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S.MARIA CV Bosco vuol "far fuori" il vicesindaco Amelio. Le partite singole dei suoi consiglieri e..

Nella foto, da sinistra, Luigi Bosco, Antonio Mirra, Assunta Amelio e Gustavo Pugliese

Da considerare anche i veti e preferenze di Mirra. Come capita in tutti quanti i comuni in cui è entrato, il consigliere regionale è concentrato sulle poltrone. Ma oggi il suo gruppo, nella città del foro, non è più formato da 4 consiglieri ma da 3 visto


SANTA MARIA CAPUA VETERE - Il tempo di Assunta Amelio, nella giunta comunale di Santa Maria Capua Vetere, sembra essere terminato. Almeno, questo traspare dalle mosse del movimento Terra Libera e del consigliere regionale Luigi Bosco, in ormai subliminato moto perpetuo da lottizzazione incorporata, il quale ha detto che, come già capitato a Capua, anche il tempo della gestione tecnica del governo cittadino, dopo neanche 10 mesi, è terminato e che ora bisogna cominciare "a far politica". Il che, detto da Bosco non si sa se è un auspicio positivo, se è un auspicio creativo o una minaccia, esiziale per quel poco che resta, sull'integrità morale della cosa pubblica in questo territorio.

Antonio Mirra, un "marciapiano professionista", non è pregiudizialmente contro all'avvicendamento della sua vicesindaca ma, dai nomi che girano, l'unico che gradisce è il suo fedelissimo Gustavo Pugliese, per intenderci, colui che ha gestito quella roba poco raccomandabile del Natale in città, consistita in 21 mila e passa euro dati al signor Johnny Addario coniugato Buttone e grande amico di gioventù di Camillo Belforte e dell'operazione casette che ha fatto fare un pò di quattrini all'associazione di Dino Capitelli.

Alla luce anche degli avvenimenti giudiziari che hanno coinvolto, in questi giorni, la famiglia del consigliere regionale con l'arresto del padre Nando che, beninteso, è un indagato e nulla più, Mirra però vuol prendersi un pò di tempo. In realtà lo vuol fare per doppiare, utilizzando un espediente classico di molti suoi colleghi, lo scoglio dell'approvazione del bilancio di previsione che, a meno di altre non improbabilissime proroghe, dovrà passare al vaglio del consiglio comunale entro il 30 aprile, massimo entro il 21, 22 maggio, qualora, alla canna del gas, si volesse sfruttare anche tutto il termine della certa diffida della prefettura.

 

 

Stando alle notizie filtrate dall'interno della riunione svoltasi nei giorni scorsi, tra il sindaco e i consiglieri comunali di Terra Libera, questi gli avrebbero detto che l'avvicendamento dovrà avvenire prima del bilancio, altrimenti loro in aula non andranno.

Ma loro chi? Tutti e quattro i consiglieri o solo alcuni? Stando alle prese di posizione assunte in questi giorni da uno di loro, cioè Michele Merola, un dimuriano di ferro, passato, come altri dimuriani, alla corte di Bosco, il gruppo è tutt'altro che compatto. Merola infatti, proprio per dissociarsi dalla posizione dei suoi colleghi e forse anche da quella di Bosco, ha vistosamente espresso la sua piena fiducia, non si sa fino a quanto sincera e fino a quanto pelosamente tattica, nell'operato dell'assessora Amelio rimettendosi nel contempo alle decisioni del sindaco Antonio Mirra. In pratica, per noi che siamo costretti, con un cappio al collo a continuare a far professione della pessima esegesi del politichese, ha fatto capire che lui si sente un consigliere di Mirra più che di Terra Libera e Di Bosco.

Gli altri 3, cioè la Milone in Balletta, Baldassarre e Gabriella Santillo, se da un lato sembrano non voler mettere in discussione l'ortodossia di appartenenza al movimento di Bosco, coltivano ognuno delle convinzioni autonome sull'identità dell'assessore che dovrebbe sostituire la Amelio. Mentre la Santillo appare, effettivamente, l'unica totalmente fedele al consigliere regionale, la Milone-Baldassarre sono entrambi convinti che l'ingresso in giunta di un politico esperto quale Carmine Iodice farebbe il bene del movimento e anche il loro bene.

Baldassarre, poi, ha anche un piano B, sicuramente ancor più consono alla sua sensibilità professionale e a una certa visione che ha intorno al mattone creativo che tanto ha condizionato l'economia cittadina e tante ricchezze speculative ha creato al suo interno. Una soluzione B dal nome Pasquale Labate.

Tutte e due queste idee sono considerate letteralmente irricevibili da Antonio Mirra, che di mettersi intorno personaggi navigati che lo possano costringere a trattative o semplicemente a tenere delle riunioni di giunta vere e non meramente figurative, come quelle di oggi in cui sostanzialmente il sindaco deve solo mettersi d'accordo con Nicola Leone e il resto va da sè, non ha nessunissima intenzione. Lui, al di la di Gustavo Pugliese segnalato un giorno si e un giorno pure nelle stanze del Comune che, onestamente, non si capisce cosa vada a fare, non va.

Al più se proprio Pugliese non può andare, meglio qualche altra soluzione propugnata da Bosco, il quale, vuol utilizzare i voti dei suoi consiglieri comunali per premiare persone appartenenti alla strettissima cerchia dei sodali che gli appartengono. E dunque, se a Caserta va bene il sessano Girfatti, a Santa Maria Capua Vetere potrebbe andare bene il capuano Barresi che, pur essendo responsabile di Terra Libera nella sua città, ha impiantato la propria attività professionale a Santa Maria.

Questa è la situazione, come si vede, molto fluida. Il sindaco tenterà in tutti i modi di rinviare il momento in cui aprirà il tappo della giunta che potrebbe trasformarsi in un vero e proprio vaso di Pandora, denso di reazioni a catena. Cambiando un assessore, infatti, altri consiglieri, che hanno portato biada importante al mulino di Mirra, chiederanno un posto al sole, a partire da Luigi Simonelli che aspira alla poltrona, oggi occupata dal giudice in pensione Oscar Bobbio, un altro candidato a togliere le tende dall'esecutivo cittadino.

G.G.