Cronaca Bianca

REGGIA DI CASERTA, LA RIVOLTA DEI SINDACATI: 'Felicori hai trasformato il monumento in un visitificio, azzerando la gestione e la manutenzione'. Stato di agitazione

Mauro Felicori e il crollo della Reggia nella sala delle dame

In calce al nostro articolo il testo integrale del documento, firmato da 6 sigle, tra cui ci sono anche la CIGL e la UIL


CASERTA - [g.g.] 6 sigle, di cui 2 appartenenti alle confederazioni storiche del sindacalismo italiano cioè CGIL e UIL. Alle quali si sono aggiunte la usb, la flp, la confintensa e l'unsa. Insomma, la magna pars dei dipendenti dell'ente museo Reggia di Caserta che annuncia lo stato di agitazione che può essere, com'è noto, l'anticipazione di un clamoroso sciopero qualora le sigle non ottenessero le risposte chieste al direttore Mauro Felicori, il quale, come avete notato, da quando ha capito che non avrebbe ottenuto una candidatura alle elezioni politiche e da quando ha compreso che difficilmente per lui ci sarà un posto da direttore generale al Ministero dei Beni culturali, con il prossimo, incerto e nebulosissimo governo, ha abbassato di gran lunga, dal matrimonio cafonal in poi, la quantità delle sue esternazioni attraverso i social.

E d'altronde, cosa può dire Felicori che molto si è giovato dalla ignoranza di chi lo ha letto e di un uso spregiudicato della propaganda, attraverso la quale un monumento tra i più importanti del mondo descrive il suo successo in base solamente a quanti biglietti vengono staccati in un anno e al di la della qualità dei visitatori. Perchè una cosa è un monumento amato, apprezzato e rispettato, vissuto come una esperienza forte, intima, da chi lo va a vedere; altra cosa è un visitificio nel quale l'80% delle persone entra senza avere alcuna intenzione di capire, nessuna curiosità, nessuna voglia di farsi affascinare dal bello dell'arte e della storia.

Questo dicono, in sostanza, anche i 6 sindacati. Dicono che sull'altare delle visite purchè fossero, sono stati sacrificati i piani di valorizzazione che contavano e cioè 'l'organizzazione e la gestione del personale, gli eventi e la tutela del monumento'. Tutte missioni lasciate 'in solitudine, senza mezzi e capacità professionali per tali compiti.'

Ma è un altro aspetto ad alzare ulteriormente il livello dello scontro tra i sindacati e Felicori. Parliamoci chiaro: si tratta del solito cerchio magico, dei Mario Tartaglione, dei Patanè e compagnia cantata, attorno ai quali si sono ripresentate figure note dell'assistenzialismo casertano, a partire da quella inossidabile di Ciccio Nasta show.

Nel documento, il cui testo integrale potete leggere in calce, viene chiesto doverosamente un tourn over nell'assegnazione della responsabilità della sicurezza del monumento, in mano a quel Mario Tartaglione, che della sicurezza aveva la responsabilità anche durante quella notte del 1999, in cui un aviere scatenò il famoso incendio.

Il resto è prevedibile annuncio di procedura di raffreddamento. Il che consegnerà la palla in mano al prefetto il quale convocherà, presumibilmente in queste ore, massimo in questi giorni, le parti. Seguiremo gli eventi.