Cronaca Bianca

CASERTA. Parole, parole, parole...altra promessa tradita: la Conti 3 continua ad ammorbare la contrada patrimonio dell'umanità. Non si era detto che si delocalizzava entro il 31 dicembre?

Un momento della conferenza stampa dello scorso luglio con il sindaco Carlo Marino ed il ceo della Conti 3, Marco Bartolomeo Letizia

CasertaCe costretta a ritornare su una questione ampiamente trattata durante l'ultima estate


CASERTA - [g.g.] Era la scorsa estate quando CasertaCe seguì con grande attenzione, dedicandovi anche un ampio servizio video con tanto di interviste in piazza ai cittadini residenti, la vicenda della contestatissima attività dell'industria Conti 3, localizzata a 300 metri di distanza dal Belvedere di San Leucio, patrimonio Unesco dell'umanità e  specializzata in produzione di manufatti industriali per veicoli,  dunque un indotto importante di aziende di livello nazionale e internazional.

I cittadini denunciarono coralmente una condizione di vita divenuta impossibile a causa di quello che era, a loro dire, un odore pestilenziale che li aveva costretti a chiudersi in casa e a convivere anche con il timore che quegli effluvi potessero determinare danni alla salute.

CasertaCe dette spazio speculare alla replica di Marco Bartolomeo Letizia, legale rappresentante dell'azienda, il quale definì quella mobilitazione 'una sporca macchinazione politica' finalizzata a screditare la sua impresa.

Noi che, ovviamente, non manchiamo mai di esprimere un nostro punto di vista, sottolineammo quello che era ed è un aspetto incontestabile: non si può autorizzare che una fabbrica della manifattura, per di più adibita alla produzione di materiale plastico, possa essere impiantata a pochi passi di distanza da un monumento protetto dall'Onu come patrimonio dell'umanità.

Rispetto a questa evidenza, nessuna, pur legittima confutazione da parte dell'azienda, può trovare consistenza, in funzione dell'obiettivo di confermare la propria presenza su quell'area.

E' vero che esistono questioni e problemi di carattere tecnico-giuridico. Ma di questo deve occuparsi il comune di Caserta, principale, se non unico colpevole, di questa follia.

Se non ricordiamo male, anzi, ricordiamo bene come dimostra la foto che pubblichiamo in testa a questo articolo, furono tenute un paio di conferenze stampa durante le quali, proprio il comune assunse l'impegno di favorire un processo di delocalizzazione della Conti, che sarebbe iniziato o addirittura sarebbe stato completato entro il 31 dicembre 2017.

Oggi, il calendario segna 11 gennaio e nulla ancora si muove.

La serietà di un'istituzione ma anche di un'azienda, si coglie soprattutto nell'espressione di un'etica che non relativizza mai alcuni principi irrinunciabili. Assumere, perciò pubblicamente degli impegni nei confronti della popolazione di San Leucio e non mantenerli, dà riscontro alla tesi di chi ritiene che chi amministra questa città dal lato politico e dal lato delle burocrazie, sia, anche in termini generali, del tutto inaffidabile e forse anche impresentabile.

Punto. Tutto il resto sono chiacchiere. Se c'era qualche difficoltà tale da provocare un ritardo nell'attuazione del cronoprogramma annunciato, il comune e forse anche l'azienda avrebbero dovuto darne notizia, evitando che CasertaCe dovesse, ancora una volta, svolgere, in supplenza, la funzione, totalmente latitante nella città capoluogo, di vero e proprio difensore civico, di organismo terzo, finalizzato all'autentica tutela dei diritti dei cittadini.