ūüė≥ūüė≥L’INCHIESTA. ILLEGALE fino al midollo: la Conferenza dei servizi organizzata per i Canciello e il progettista Fecondo v√¨ola addirittura un “verdetto” della CORTE COSTITUZIONALE

30 Giugno 2020 - 18:13

CARINARO (g.g.) – Dopo la nostra terza puntata, avremmo anche potuto chiudere la trattazione relativa all’analisi storico-amministrativa di tutto quello che √® stato ma soprattutto non √® stato e che, purtroppo, attraverso organi dello…Stato, √® stato, cio√® ha finito per essere atto amministrativo approvato e in vigore, inerentemente alla ormai celebre quanto fondamentale vicenda della modifica del Piano regolatore vigente del comune di Carinaro, attuata attraverso una pi√Ļ che disinvolta delibera, con cui il commissario prefettizio dell’epoca,¬†Luigi Palmieri, la var√≤ con i poteri del consiglio comunale, in modo da consentire alla¬†Famiglia Canciello, ormai veri monopolisti delle aree pubbliche comunali e intranee al comparto Asi di Aversa Nord, di operare l’ennesima speculazione immobiliare, costruendo e vendendo manufatti per la produzione di¬†servizi di logistica¬†ad una non meglio identificata azienda di e-commerce.

Ci saremmo potuti fermare perch√© questa storia, come la giri giri, √® illegale. Avete letto bene: mentre fino ad ora abbiamo utilizzato maggiormente i termini dell’illegittimit√†, adoperando con pi√Ļ timidezza le parole che inserivano nel ragionamento la perpetrazione di atti di illegalit√†, ora, bando alla timidezza.

Ci potevamo fermare qua, perch√© tutto ci√≤ che abbiamo scritto in questi anni √® gi√† sufficiente per presentare 2 mila denunce contro quel permesso a costruire, oggi congelato dal comune di Carinaro, ma che andrebbe totalmente cancellato, senza se e senza ma, magari chiamando in causa il vero consiglio comunale, quello attuale, quello a cui il sindaco Affinito e Ferriello non voglio, invece, sottoporre questo orribile aborto. Ma siccome questa procedura sembra esser stata disegnata da un diavolo che si √® divertito sadicamente a centellinare ogni atto affinch√© non ci fosse un millimetro della medesima procedura afflitto da un inquinamento, da un elemento di chiara illegittimit√† che tracima nell’illegalit√†, siamo costretti a continuare.

Opereremo una sintesi rispetto ad un concetto. Poi, se saremo costretti da qualcuno che avr√† qualcosa da dire, pubblicheremo una versione ancora pi√Ļ analitica di quest’ulteriore vulnus inferto alle norme vigenti.

Dunque, la stella polare, il chiavistello utilizzato da Canciello, Fecondo, Ferriello e Palmieri per compiere questa temeraria operazione si chiama Dpr 160/2010, articolo 8. Dopo aver affrontato la questione della sufficienza e dell’insufficienza, ora entriamo nel merito della validit√† dello strumento decisivo che ha aperto la strada alla variante del Prg approvata da Palmieri con i poteri del consiglio comunale e al conseguente permesso a costruire. Si chiama Conferenza dei Servizi e la norma (non le citiamo tutte altrimenti diventa un vero ginepraio del burocratese spinto) in pratica afferma che occorre un banditore, una di quelle vecchie figure che giravano nei paesi ad avvertire tutti a colpi di tromba, prima meccanica, poi, con il progresso, a batteria elettrica, di un fatto di assoluta importanza pubblica. E infatti¬†cric&croc, Ferriello e Palmieri, per renderla pubblica scelsero due date in cui troneggia la laboriosit√†, in cui la gente pensa solo a controllare le cose della res publica, il 24 dicembre e il successivo 31 dicembre. Natale e Capodanno. E gi√† questo rappresenta di per s√© un fatto che chiarisce bene quali sono stati i pensieri reconditi, posti a riparo dagli atti ufficiali, nutriti dal commissario prefettizio e dal dirigente dell’Ufficio tecnico. Alla Conferenza dei servizi, proprio in causa di questa obbligatoria pubblicizzazione della stessa, possono partecipare, ai sensi sempre del Dpr 160/2010, “qualunque soggetto, portatore di interessi pubblici o privati, individuali o collettivi nonch√© i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio dalla realizzazione del progetto dell’impianto industriale.

