Cronaca Nera

ESCLUSIVA MADDALONI. Il pentito Michele Lombardi vuota il sacco: 'Vi dico tutto sull'omicidio di Francesco Correra, su cocaina e crack venduti da decenni nella piazza di VIA FEUDO'

All'interno dell'articolo, le dichiarazioni testuali del neo collaboratore di giustizia che sta facendo tremare molti, non solo nella criminalità organizzata


MADDALONI (Iris Persico) - Spunta un nuovo movente nell’omicidio di Francesco Correra detto “Ciariello”. A raccontare questo nuovo retroscena è il giovane collaboratore di giustizia Michele Lombardi, 36 enne di Maddaloni, detto 'o cecato'.

Ricordiamo che per questo delitto è stato condannato a 30 anni Antonio Zampella, mentre il figlio Alessandro è a giudizio.

Secondo le recenti confessioni del pentito, il delitto non sarebbe scaturito da un banale litigio ma a causa del controllo delle piazze di spaccio nella zona Feudo a Maddaloni.

Ecco il suo racconto: “La mattina del trigesimo della morte, ottobre del 2015, mio cognato Domenico De Angelis detto 'bacchetta', si presentò al colloquio in carcere con mia moglie. Fu lui a raccontarmi che l’omicidio era stato commesso in quanto Francesco Correra pretendeva dai due Zampella padre e figlio, il pagamento di una tangente di 300 euro a settimana per continuare a spacciare. Voglio precisare che mio cognato De Angelis era il genero di Francesco Correra in quanto ha sposato la figlia Anna Correra. Voglio precisare che in via Feudo, presso le palazzine popolari vi è da almeno 10 anni una piazza di spaccio per cocaina e crack gestita dalla famiglia Gargliardi detta 'fanalino'. Questo gruppo ha sempre pagato al nostro clan la somma di 300 euro a settimana. Somma ritirata da Francesco Correra e consegnata a Vittorio Lai. Dopo l’arresto di Lai, Correra ha cominciato a gestire da solo la piazza”.