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MONDRAGONE. I 'giochi proibiti' di Oliviero: la figlia di Cennami capolista alle primarie e lui...

Nella foto, da sinistra, Achille Cennami, Gennaro Oliviero, Giovanni Schiappa e Giovanni Zannini

Ma tutto sommato il problema del simbolo, pur affrontato, come scritto nei giorni scorsi, nell'incontro tra Mirabelli e Zannini, non turba il sonno a nessuno


MONDRAGONE - La questione del simbolo del partito democratico non affligge i pensieri degli avversari di Giovanni Schiappa e di Achille Cennami. Per il semplice motivo che si tratta, più che altro, di un problema di economia strategica più che di economia elettorale. Nel senso che la titolarità del simbolo rivestirà una qualche importanza nei prossimi anni in proiezione di consultazioni elettorali diverse da quelle Comunali che si svolgeranno l'11 giugno rispetto alle quali la titolarità del simbolo ufficiale del Pd è pressochè irrilevante.

Per usare un'espressione della chimica elementare, a ph neutro. Achille Cennami, infatti, è dotato di un suo consenso personale legato all'attività professionale che svolge. Si tratta di persone che lo voterebbero a prescindere, probabilmente anche se si candidasse con Forza Nuova. 

Diverso è il discorso per quello che capiterà dopo le elezioni, quando la titolarità del simbolo inciderà in qualche modo anche sulle vicende provinciali, rafforzando questa o l'altra posizione e diventando, in qualche modo, anche un fattore, seppur non decisivo, per le prospettive politiche del consigliere regionale Giovanni Zannini, il quale, pur eletto in un piccolo partito del centrosinistra, non può non guardare al Pd come fattore condizionante delle scelte della coalizione in provincia di Caserta, pur saldamente collegato com'è, lo Zannini, ad un leader anomalo qual è senza dubbio il governatore Vincenzo De Luca, che del pd renziano non sarà mai leader politico anche perchè non ha alcuna intenzione di esserlo.

Al momento possiamo dire che il pd mondragonese è funzionale solamente alle strategie vintage e sicuramente datate di Gennaro Oliviero il quale, da un lato partecipa comunque relegato al rango di numero due di Pina Picierno, alla lista di Renzi per le primarie del 30 aprile, nel collegio di cui fa parte anche Mondragone, dall'altra parte schiera suoi uomini in cima alle liste che appoggiano Michele Emiliano. 

Lo ha fatto anche a Mondragone dove la lista in questione sarà capeggiata proprio dalla figlia di Achille Cennami la quale dovrà ovviamente anche spiegare qual è la piattaforma progettuale della sua corrente visto e considerato che va profilandosi un'intesa sua e di suo padre con due fondamentali partiti del centrodestra: Forza Italia che è senz'altro il partito del sindaco Giovanni Schiappa e il Movimento Idea di Daniela Nugnes che, di Forza Italia, è un soggetto satellite.

Insomma, Gennaro Oliviero con questa scelta speculare a quella compiuta anche in altri comuni, dove ha pescato altri candidati per la lista di Emiliano vuole contarsi per portare a Roma poi il conto del suo consenso e farlo pesare in sede di trattativa per la definizione delle candidature alle prossime elezioni politiche. Il punto debole è che lui direttamente si schiera con Renzi, mentre schiera contro Renzi Cennami e altri ascari.

Renderà questa politica molto politicante e anche un bel pò avariata, alle ambizioni di Oliviero? Non si sa e nemmeno possiamo scrivere che il 30 aprile sarà un momento decisivo per capire se il pd presenterà il suo simbolo a fianco del candidato sindaco di Forza Italia. Perchè, questa cosa, non turba il sonno a nessuno. 

G.G.