Politica

MADDALONI ALLE ELEZIONI. Gigi Bove finita la rivoluzione, ora punta alla governabilità con De Filippo. Prospettive ed insidie legate ad un minestrone con troppi ingredienti diversi

Nelle foto, da sinistra, Gigi Bove, Andrea De Filippo e Nunzio Sferragatta

L'anno scorso fu votato come alternativa ai poteri forti. Oggi sta con Sferragatta


MADDALONI - [g.g.] In termini di alfabeto politico, la distanza che c'è tra una rivoluzione e il concetto di governabilità, crea un intervallo ampio come quello che separa la lettera A dalla consonante Z.

Va bene che la politica è l'arte del possibile, ma qui a furia di salire tutti sul carro di Andrea De Filippo, va a finire che eccettuata la lista di Maddaloni nel Cuore in tanti rimarranno a bocca asciutta e molte di qurste liste eleggeranno un solo consigliere.

La rivoluzione era quella che Gigi Bove voleva fare l'anno scorso. Al punto che molti maddalonesi ci credettero e gli diedero un consenso personale importante. Fra tutti i candidati a sindaco fu sicuramente quello maggiormente apprezzato dalla città. Oggi, Bove parla di governabilità. Puntare su De Filippo significa garantire alla città un governo stabile.

Oddio, un consiglio comunale in cui Bove deve convivere con Sferragatta, con la signora Teresa Esposito, con una Cafarelli che potrebbe rientrare, con il simpaticissimo mutandone, beh, qualche dubbio sulla governabilità e sul tempo e sulle possibilità di una conclusione naturale della cosiliatura, questa variopinta compagnia lo alimenta senz'altro.

Venendo a discorsi più pratici, Bove dovrà necessariamente fare una lista. Ma allo stesso tempo per contare qualcosa in una ipotetica, quand'anche probabile amministrazione De Filippo, dovrà uscire con un forte consenso personale, cannibalizzando gli altri candidati della propria lista. Potrebbe tentare di farne eleggere almeno un altro o addirittura altri due, ma con 10/11 liste in campo, come abbiamo scritto all'inizio, l'operazione diventa rischiosa.