Ora, se in un comune, non certo di grandi dimensioni qual √® Carinaro, si modifica la destinazione d’uso di¬†25 ettari, √® mai possibile che si convochi una Conferenza dei servizi il giorno di san Silvestro? Avrebbero dovuto parteciparvi le associazioni locali ma soprattutto i proprietari di quelle particelle ricomprese nei 25 ettari non ancora acquistate dai Canciello. Ma quelli l√¨, meno sapevano e meglio era. Perch√©, magari, come √® successo poi per la signora Argo (ricordate quella del ricorso al Tar?), appartenente alla stirpe che ha dato il nome al celebre parco residenziale ad Aversa, comprendendo che po po’ di business i Canciello “tenevano in testa”, avrebbero senz’altro aumentato il prezzo di vendita. Conclusione: alla Conferenza dei servizi c’era il comune di Carinaro, cio√® Palmieri e Ferriello, c’erano i Canciello e c’era il Genio Civile. Attenzione, quest’ultimo √® un’emanazione diretta della Regione ma che in conferenze di questo genere c’√® solo e solamente, ripetiamo, solo e solamente, per fornire il suo parere sulla staticit√† sismica. Niente a che fare con la polpa dei temi da trattare che attiene all’urbanistica e alle sue norme regolatrici.

Alla Conferenza dei servizi, dunque, non solo erano assenti i cittadini riuniti in qualche associazione, i privati ancora proprietari dei terreni, ma anche, giusto per gradire, la¬†Regione Campania e l’amministrazione provinciale di Caserta. Per cui, n√© la Regione ha espresso il suo parere su questa mega variante, n√© l’ha fatto l’amministrazione provinciale. E qui dovremmo incamminarci verso la parte che allungherebbe a dismisura l’articolo, che attiene ai giochi di prestigio posti in essere da mister Ferriello, il quale ha ballonzolato tra una legge e l’altra, tra un Dpr e l’altro, in base alla convenienza sua a costruire una procedura che potesse apparire legale e regolare. Noi, invece, vi forniamo un brevissimo riassunto della materia normativa di ci√≤ di cui ci stiamo occupando: la variante semplificata al Piano regolatore generale. Fino al 2001 la materia era disciplinata dal Dpr 447 del 1998, che all’articolo 5, comma 2 recitava: “Qualora l’esito della conferenza di servizi comporti la variazione dello strumento urbanistico, la determinazione costituisce proposta di variante sulla quale, tenuto conto delle osservazioni, proposte e opposizioni formulate dagli aventi titolo ai sensi della legge 17 agosto 1942, n.1150, si pronuncia definitivamente entro sessanta giorni il consiglio comunale. Non √® richiesta l’approvazione della regione, le cui attribuzioni sono fatte salve dall’articolo 14, comma 3-bis, della legge 7 agosto 1990, n. 241“. Non era richiesta.

Non un semplice Tar, infatti, neppure l’autorevole consiglio di Stato, ma addirittura la corte Costituzionale ha demolito questo passaggio, considerando illegittima la procedura che chiude una variante semplificata al Prg senza il parere della Regione. Nella sentenza 206 del giugno 2001, in pratica la Corte ha dichiarato l’illegittimit√† costituzionale della lettera g) dell’art. 25, co. 2, del Dlgs 112/1998 nella parte in cui prevedeva che, qualora la conferenza dei servizi registri un accordo sulla variazione dello strumento urbanistico, la determinazione costituisce proposta di variante sulla quale si pronuncia definitivamente il consiglio comunale, anche quando vi sia il dissenso della Regione.

Ora, chi conosce anche i rudimenti dell’identit√† delle varie fonti giuridiche del diritto pubblico, sa che¬†un decreto legislativo trova riscontro molte volte in un Dpr che ne declina tutte le conseguenze pratiche e cos√¨ successe per il decreto legislativo 112 rispetto al Dpr 447, sempre del 1998. Siccome l’Italia √® un Paese di peracottari, per ben 9 anni, come successo in tanti altri casi, abbiamo vissuto nell’illegalit√†. Chiss√†, al riguardo, nelle tipiche e assurde vacatio legis del Belpaese, quanti comuni hanno approvato varianti semplificate dei piani regolatori, considerando non obbligatorio il parere della regione, magari provvidenzialmente assente in Conferenza dei servizi. Alla buonora, nel 2010, la legislazione ordinaria si uniforma alla legge delle leggi. Si uniforma ad un pronunciamento sulla legittimit√† costituzionale emesso dalla Corte. Meglio tardi che mai. Ed √® proprio l’articolo 8, beffardamente, citato per aprire la porta a Canciello, a decretare l’obbligatoriet√† del parere urbanistico assolutamente vincolante della Regione.

