Politica

MARCIANISE. Ecco come la coppia Spasiano-Velardi, con un tratto di penna hanno fatto incassare più di 3 milioni di euro al Tarì, rendendo lecito quello che il Governo aveva vietato

Dall'alto in senso orario: Gianni Carità, Antonello Velardi, Gennaro Spasiano

Seconda puntata della nostra inchiesta sui fotovoltaici mai impiantati. Partiamo dal 2010 e, riassumendo due fondamentali lettere scritte dal Gse Spa - Gestore servizi energetici


MARCIANISE (di G.G. e I.P.) -

Correva l'anno 2010 quando il governo italiano, attraverso il GSE spa, che sta per Gestore servizi energetici, società con capitale interamente nelle mani del Ministero dell'Economia, chiudeva, in apparenza, definitivamente, la partita, diciamo così non fortunata, giocata dal Tarì di Marcianise per il suo efficientamento energetico di tutta la sua area produttiva con un contributo dello Stato di 3 milioni e 100 mila euro.
La lettera scritta da Gse non lascia adito a dubbi: il Tarì ha toppato, non ha rispettato le clausole contrattuali,
per cui deve restituire i soldi. Una posizione tanto indiscutibile che il sempre più discusso e, al contrario discutibile consorzio, abbatte il cantiere di quei lavori mai realizzati seriamente ed effettivamente restituisce gli incentivi.
E' il necessario incipit della seconda puntata di quella che si annuncia come una lunga inchiesta giornalistica che,
cercheremo di far camminare parallelamente all'inchiesta di diverse procure della repubblica attivata grazie al lavoro della Guardia di Finanza che, ancora una volta, sta dimostrando la qualità, la serietà e l'integrità adamantina nella stragrande parte dei suoi sistemi di comando, dei suoi uomini più importanti, dei suoi ufficiali, di fronte ad una indagine che
investe anche le scelte, a dir poco opinabili, compiute da un'amministrazione comunale, quella di oggi, quella guidata dal sindaco Antonello Velardi, la quale, forse non in maniera volontaria, ma fornendo una percezione non certo
trasparente, continua a dispensare incarichi di consulenza a giudici e ad ufficiali delle fiamme gialle in pensione,
dando la sensazione, ripetiamo, come percezione, di voler far opera di captatio benevolentiae, cioè di compiacere, di
strizzare l'occhio ai poteri forti affinché, magari la magistratura o qualche settore della Guardia di Finanza, quella legata allo stesso Velardi, alla sua famiglia, al ben noto mariuolo che tanto disonore ha gettato sulla gloriosa
divisa grigia, generale Spaziante, possa mostrarsi un po' più pigra rispetto al dovere costituzionale
dell'obbligatorietà dell'azione penale.

Velardi, poi, tutto sommato dando le consulenze superremunerate tra i vari Della Selva, ai Mottola ecc. non fa altro che ripetere in maniera anche efficace, lo spartito di un'Italia che, gli ha dato tanto, proprio perché la partita dell'affermazione dei principi e delle capacità non si è mai giocata su un terreno visibile da tutti i cittadini e su cui le vittorie o le sconfitte si determinavano grazie alle maggiori o minori capacità tecniche ed agostinistiche di chi giocava.
Quest'inchiesta, dunque, sgombera il campo da ogni illazione. La Guardia di Finanza c'è e accerterà la verità, qualunque essa sia.
Dopo l'intermezzo, ritorniamo al racconto.
L'apparente resa del Tarì era, come si suol dire, un falso movimento. Le vie della magistratura amministrativa sono infinite e al Consiglio di Stato, come spesso capita in Italia, magicamente, quello che pare evidente, lapalissiano, s'impiglia in qualche cavillo e consente al Tarì di riconquistare il titolo. O meglio, il Tarì ritiene quella sentenza abilitante alla riacquisizione di quel finanziamento dello Stato.
Da un lato Gse, come atto dovuto, restituisce la base il citato titolo, dall'altro pone una clausola piuttosto pesante: “il rilascio di un titolo abilitativo, seppure in sanatoria non determini nel caso in specie la conservazione
dell’efficacia dell’atto viziato”.
Per cui: “Il Comune di Marcianise non può essere autorizzato alla data della richiesta di ammissione ai benefici
quelli del 2010 in ragione della non regolarità del titolo abilitativo presentato a corredo della richiesta di
incentivazione”.
Niente contributi retroattivi dunque, si deve ripartire da zero. Cioè dall'anno 2015, cioè dall'anno manco a dirlo,
dove nell'ufficio tecnico del Comune di Marcianise, proprio quello di Marcianise in cui ci sono da gestire i rapporti, con
l'Interporto, col Tarì, con grandi aziende, piomba, durante la reggenza del commissario prefettizio Reppucci, altro
soggetto piuttosto discutibile, l'ingegnere Gennaro Spasiano, nato, cresciuto e pasciuto a Parete, residente a Napoli, al Vomero, e dove sennò, che accoppia l'incarico al Comune di Marcianise con quello, ricoperto da anni, nell'amministrazione provinciale di Caserta. Spasiano mostra subito un'intesa di tipo gemellare con il nuovo sindaco Antonello Velardi
che, in men che non si dica, gli toglie anche l'incomodo dell'antico dominus dell'ufficio tecnico del Comune, quel
Fulvio Tartaglione, il quale viene allontanato con modalità spicce, al punto d'aver intentato un causa per mobbing nei confronti di Velardi.
Evidentemente, bisogna far presto. Bisogna far chiudere certe operazioni. Fulvio Tartaglione non è organico a quest'amministrazione, la sa lunga e quindi sciò...
Spasiano ritaglia un po' di tempo ad una sua vecchia passione, cioè quella dei pannelli fotovoltaici. Se ne occupa
come detto, solo per passione, dato che tutto il tempo lo dedica a puntellare, insieme a Velardi, la vergogna più
grande che questa provincia ricordi, l'atto di sottomissione più indecente, realizzato da un ente pubblico, da un ente costituzionale com'è un comune a vantaggio di imprenditori privati che non hanno mai guadagnato un euro in vita loro grazie ad un'idea che ha vinto sul mercato reale, quello della concorrenza, della meritocrazia.
Naturalmente stiamo parlando della premiata ditta Barletta-Campolattano, stiamo parlando del falso interporto di Marcianise e Maddaloni, in realtà un'enorme speculazione economica, edilizia e commerciale che con questa convenzione si sublima attraverso la convenzione firmata nei mesi scorsi con la coppia Velardi-Spasiano, creazione di altre strutture esclusivamente speculative, finanche un luna park, associato al Centro Commerciale Campania dove gli interessi di Barletta sono stati pure diretti con la gestione del multisala Cinepolis.
Prima del Natale scorso, Spasiano con una semplice noticina, come un vero e proprio mago, ridà forma, legittimità a quel titolo reatroattivo che il Governo, attraverso una sua società, aveva categoricamente escluso qualche anno prima. Dunque, i 3 milioni e 100mila euro diventano disponibili.
Il Tarì è tanto contento al punto da considerare Marcianise il suo grande presepe natalizio. Arrivano le casette per gli espositori, che tra le altre cose restano pure inutilizzate.
Alla prossima puntata.