Cronaca Nera

Presunte lesioni gravi. A processo un cancelliere di S.MARIA C.V., il padre e il fratello poliziotti

C'è anche la presunta usurpazione di funzione. Al tempo della chiusura delle indagini si sviluppò un interessante confronto di tesi tra il funzionario pubblico e Casertace


SANTA MARIA CAPUA VETERE - La speranza è che stavolta il signor Carmine De Gennaro, cancelliere presso la procura della repubblica di Santa Maria Capua Vetere, non ci costringa a tornare a discutere di fatti tanto cardinali quanto banalmente evidenti, che mettono insieme il diritto di cronaca di un giornale e quello di una persona coinvolta in un'inchiesta giudiziaria di rendere armonico e autenticamente realizzato il principio fondante di uno Stato di Diritto che è tale se garantisce a ogni cittadino, in questa veste o anche nell'esercizio di una sua funzione, di esprimere pienamente se stesso come individuo e come professionista nell'ambito di un perimetro in cui questa manifestazione possa avvenire partendo dal riconoscimento di libertà fondamentali come fondamentale senz'altro è la libertà di espressione.

Facciamo questa premessa perchè quando il 28 dicembre 2015 demmo notizia della chiusura delle indagini a carico del citato Carmine De Gennaro ma anche a carico di suo fratello e di suo padre Giovanni e Paolo De Gennaro, il cancelliere ci scrisse una lettera che partiva con una frase inquietante, cioè dalla volontà del medesimo "di darci un consiglio", espressione da cui traspariva un vago ma piuttosto chiaro messaggio minaccioso.

La risposta ferma quand'anche composta e generosa, probabilmente fu soddisfacente per Carmine De Gennaro. Oggi noi non diciamo niente di più rispetto a quell'articolo di 16 mesi fa se non che i tre De Gennaro non sono più indagati, ma sono imputati, visto che un giudice dell'udienza preliminare ha ritenuto che le tesi del sostituto procuratore della repubblica che li aveva indagati, erano tutt'altro che peregrine e che dunque dovrà essere un altro giudice terzo, cioè il dottor Orazio Rossi in versione monocratica (è anche presidente di un collegio) a pronunciarsi sulle presunte lesioni aggravate e sulla presunta usurpazione di funzione pubblica perpetrate, naturalmente in via presunta, dai tre.

La vicenda la raccontammo a suo tempo e riguarda l'episodio in cui i 3 De Gennaro si sarebbero scagliati contro Giuseppe Marco Perretta, persona che Carmine De Gennaro si premurò di farci sapere gravata del reato molto serio di violenza sessuale nei confronti di una 14enne.

Altro non aggiungiamo. Auguriamo ai tre De Gennaro, cioè al cancelliere, al padre poliziotto in pensione, a cui è stato riconosciuto in passato anche lo status di vittima del dovere, me pur coinvolto in un'altra seria vicenda giudiziaria che ha già scritto una sentenza di primo grado e dell'altro, e al terzo imputato, il poliziotto oggi in servizio a Santa Maria Capua Vetere, di dimostrare la loro piena innocenza.

G.G.

CLICCA QUI PER LEGGERE L'ARTICOLO SULLA CHIUSURA DELLE INDAGINI

CLICCA QUI PER LEGGERE LA LETTERA DEL CANCELLIERE E LA NOSTRA RISPOSTA