Cronaca Nera

CASERTA. "Non ne fanno faccia": in una mattinata Carabinieri in Comune per i cottimi, Finanza per la Saint Gobain e Ros-Dda per il Pip di San Benedetto

Palazzo Castropignano sempre più assediato dalle inchieste


CASERTA - La notizia non è e non può più essere quella che i Carabinieri e la Guardia di Finanza entrano un giorno sì e uno no in Comune. La notizia è che chi lavoro nel Comune, a partire dal sindaco Marino, per proseguire con i suoi fedelissimi dirigenti Franco Biondi e Giovanni Natale, quest'ultimo addirittura cugino del primo cittadino, non facciano una piega.

Evidentemente, è questione di Dna: c'è chi è nato per vivere pericolosamente, sempre dentro o a fianco alle inchieste giudiziarie che rappresentano il menage quotidiano, la normalità, il rischio calcolato di intere generazioni di politici, di burocrati e di imprenditori casertani.

Quindi vada come vada.

Martedì 13 giugno, giorno di Sant'Antonio: ore 8:00, arrivano i Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta, entrano nell'Ufficio Urbanistica, ascoltano "a sommarie informazioni" il "solito" Giovanni Natale, che dell'Urbanistica è l'improbabile dirigente, dato che fanno tutto Marino e Biondi.

Ore 10:00, nello stesso ufficio arrivano gli uomini della Guardia di Finanza, ugualmente dotati, per effetto della delega della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, delle funzioni e dei poteri di polizia giudiziaria. Cercano e non sappiamo fino a che punto trovano (montagne di documenti sono scomparsi in questi ultimi anni dal Comune, è un fatto provato) atti riguardanti l'area ex Saint Gobain, teatro, ultimamente, di un'indagine che ha condotto alla soglia della richiesta del rinvio a giudizio l'imprenditore edile Salvatore Capacchione e colui che oggi, per decisione della magistratura, non certo del sindaco Marino, è un ex dirigente del Comune, cioè Carmine Sorbo.

Ore 11:00, arrivano i nostri: Carabinieri dei Ros nell'uffio del segretario generale Luigi Martino. Stavolta la delega reca la firma in calce della Dda di Napoli. Gli atti cercati sono quelli del Pip di San Benedetto.

Ora qualcuno potrà obiettare: ma si tratta di roba vecchia!

Contro-obiezione di Casertace: l'articolo 7, cioè l'aggravante camorristica, che giustifica l'azione penale della Dda, rende nuovo ciò che è vecchio.

Chissà se ad indagare sono i magistrati che si occupano della connection tra alcuni politici borderline del clan e, chissà mai, qualche imprenditore di natali casalesi?

 

G.G.