Editoriale

L'EDITORIALE. Missione compiuta: Velardi avrà la scorta. Ora la voglio anch'io. Ieri sera la Cupola ha fatto esplodere un tric trac nel mio water mentre facevo la popo'

De Rosa, Velardi e il mio cesso esploso

Manca solo il placet dell'Ucis. Ma a questo punto non c'è dubbio che la merita anche il sindaco di Casapesenna, De Rosa, che per storia e per cultura non è da meno del suo collega di Mardianise


di Gianluigi Guarino

MARCIANISE - Chiusa la questione della scorta, con piena soddisfazione per l'obiettivo chiaramente perseguito e ormai raggiunto, del sindaco Antonello Velardi, il quale ha ricevuto il parere positivo della questura di Caserta e attende solo quello dell'Ucis, tocca al sottoscritto. Ieri sera, tornando a casa ed espletando le normali funzioni intestinali e sedendomi, ho subito l'esplosione di un tric trac, messomi nel water. Un atto digestivamente, ma indiscutibilmente di stampo camorristico, frutto di una riunione straordinaria, che sordidamente, con l'ausilio di un paio di spioni deviati che hanno riesumato da un tabernacolo della repubblica le insegne della antica Gladio, hanno consentito a 4 super boss, cioè a Francesco Schiavone Sandokan, Michele Zagaria, Antonio Iovine, Mimì Mazzacane di incontrarsi, dopo anni ed anni, in una seduta spiritica nella quale, unendo le dita delle loro mani in un'unica catena, hanno evocato lo spirito di Antonio Bardellino il quale ha consigliato questa forma di letale attentato: il tric trac intrawater. Domani mattina, vado dal Prefetto, dal Questore e porto le foto di quel macello, di quello scempio di merda, pardon feci, e polvere da sparo che ha ridotto ai minimi termini il mio cesso laurentino.
Magari porto anche una bella lettera minatoria, che quelle ormai si ordinano su Amazon, e la voglio pure io la scorta, perché qui a Caserta ce l'hanno tutti, ma proprio tutti. Cominciò Lorenzo Diana e si sa com'è andata a finire. La povera Rosaria Capacchione, una delle poche che forse l'ha meritata, che la ottenne tanti anni fa è stata dunque raggiunta da questo campione di legalità rivelata a cui non potranno certo negare un bel seggio al Parlamento, magari con l'ausilio, l'aiutino supplementare sponsorizzato dal signor Getra, munifico benefattore del Pd renziano.
Ricapitoliamo: a Velardi hanno scritto una lettera contenente la foto di una sua congiunta, accompagnata dalla propria icona. Qualcuno ha osservato che chi semina vento, raccoglie tempesta e che un sindaco non può insultare e calunniare il mondo intero ogni santa sera senza rischiare di alimentare gli estri di qualche testa calda. Ma non è servito, visto che nel nostro Paese l'ultima cosa che conta sono gli elementi obiettivi e oggettivi, mentre chi ha più santi in paradiso ottiene tutto, finanche le scorte, per la cronaca non sono a costo zero, ma sono finanziate dai cittadini fin troppo tartassati di questo Paese. E d'altronde, bisognerà confermarla, a questo punto, anche al sindaco di Casapesenna Marcello De Rosa, il quale in considerazione di quello che dice di aver subito, è del tutto paragonabile e assimilabile nella sua evidente e storicamente dimostrata tempra di lottatore contro la criminalità organizzata, al suo collega di Marcianise. Con l'approssimarsi della scandenza del servizio di protezione a lui dedicato, fissata il 31 dicemre, nella sua vita è successo di tutto: prima una presunta minaccia, espressa in questo modo dal solo De Rosa, durante una deposizione in videoconferenza del boss Michele Zagaria. Neanche 24 ore dopo, il presunto attentato all'auto del fratello Luigi. Insomma, uno più uno fa due: Michele Zagaria, prima minaccia, poi, conseguentemente, colpisce.Ieri, a quanto ci dicono, nel corso della riunione del comitato per l'ordine e la sicurezza, svoltasi in Prefettura, il questore di Caserta Borrelli e il comandante provinciale dell'arma dei Carabinieri hanno ascoltato De Rosa senza intervenire e senza formulare alcun commento. Chissà, se anche in questo caso una certa cultura, imperante in Italia e al Sud in particolare, che mette costantemente in un angolo gli elementi obiettivi, effettuali delle cose, letteralmente subissati dalle narrazioni propinate da menti furbissime e ciniche fino al midollo, avrà il sopravvento garantendo a De Rosa, dal 1 gennaio, il rinnovo della scorta, unico, vero status sYmbol per chi ritiene, purtroppo giustamente, che queste cose rappresentino l'autentico passepartout di ascesa alla gloria.
Un passepartout di cartapesta ma che nella vita terrena di queste ridicole contrade, dimostra di contare e non poco, associato il più delle volte a persone che andrebbero prese, in un salvifico ribaltamente effettuale, in considerazione come potenziali elementi di pericolo per l'incolumità altrui, per quelli che in nome di una fragile verità, di un senso tanto profondo quanto ingenuo di equità, combattono i controvalori che connotano le loro esistenze.