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ELEZIONI PROVINCIALI. Si vota fino alle 20. Ecco come saranno contati i voti per il presidente e per i nuovi consiglieri

Marino e Magliocca

Alla chiusura dei seggi inizierà immediatamente lo spoglio per...


CASERTA (g.g.) - Vi risparmiamo la fotografia dell'ingresso del palazzo della Provincia in area ex Saint Gobain. Magari più tardi facendola precedere da un cartello di avvertenze a tutela di chi può rimanere turbato dall'esposizione di immagini forti e crude ve li faremo vedere i parlamentari di ogni genere, i consiglieri regionali che stanno davanti al seggio neanche si trattasse delle elezioni del comune di Giano Vetusto o di Rocchetta e Croce.

Per il momento ci limitiamo alle istruzioni per l'uso che comunque i nostri lettori già conoscono dato che CasertaCe affronta la seconda elezione provinciale, regolata dalla folle legge Delrio, della sua storia.

Si vota oggi per il presidente della provincia e per il consiglio provinciale, organismo quest'ultimo che ha molti meno poteri rispetto al consiglio provinciale eletto dal popolo sovrano. Nonostante questo, però, si accapigliano come i disperati per farsi eleggere o far eleggere un proprio amico come se in provincia ci fossero i lingotti d'oro che trovarono nel bunker di Zagaria o i forzieri pieni di gioielli e altre ricchezze.

Si vota fino alle 20 di stasera. Subito dopo comincerà lo spoglio delle schede per il presidente. Sono infatti due voti distinti con nessun elemento di interdipendenza, nessun collegamento strutturato e giuridicamente riconosciuto, ma solo una relazione di tipo politico meramente assertiva.

Il voto di un consigliere comunale di Giano Vetusto non vale come il voto di un consigliere comunale di Caserta. Sono state approntate al riguardo 5 urne, anzi 10, 5 per le schede utili alla elezione del presidente e altre 5 urne che contengono le schede utili alla elezione dei consiglieri provinciali. I 104 comuni della provincia sono suddivisi dunque in 5 comparti in base alla loro incidenza demografica. Il voto di un consigliere ocmunale di un comune al di sotto dei 3000 abitanti (37 comuni su 104) vale 21 voti ponderati. In pratica, più di 10 volte in meno vale il voto di un consigliere di un comune al di sotto dei 3 mila abitanti rispetto al voto di un consigliere comunale di una cità con popolazione superiore ai 30 mila abitanti.

Per intenderci, quando sarà scrutinata una scheda dall'urna contrassegnata con la lettera E, riguardante cioè le 4 città con popolazione superiore ai 30 mila abitanti, e contenente le schede votate di consiglieri dei comuni di Caserta, Aversa, Marcianise e Santa Maria Capua Vetere (Maddaloni non vota iun quanto comune commissariato) ogni consenso attribuito a Carlo Marino o a Giorgio Magliocca, varrà 256 voti ponderati a fronte dei 21 voti che verranno assegnati con lo scrutinio dell'urna contrassegnata con la lettera A (comuni under 3 mila).

Tra i 37 comuni della fascia A e i 4 della fascia E che naturalmente incideranno molto di più rispetto ai primi citati, ci sono altre 3 faasce elettorali: la B che immagazzina i 10 comuni la cui popolazione è compresa ta i 3 mila e i 5 mila abitanti. In questo caso, ogni scheda votata varrà 41 voti ponderati.

Poi c'è la fascia C comprendente 25 comuni con popolazione compresa tra 5 mila e 10 mila abitanti. In questo caso il singolo consenso scrutinato varrà 75 voti ponderati.

Infine, la fascia D contenente 21 comuni con popolazione che va dai 10 mila ai 20 mila abitanti il cui singolo consenso varrà 100 voti ponderati.

In tutto sono 97 comuni. Ne mancano 7 (al già citato Maddaloni, si aggiungono anche San Felice, Orta di Atella, Trentola Ducenta e i più piccoli, Riardo, Vitulazio e Alife) in cui non è in carica nè un sindaco nè un consiglio comunale, in quanto si tratta di enti commissariati per diversi motivi, camorra, ma non solo.