DPR 160/2010 Art.8. Raccordi procedimentali con strumenti urbanistici

  1. Nei comuni in cui lo strumento urbanistico non individua aree destinate all’insediamento di impianti produttivi o individua aree insufficienti, fatta salva l’applicazione della relativa disciplina regionale, l’interessato pu√≤ richiedere al responsabile del SUAP la convocazione della conferenza di servizi di cui agli articoli da 14 a 14-quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241, e alle altre normative di settore, in seduta pubblica. Qualora l’esito della conferenza di servizi comporti la variazione dello strumento urbanistico, ove sussista l’assenso della Regione espresso in quella sede, il verbale √® trasmesso al Sindaco ovvero al Presidente del Consiglio comunale, ove esistente, che lo sottopone alla votazione del Consiglio nella prima seduta utile. Gli interventi relativi al progetto, approvato secondo le modalit√† previste dal presente comma, sono avviati e conclusi dal richiedente secondo le modalit√† previste all’articolo 15 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia, di cui al d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380.

Dunque, se lo metta nella zucca sindaco Affinito, se lo mettano in zucca tutti i consiglieri comunali che oggi rischiano di finire sotto indagine perch√© continuano ad avallare un atto illegale, quell’ove sussista l’assenso della Regione espresso in quella sede, non √® altro che il modo attraverso cui la legge ordinaria, non si adegua, si inchina, alla dichiarazione di illegittimit√† costituzionale della norma prevista nel Dlgs e Dpr del 1998. Ora, a meno che Ferriello non voglia far diventare un parere sismico un parere sull’Urbanistica, non c’√® dubbio che alla Conferenza di servizi di Capodanno la Regione sia stata assente. Ed essendo stata assente, non ha dato il suo parere. Ci√≤ che il Dpr 160/2010 traduce √® un pronunciamento costituzionale che sul fatto specifico sovrasta e azzera anche la disciplina generale della conferenza di servizi, la quale prevede che l’assenza equivalga ad un parere positivo. Questo requisito insormontabile cancella tutto il resto della procedura e anche la discrezionalit√† prevista dall’articolo 24 comma 8 della legge regionale 16 del 2004, che attribuisce al presidente della Conferenza la facolt√†, non l’obbligo, di inviare la variante al Prg approvata all’attenzione del consiglio regionale o provinciale, per verificarne la rispondenza agli strumenti urbanistici del Psr e del Ptcp. A questo stadio non ci si arriva proprio, perch√© se la Regione non c’√® e non esprime un suo parere, ci troviamo di fronte ad una procedura incostituzionale, come recepito dal Dpr 160 del 2010.

Un ultimissimo passaggio dedicato al presidente della provincia Giorgio Magliocca. Al di l√† di questa discrezionalit√† del presidente della Conferenza di servizi che, abbiamo detto, non √® applicabile per una violazione a monte compiuta nel procedimento di variante al Prg di Carinaro, l’amministrazione provinciale avrebbe avuto non il diritto, ma il dovere di intervenire. Ci√≤ perch√©, l’art. 39 della Legge Regionale 16/2004 prevede che se un comune omette di compiere qualunque atto di propria competenza ai sensi della presente legge, la provincia, previa comunicazione alla Regione e contestuale diffida all’ente inadempiente a provvedere entro il termine perentorio di quaranta giorni, attua l’intervento sostitutivo.¬†Qui c’erano tutti gli elementi per adottare i poteri sostitutivi, cio√® per riportare la procedura dentro la realt√†, dentro ad una condizione che a partire dalle percentuali sballate dei servizi produttivi ma per tante altre cose ancora, v√¨ola rozzamente, in maniera finanche strafottente il Piano regolatore della provincia, o il Ptcp che dir si voglia. Ma Magliocca dorme sogni tranquilli.

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