Cronaca Bianca

S.MARIA C.V. Sindaco Mirra, ma non si vergogna ad avallare gare come questa. Legga un pò il requisito d'oro inserito dalla Cecere che consentirà al solito Clemente Tecchia...

Erminia Cecere, Clemente Tecchia, Giuseppe De Angelis e Antonio Mirra

Tutto documentato e tutto riscontrato nel bando, che pubblichiamo in calce all'articolo e nell'elenco delle associazioni che inseriamo in un link all'interno


SANTA MARIA CAPUA VETERE - [g.g.] Diranno che è un requisito logico, ma per noi è solamente un requisito 'su misura'. Trascorrono gli anni, passano le amministrazioni ma ci sono imprese, apparentemente inamovibili, come sono inamovibili taluni dirigenti e taluni funzionari del comune di Santa Maria Capua Vetere.

Quanti articoli avete letto negli anni, soprattutto in quelli dell'amministrazione di Biagio Di Muro, sul vero e proprio assopigliatutto, attuato dal signor Clemente Tecchia? Centinaia. E non è una cifra esagerata. Ora che è arrivato Mirra, leggiamo, dal bando per la gestione del canile municipale, importo 35 mila euro, che esiste un requisito il quale concede 7 punti, in pratica il punteggio maggiore, per una distanza dell'azienda dal canile variante da 1 a 5 chilometri.

Inutile dire che l'eventuale vantaggio per la qualità della gestione, legato alla distanza, si sarebbe potuto compensare con altri requisiti di qualità. Scrivere questa cosa, significa creare tutte le condizioni affinchè Tecchia si aggiudichi facilmente questo affidamento.

A volerlo cercare col lanternino, non lo trovi in Italia un bando del genere. Lo diciamo senza remore: questo atto amministrativo costituisce una violazione al rispetto delle regole sulla concorrenza e la massima partecipazione.

La firma è quella rinomatissima della signora Erminia Cecere, dirigente dei servizi sociali e del suo fedelissimo Giuseppe De Angelis. Al massimo, si può leggere in qualche bando un requisito che premia il canile più vicino al comune. In questo caso, invece, si tratta di sede legale. Ed onestamente questa cosa passerà in cavalleria come tante altre. Ma per noi rappresenta una vera e propria porcheria. Lo diciamo per amor di legalità. Di quella legalità reale, non solo parolaia ma intransigentemente ricercata e testimoniata in ogni sillaba di ogni nostro articolo e nell'attività incessante di riscontri ducumentali, che non mancano mai a supporto delle tesi esposte da CasertaCe.

Poi i cittadini facciano quello che gli pare, perchè se nessuno protesta per come viene gestita la cosa pubblica nei nostri comuni e in quello di Santa Maria Capua Vetere, non è che noi ci dobbiamo mettere a fare i missionari ogni giorno.

Il format tipico di questi bandi prevede poi la determinazione di un importo a base d'asta di tot euro al giorno per ciascun cane custodito e non come capita nel capolavoro, uscito dalle sapientissime mani della coppia Cecere-De Angelis, una quota fissa, in pratica forfettaria, a prescindere dal numero dei cani ospitati.

Comunque, vogliamo passare dalle parole ai dati concreti, com'è costume di questo giornale. Come potete leggere dal documento, [CLICCA QUI PER CONSULTARNE LA VERSIONE INTEGRALE] l'elenco ufficiale delle associazioni abilitate al servizio con sede legale e operativa nel raggio di 15 km da Santa Maria, sono 2 o 3. L'unica entro 5 km, manco a dirlo, è quella di Tecchia.

Nel dettaglio, quelle o quella di Aversa distano 13 km; Castel Volturno 27 km, San Felice a Cancello, 20 km, Sant'Arpino 14 km. In verità ce n'è una di Casapulla, distante esattamente 5 km esatti dal canile, ma, guarda un pò, non ha i requisiti per partecipare.

Naturalmente, con questa blindatura, il signor Tecchia va sereno anche con il ribasso dell'offerta economica. Va sottolineato infine che questa cifra è destinata a pagare solo il "rimborso spese" ai volontari (esenti da imposta), quindi esentasse e senza controlli, perchè il tutto è autocertificato.

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