Cronaca Bianca

ESCLUSIVA CASERTA. Altra mazzata per Carmine Sorbo, gli amici di Angelo Brancaccio e le imprese dei Belforte: il Tar annulla lo scandaloso permesso per il parco residenziale di viale Lincol

(nella foto, da sinistra, Carmine Sorbo, Peppe Greco, Franco Minutolo e Sebastiano Minutolo)

Si chiude il cerchio anche di quest'altra nostra battaglia. All'interno dell'articolo il collegamento ad un altro precedente servizio che dedicammo a questo sconcio della cementificazione selvaggia, in calce all'articolo il pdf della sentenza


CASERTA (di G.G.)- 37 pagine di sentenza del Tar rappresentano un lusso di cognizione giornalista, ma anche di cognizione tout court, che non possiamo prenderci a quest'ora del mattino quando una old news che si rispetti ha il dovere professionale di dare più notizie possibili, concentrate, preferibilmente anche in uno spazio limitato, di agile lettura. Non mancherà occasione per approfondire, però, i contenuti di questa sentenza. Uno sforzo dovuto al fatto che questa  una delle tantissime battaglie di legalità, combattute da CasertaCe che, qualche tempo fa, si occupò con un lungo articolo, denso di dettagli tecnici legati ad una documentazione studiata con serietà e responsabilità (CLICCA QUI PER LEGGERLO), di una edificazione a dir poco scandalosa, un parco residenziale, frutto della cultura della più biega speculazione edilizia, in puro stile "Le mani sulla città" consumata nel secondo tratto di viale Lincol, precisamente nella zona definita Convallo. Un'operazione spregiudicata, ovviamente messa a punto ed eseguita dai soliti dirigenti del Comune di Caserta, in questo caso da quel Carmine Sorbo, al tempo responsabile dell'Urbanistica con la benedizione dell'assessore al ramo Peppe Greco, per la gioia dei proprietari degli appartamenti, la rinomatissima famiglia D'Ambra di Orta di Atella, storica alleata e sodale anche in affari con l'ex sindaco Angelo Brancaccio, Antonio D'Ambra che ha condiviso molti dei guai giudiziari del resto ampiamente illustrati nell'ultimo anno, sempre e solo da CasertaCe. Ma non sono stati solamente i D'Ambra (appartamenti intestati a Luigi D'Ambra, figlio di Antonio) a leccarsi i baffi. Dato che i lavori sono stati fatti da un'altra rinomatissima impresa, questa volta aperta alla sinergia con l'altro clan dominante della camorra casertana, i Belforte di Marcianise, di cui sentenze alla mano la famiglia degli impreditori edili di San Nicola Minutolo, che dei lavori di questo complesso residenziale si è occupata, ha rappresentato una propagine fondamentale.
Quell'articolo che scrivemmo dava notizia dell'unica strada che i proprietari potevano iintraprendere difronte allo sconcio di una procedura che andava a violare ogni regola urbanistica e che produceva un permesso a costruire a cantiere già aperto e ad opere già edificate, era quello della giustizia amministrativa.
Contro quel permesso che alterava pesantemente i rapporti tra quello che si può cementificare e quello che non si può cementificare, che cancellava una strada grazie alla quale attraverso una servitù i proprietari avevano potuto esercitare la propria podestà per anni e anni, firmato con la solita,chiamiamola così, disinvoltura da Carmine Sorbo letteralmente cacciato dal Comune dall'autorità giudiziaria e nonostante un sindaco, cioè Carlo Marino, forse costretto a mantenerlo in servizio da qualche lascito del passato. I proprietari, attraverso l'avvocato Iodice di Marcianise presentaro ricorso al Tar che in questi giorni ha revocato quel permesso a costruire.
E fin qui la sintesi dei fatti di questi ultimi giorni. Naturalmente mettiamo a disposizione dei nostri lettori un link attraverso, chi vorrà potrà accedere alla lettura integrale della sentenza del Tar.

Di seguito il file PDF
visualizza file