adesione in termini di crescita dei livelli di promozione turistico culturali di una città di Caserta che continua ad essere periferica e intangibile rispetto al suo monumento principale, cioè a quella Reggia, che il ministero dei Beni culturali gestisce con il sistema dei venditori di fumo, qual è, senza ombra di dubbio l'attuale direttore Felicori, che la carica ha acquisito non per competenze storico-culturali, ma solo perchè sta in uno dei cerchi magici, non proprio quello fiorentino, ma quello emiliano più periferico di Matteo Renzi.

Il Comune di Caserta sfoggia il Belvedere di San Leucio, Bene Unesco di sua proprietà. Vedremo se questi 2000 euro all'anno serviranno a qualcosa.

Intanto, ritornando allo scemenzario, di cui scrivevamo all'inizio di quest'articolo, abbiamo verificato, che l'adesione del Comune di Caserta, ad un'associazione formata esclusivamente da altri comuni di Italia, che ospitano Beni Unesco, è stata realizzata con una delibera di giunta, il cui testo integrale pubblichiamo nel link qui in calce.

Negli anni, pur non facendo di mestiere i segretari comunali, un po' di vicende amministrative le abbiamo incrociate e anche commentate. Insomma, abbiamo una semplice infarinatura, comunque sufficiente, a farci dire, per l'ennesima volta, che, al di là della sua rispettabilissima persona, il segretario comunale di Caserta pro tempore, dott. Luigi Martino, non merita il sontuoso stipendio che guadagna.

Qualche mese fa lo cogliemmo in clamoroso fallo sulla vicenda dei rimborsi al placido e sempre più ininfluente assessore Pica. Un articolo che costrinse Martino a fare marcia indietro, e a rimangiarsi alcuni atti amministrativi già esecutivi.

Stavolta, viene dato il via libera ad un atto della giunta comunale, che si arroga una competenza che l'articolo 42 comma 2, lettera C, del testo unico sugli Enti Locali, attribuisce senza ombra di dubbio al Consiglio comunale, che, a Caserta rappresenta un vero e proprio ectoplasma.

"2. Il consiglio ha competenza limitatamente ai seguenti atti fondamentali: c) convenzioni tra i comuni e quelle tra i comuni e provincia, costituzione e modificazione di forme associative;".

Questa è un'associazione di Comuni. Dunque, non c'è un'ombra di dubbio sul fatto che si venga a creare un rapporto convenzionale con una serie di altri comuni, che si riuniscono in unum nell'ente associativo.

E d'altronde, sempre la lettera C attribuisce ai consigli comunali esclusivo potere, anche per quel che riguarda l'iniziativa di costituire associazioni di cui il Comune di riferimento fa parte e di modificarne le forme.

Non sono fesserie, ma fatti che la dicono lunga sul livello ormai scabroso, sciatto e quasi demenziali, che segna la gestione della cosa pubblica nella città Capoluogo.

G.G.