Politica

Che manovra Mirabelli-Graziano per far diventare Velardi, non iscritto al PD, presidente della munnezza

Ecco perchè Renzi ha finito di incantare. E' finita 10 a 6 con Luigi Munno che invece al Partito Democratico è iscritto. Sconfitto anche per un'intesa con Zannini al quale è stato dato lo scalpo di Achille Cennami alle comunali di Mondragone


CASERTA - Il PD di Franco Mirabelli e di Stefano Graziano ringalluzzito, ha torto, visto che uno che sceglie quale interlocutore politico Alesandro Zagaria, non è degno di far politica, chiudono la partita del'Ato dei rifiuti con lo stesso sistema con cui a suo tempo chiusero quella dell'Asi. Loro rappresentano il Pd, ma in realtà del Pd se ne fregano, sacrificandolo a logiche di mero potere. Scontata era l'elezione di Antonello Velardi. Ed elezione è stata. Dunque, il Partito Democratico mobilita se stesso e tutte le sue strutture, legittimate da Renzi, ma non certo dalla Politica e dagli statuti di cui il renzismo in questa provincia ha fatto strage, per eleggere a presidente dell'Ato dei rifiuti un sindaco non iscritto al Pd contro uno, Luigi Munno, che al Pd, invece, è iscritto.

Sembra un paradosso, ma non lo è, conoscendo i metodi di Mirabelli e Graziano, conoscendo il modo in cui Pignetti è divenuta presidente dell'Asi, proposta e sostenuta dai poteri forti del sanciprianese Nino Della Gatta e puntellata da un accordo che, al tempo, fu stipulato dallo stesso Graziano con Gigino Cesaro detto La Polpetta e Carlo Sarro nella sede di rappresentanza della regione Campania in quel di Roma.

10 a 6 : una vera e propria faida di sindaci contro. Mirabelli, pur di far eleggere un non iscritto al partito di cui è commissario, ha kafkianamente messo a disposizione di Giovanni Zannini, esponente del Centro Democratico, lo scalpo di Achille Cennami che, a questo punto, stando alla promessa ricevuta da Zannini non solo non dovrebbe avere il simbolo del Pd alle comunali di Mondragone, ma dovrebbe anche rischiare l'epurazione qualora si mettesse contro al Pd ufficiale che, stando all'accordo di stamattina, dovrebbe andare con Zannini.

Insomma l'essenza dell'identità politica di un Partito cioè il simbolo viene strumentalizzato per promuovere un concetto politico esattamente contrario, difforme da una comunità che decide e che si propone di essere forza di governo visto e considerato che Antonello Velardi ha voluto coscientemente non sottoscrivere la tessera del Partito Democratico.

E' finita 10 a 6 per Velardi.

G.G.