Politica

LA NOTA MARCIANISE. Siamo tutti Velardi. Le minacce in stile Isis ovvero la parodia di un film horror e i marcianisani che rischiano di diventare lo zimbello d'Italia

A margine della buffa manifestazione di ieri. Ormai la serietà e il rispetto per le istituzioni sono diventate un vero e proprio optional


MARCIANISE (g.g.) - Domanda: ma ai marcianisani fa piacere essere diventati una sorta di città-macchietta che una narrazione surreale e comicamente artificiosa proietta in una sorta di parodia dell'horror che ci ha fatto ritenere utile adattare il nostro cazzeggio quotidiano alla pubblicazione della locandina del film americano che più di tutti ha rappresentato questo genere cinematografico?.
L'idea che ci siamo fatti nelle ultime settimane è che il racconto, le ciniche, individualistiche, egoiste necessità di una fiction finalizzata alla costruzione di una reputazione, che nessun fatto reale attinente alle strategie di governo riesce solidamente a costruire, da parte del sindaco Velardi, abbia scollegato totalmente la funzione amministrativa dalle necessità reali della città, subissate da questa vera e propria deriva del folklore autocratico che ci ricorda tanto certe dittature africane degli anni '70, a partire da quella di Bokassa della Repubblica centro-africana, in cui nulla veniva dedicato al popolo e tutto alla rappresentazione del capo attraverso, però, messaggi collegati ad una struttura culturale tutt'altro che sobria e tutt'altro che fondata su consistenti basi morali e di conoscenza autentica.


Ma voi marcianisani, parlando seriamente, ritenete che tutto quello che sta succedendo ora anche i video stile Isis pubblicati su Facebook che sarebbero secondo il sindaco Velardi, la nuova frontiera dell'intimidazione di una vecchia classe politica, per intenderci quella degli Zinzi, degli Abbate, bramosi di rivincita, possano essere presi con serietà? Ma vi sembra normale che uno, che vi rappresenta come sindaco, continui a denunciare intimidazioni subite senza esplicitarle con chiarezza, senza renderne edotti i cittadini in modo che questi possano valutare fatti e circostanze?

Vi sembra una cosa seria organizzare quella che viene definito uno spontaneo flashmob a cui quattro gatti, forse i consiglieri comunali di maggioranza, arrivano, con supremo sprezzo del ridicolo, di un ridicolo che mal si associa a quella che sarebbe inquietudine l'allarme sociale legati alle presunte minacce in stile Isis subite dal sindaco, mascherati come se fosse carnevale, ma comunque dotati di un'attrezzatura, a partire dagli striscioni che non si realizzano in 10 minuti, che non indica un'intenzione spontanea, puramente e semplicemente solidale, ma una cosa organizzata per tempo, visto che quelle maschere, non sono semplicissime da realizzare in mezz'ora, men che meno la precisa serigrafia di quegli striscioni?


Ma ve l'immaginate Zinzi, Abbate, i cugini e i parenti di Belforte, Fulvio Tartaglione, il mitico Doppietta ad organizzare un video con due pagliacci mascherati da terroristi di Abu Bakr al-Baghdadi per spaventare il sindaco Velardi, il Carusone, il Gennaro Spasiano, Pino Riccio, Filippo Fecondo, il segretario comunale? Cioè tutta gente che ha dimostrato nella vita di riassumere in sè la genetica dei puri di cuore, di coloro che lottano disinteressantamente per un ideale, per costruire un mondo migliore? Ma ve li immaginate, riuniti seviziosamente in uno scantinato, ad elaborare l'attacco al cuore della città, di una città che vuole rinascere, che vuole cambiare profondamente e che lo fa consentendo l'edificazione di migliia di tonnellate di cemento ad un passo dal centro commerciale Campania e di un parco dei divertimenti, fondamentale ausilio per l'ennesimo salvataggio dell'imprenditore Barletta e del sedicente interporto, che in questi giorni hanno presentato un bel concordato preventivo al tribunale, forti della convinzione che i puri di cuore o minacciati dalla camorra, gli hanno garantito qualche mese fa in nome del cambiamento, in nome della sostituzione o della messa al bando dei poteri forti, perché giustamente Barletta e quelli dell'interporto uniti alla ristretta e selezionata schiera di imprenditori che oggi fanno il pieno con questa amministrazione, arrivano tutti da un convento buddista del Tibet.


Va beh, quanto meno ci fanno ridere e ci fanno scrivere qualche articolo come quello del tric trac (CLICCA QUI PER LEGGERE L'ARTICOLO), noi ridiamo, ma i marcianisani dovrebbero rialzare la testa perché ancor più avvilente, ancor più umiliante del mal governo e dell'inganno di un buon governo proclamato ma mai praticato, c'è la bozza di un popolo che rischia di diventare lo zimbello d'Italia.