Cronaca Bianca

AVERSA. Eravamo rimasti alla sola figlia. Ora, tra Asl e 'Moscati' assunti anche l'altro figlio e il genero di Peppe Nacchia

Francesco Emilio Borrelli e Salvatore Stabile

Messo nero su bianco dal consigliere regionale Borrelli


AVERSA - Noi eravamo rimasti all'assunzione della sola figlia di Peppe Nacchia, sindacalista e braccio destro di Salvatore Stabile nella Fials (lo chiamano sindacato, ma è sempre stata un'altra cosa) nell'ospedale Moscati di Aversa.

Avendo goduto sempre di una impunità morale, perchè qui in provincia di Caserta "così fan tutti", gli Stabile e Peppe Nacchia, tecnico di laboratorio sempre nel Moscati, da un orecchio se lo sono fatti entrare e dall'altro uscire.

Nessun timore per quell'articolo e via con altre assunzioni di famiglia.

D'altronde, se l'Asl ha assunto, come ha assunto, tutti i congiunti di Salvatore e del fratello Peppe Stabile (CLICCA QUI PER LEGGERE UN ALTRO NOSTRO ARTICOLO SPECIFICO SULLA QUESTIONE), mica Nacchia può fare il fesso della situazione? 

E allora via libera, naturalmente sempre utilizzando lo strumento delle agenzie interinali, vera depandance di certi sindacati, Fials ma anche Cisl, che lì sviluppano la loro più vergognosa parentopoli, all'assunzione di un altro figlio, fresco laureato in Scienze Infermieristiche, e anche del genero.

Il tutto viene messo lodevolmente nero su bianco dal consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, che ha presentato un'interrogazione accompagnata da un comunicato, che qui, pressochè interamente, pubblichiamo:

 

Continueremo a tenere altissima l’attenzione sull’Asl di Caserta perché, sin dalla stesura del dossier sui lavoratori interinali, è nelle strutture sanitarie dell’area casertana che abbiamo avuto maggiori prove del legame esistente tra le agenzie interinali e i rappresentanti sindacali e i dipendenti delle stesse strutture”.

Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione Sanità, che ha presentato un’interrogazione sulla mancata assunzione dei vincitori della procedura di mobilità per infermieri da impiegare nel pronto soccorso dell’ospedale di Aversa.

Nella sua risposta, il vice presidente della Regione, Fulvio Bonavitacola, in rappresentanza del presidente e commissario alla sanità, De Luca, ha detto che l’obiettivo è l’assunzione a tempo indeterminato degli infermieri, ma il ricorso ad altre forme contrattuali è inevitabile fino a quando non arriveranno i necessari nulla osta che non erano stati richiesti in sede di presentazione delle domande di partecipazione alla procedura di mobilità” ha aggiunto Borrelli garantendo “il controllo massimo su quanto succederà nei prossimi giorni anche perché, proprio nell’ospedale di Aversa c’è una vicenda sulla quale è necessario fare la massima chiarezza”.

In quell’ospedale lavora Giuseppe Nacchia, un tecnico di radiologia che è anche referente Fials” racconta il Consigliere dei Verdi, aggiungendo che “anche il figlio, la figlia e il genero lavorano nello stesso ospedale o, comunque, nella stessa Asl”.

Il figlio, Paolo Nacchia, laureatosi in Scienze infermieristiche a Novembre 2016, è stato assunto da un’agenzia interinale dopo poche settimane, a marzo 2017, per cominciare a lavorare nel pronto soccorso di Aversa, nello stesso reparto dove lavoravano anche la figlia, Denise Nacchia, e il genero, Giacobbe Martino, sempre grazie alle agenzie interinali” spiega Borrelli, aggiungendo che “questi ultimi due ora non lavorano più gomito a gomito con il loro congiunto perché Denise Nacchia s’è classificata ai primi posti per un avviso pubblico per l’assistenza domiciliare integrata, mentre Giacobbe Martino è stato spostato nel reparto di emodinamica, in un ruolo ambito anche da infermieri che lavorano in pianta stabile in quell’ospedale e che farebbero carte false pur di andarci”.

Anche sull’avviso pubblico di cui è risultata vincitrice Denise Nacchia ci sono ombre perché il segretario della Commissione che l’ha giudicata era Gianluca Marino, direttore della scuola di infermieri di Aversa e rappresentante sindacale Fials, lo stesso sindacato del papà dell’esaminata” ha concluso Borrelli per il quale “la vicenda della famiglia Nacchia è l’emblema delle ombre che si annidano sulle agenzie interinali che vanno escluse da tutte le strutture sanitarie campane dove si deve poter lavorare solo dopo aver superato selezioni e concorsi pubblici”.  

 

Lidia de Angelis