Cronaca Nera

Antonio Iovine ora la Dda comincia a nutrire dubbi su di lui. Poche risposte sui soldi e su omicidi importanti come quello di Michele Iovine

La recente sentenza su Cpl Concordia alimenta questa valutazione


SAN CIPRIANO D'AVERSA - (Iris Persico) Sono le numerose e recenti assoluzioni lette al termine del processo alla coop rossa Cpl Concordia o anche quella dell’omicidio di Ciro Nuvoletta a favore del boss Michele Zagaria che mettono in discussione le dichiarazioni del pentito Antonio Iovine detto o’ninno.   Gli inquirenti sono sempre più convinti che il padrino, oggi collaboratore, non abbia detto la verità su tanti segreti del clan dei Casalesi. Sul flusso dei soldi della cosca, ad esempio, che ha seguito sempre lui personalmente. Si è sempre mosso nell'ombra  da una nazione all’altra,  da persona libera sotto copertura di nomi falsi e soprattutto non ha detto tutto su tanti delitti. Era ancora latitante quando è stato ammazzato a Casagiove il 28 gennaio del 2008,  un suo lontano parente, Michele Iovine, proprietario dell'Oddly Shed, fatti per i quali ha ricevuto l’ordinanza come mandante del delitto solo il boss Michele Zagaria. Ma ci sono per gli investigatori anche altri dubbi da chiarire, non solo su questo omicidio (dove non sono mai stati individuati gli esecutori) che aprì una lunga stagione di sangue con le note scorribande di Setola. C’è ad esempio, un episodio,  lo citano il dottore Raffaele Cantone e Fabrizio De Feo nel libro “I Gattopardi”, un uomo dei servizi segreti che accompagnava la moglie a Roma al capezzale del boss, all’epoca latitante. Questo uomo dei servizi si è scoperto solo successivamente fosse originario di Villa Literno. La donna a Roma utilizzava persino il cellulare di questo agende segreto. Insomma troppi misteri su questa famiglia che ha gestito il clan per oltre venti anni.