Cronaca Nera

S.MARIA C.V. Attenzione, mo' non è che Pasquale Capriglione diventa una verginella: ecco le sue dichiarazioni ai magistrati contro Pirro e i suoi. Ma al tempo non denunciò e dai pm c'è andato solo perchè chiamato

Roberto Pirro e Nicola Santoro

In calce al nostro articolo il testo integrale della deposizione del notissimo imprenditore di Falciano del Massico, uno dei re dei servizi sociali di questa provincia


SANTA MARIA CAPUA VETERE - (g.g.) Di Pasquale Capriglione e del suo collegamento nelle vesti di vittima, con l'inchiesta sugli appalti dei servizi sociali, erogati dal'Ambito C8 di Santa Maria Capua Vetere, abbiamo già fatto cenno. Oggi siamo in grado di entrare maggiormente nel dettaglio riportandovi l'intero interrogatorio, al quale il noto iprenditore di Falciano del Massico, che di gare d'appalto ne becca in molta parte dei comuni e degli ambiti della provincia di Caserta, si è sottoposto, al cospetto dei magistrati della procura di Santa Maria Capua Vetere, il 13 febbraio 2016, dunque poco meno di due anni.

Capriglione racconta tutte le fasi della famosa gara di HCP-prestazioni integrative anno 2012 che rappresenta forse l'operazione più turpe, compiuta da Roberto Pirro, pur di garantire alla cooperativa e all'associazione gestite dai suoi compagni di sentimento Nicola D'Auria e Nicola Santoro, il ricco bottino derivante da queste prestazioni.

Capriglione, soprattutto lui, visto che le opposizioni da parte di Celeste D'Amore, rappresentante della Icaro di Gabriele Capitell furono più flebili, cercò di opporsi a quella che sembrava un ineluttabile destino di aggiudicazione, contestò dei requisiti dell'associazione Hares ma fu rintuzzato da Pirro che pose in evidenza il solito, acrobatico avvalimento, relativo a quello specifico requisito, con la cooperativa Benessere.

Successivamente Capriglione contesò tante altre cose. Ricevette risposte evasive e a suo avviso tutt'altro che eque, soddisfacenti. Poi andò dall'avvocato e, racconta lui, siccome riteneva che al tar, pur di fronte a queste evidenti irregolarità, ci fossero poche speranze di una sospesione delle procedure di gara, decise di soprassedere.

Men che meno Pasquale Capriglione si sognò di fare quello che CasertaCe faceva in quel periodo: denunciare pubblicamente, dunque segnalandole alla magistratura inquirente, quella che a nostro avviso appariva una chiara commissione di reati penali.

Capriglione, davanti ai pm, c'è andato solo perchè l'hanno chiamato, solo perchè è un testimone prezioso nella formulazione del capo d'accusa. Ma non ci si è recato lui di spontanea volontà. Un imprenditore corretto avrebbe, a nostro avviso, dovuto una volta capito che quella gara era inficiata da forti irregolarità, denunciare tutto all'autorità giudiziaria.

Ma Capriglione, come abbiamo sempre sostenuto, al sistema complessivo della gestione dei servizi sociali da parte degli Ambiti di questa provincia non solo non è estraneo, ma è protagonista.

Si arrabbiò sicuramente perchè, perdendo quella gara, avrebbe perso anche soldi importanti. Ma poi pensò, evidentemente: vivi e lascia vivere. Altrimenti dai carabinieri ci sarebbe andato.

 

 

QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DELLO STRALCIO DELL'ORDINANZA

Sulla gestione della gara HCP Prestazioni Integrative venivano sentiti anche Capriglione Pasquale (All.180), delegato a partecipare alle operazioni di gara nell’interesse di Consorzio Nestore, e D’Amore Celeste (All.181), delegato di Consorzio Icaro.

Il primo riferiva di un forte interessamento del PIRRO affinché l’HARES fosse ammessa alle operazioni di gara per poi aggiudicarsi l’appalto, in ATI con la In Vento e Terzo Millennio, evidenziando come le sue rimostranze sul possesso dei requisiti tecnici, economici e finanziari dell’Hares e sull’iscrizione della stessa all’Albo Regionale delle Associazioni di Promozione Sociale furono valutati in maniera superficiale dal PIRRO, che ritenne sufficiente l’avvalimento presentato per superare il problema.

Il Capriglione, inoltre, dichiarava che il punteggio attribuito dalla Commissione era sicuramente penalizzante per la compagine da lui rappresentata e che, in sede di gara, aveva invitato il PIRRO a rendere edotti tutti i partecipanti circa i criteri utilizzati per l’attribuzione dei punteggi per ogni singolo sottoparametro, ricevendo da costui in risposta l’asserzione che l’attribuzione dei punti rispondeva ai dettati del capitolato.

Si riporta, di seguito, lo stralcio delle dichiarazioni rese in data 13.02.2016 (all. 180):

A.D.R.: In occasione dell’apertura della busta a), quella contenente la documentazione amministrativa per l’ammissione alla gara, ricordo che posi dei quesiti. Da quanto rilevo dagli appunti presenti in pratica, la Commissione comunicò le quote di partecipazione di ogni singolo componente dell’ATI nostra concorrente: il 51,82% da In vento, 33,64 % Terzo Millennio ed il rimanente da Hares. Ebbi a porre il quesito circa il possesso dei requisiti di ammissione per Hares, riferendomi a quelli tecnici, economici e finanziari, e il Presidente mi rispose che c’era agli atti un contratto di avvalimento della cooperativa Benessere che, a suo avviso, sanava il quesito da me posto. Posi poi un secondo quesito, sempre da quanto rilevo dagli appunti della mia cartellina, in relazione al fatto che l’Hares, essendo una associazione di promozione sociale, risultava, a quella data, iscritta all’Albo Regionale della Associazioni di Promozione Sociale per poter partecipare a tale bando. Da quanto rilevo dagli appunti, il Presidente di Commissione, Pirro, mi rispose in maniera evasiva. Non ricordo il tenore della sua risposta ma ne ricordo l’assoluta incongruenza.  A memoria, mi sembra di poter dire che o furono ammessi tutti i concorrenti, in numero di 5, o qualcuno fu ammesso con riserva. Successivamente alla convocazione per l’apertura della busta contenente l’offerta economica e la comunicazione dei punteggi attribuiti all’offerta tecnica, appresi che erano stati tutti ammessi. In tal sede ci vennero comunicati, a cura del dr. Pirro, i punteggi attribuiti nella seduta riservata ed appresi che al Consorzio NESTORE, da me rappresentato, vennero attribuiti 49 punti, derivanti dalle voci A (qualità del servizio) e B (qualità organizzativa). Le nostre concorrenti si videro assegnati i loro punteggi come da prospetto che vi fu consegnato in copia, redatto e scritto di pugno della mia collega, tra l’altro concorrente del consorzio Icaro, la sig,na Celeste. Di tale prospetto vi consegno copia, unitamente a quello scritto da me, ma in maniera meno organizzata. In questa sede, resomi conto delle modalità di attribuzione dei punteggi, a mio avviso penalizzanti per il Consorzio NESTORE, in quanto il punteggio a noi attribuito era troppo basso visto che eravamo gestori dell’identico servizio HCP 2012, per conto dell’ambito di Mondragone, pretesi che il Presidente della Commissione rendesse edotti noi partecipanti dei criteri utilizzati per l’attribuzione dei punteggi per ogni singolo sottoparametro. Il Pirro ribadì la sua posizione asserendo che l’attribuzione era stata fatta secondo i dettami del capitolato. Anche questa risposta non mi soddisfò ed anzi mi sembrò senza alcun senso e non rispendente al quesito posto. Decisi allora, avendo percepito come sarebbe finita l’aggiudicazione della gara, di preannunziare azioni a nostra tutela ed abbandonai la seduta.------//

A.D.R.:- Portai la questione al cospetto del legale rappresentante dell’ente, mia sorella Maria, e, dopo esserci confrontati con il legale di fiducia, considerati i costi eccessivi nonché le poche possibilità di successo, decidemmo di dedicarci ad altro e non presentammo il ricorso al TAR.----//

A.D.R.:- I lavori della commissione, per quanto ho potuto percepire, ma questa è solo una mia considerazione, erano gestiti assolutamente dal presidente di gara, dr. PIRRO. Gli altri membri avevano un ruolo assolutamente marginale e non interagivano ai quesiti posti”.