Politica

ELEZIONI PROVINCIALI. Silvio Lavornia per perdere già da oggi, Giorgio Magliocca o Gabriele Piatto quantomeno per combattere

Giorgio Magliocca, sindaco di Pignataro, Silvio Lavornia, sindaco di Dragoni e Gabriele Piatto, sindaco di Frignano

Il facente funzioni abusivo della provincia rimbalza come una pallina magica in tutti gli angoli della provincia. Ma nessuno può seriamente pensare che la sua possa essere una candidatura minimamente competitiva


CASERTA (g.g.) - Il centrodestra in vista delle elezioni provinciali ha, sostanzialmente, 3 opzioni aperte. Volendo seguire l'impostazione di premiare chi sta facendo di tutto e anche di più per candidarsi alla presidenza della provincia, in pratica, volendo premiare quella che sarebbe un'autocandidatura ratificata, la scelta dovrebbe cadere su Silvio Lavornia, sindaco di Dragoni. Il che rappresenterebbe, tutto sommato, il primo atto di legittimazione della sua esperienza politica in rapporto all'amministrazione provinciale, perchè quantomeno cercherebbe nel voto dei grandi elettori, cioè dei sindaci e dei consiglieri comunali, il titolo per
poter governare un ente che oggi governa in maniera illegale e in maniera abusiva, in forza di un parere, autenticamente folle, tirato fuori, chissà come, da un tal Naddeo, funzionario del ministero degli interni.

La candidatura di Lavornia significherebbe un timbro, la presa d'atto della sconfitta, prima ancora di iniziare la campagna elettorale. Se Carlo Marino, infatti può incontrare qualche problema di appeal sul territorio, può pagare con la doppia scheda (su una si voterà per i consiglieri provinciali, su un'altra, diversa, per il presidente della provincia) qualche dazio alle divisioni non irrilevanti del Pd casertano, legate a un commissariamento lungo e violentemente imposto da Matteo Renzi, anche al di la delle norme statutarie delle quali il predicatore del bene e il razzolatore del male si riempie la bocca salvo poi farsene beffe nei territori, se quella di Marino, insomma, per tali motivi, può essere una candidatura problematica, contrapporgli Silvio Lavornia significherebbe consegnare all'attuale sindaco di Caserta anche la fascia di presidente senza neppure cominciare a combattere.

Le altre due opzioni appaiono evidentemente più competitive. La prima, quella del sindaco di Pignataro Giorgio Magliocca, è connotata anche da una apprezzabile cifra di prestigio civile visto e considerato che coinvolge uno dei personaggi più clamorosamente
colpiti dagli errori giudiziari e da una certa frenesia che ha portato la magistratura inquirente a offuscare, in qualche circostanza, il suo meraviglioso lavoro compiuto contro la camorra, a causa di una forma di pregiudizio nei confronti di alcuni politici solo per il fatto che questi erano sistematicamente presi di mira da professionisti dell'anticamorra, i quali però si muovevano con licenza di affermare cose non sindacabili e neppure, come dovrebbe capitare in un posto civile, opinabili dentro ad un ragionamento che chiederebbe solo di analizzare il merito delle questioni e delle accuse fatte.

Tra le altre cose, Magliocca viene dalla scuola di un partito strutturato com'era Alleanza Nazionale, erede del movimento Sociale e che si muoveva sul territorio attraverso moduli organizzati con strutture costituite da dirigenti e sostenitori regolarmente tesserati.

Insomma, uno come Magliocca la mappatura topografica, ma anche politica della provincia di Caserta, la conosce come le sue tasche e potrebbe lavorare, pur partendo nettamente sfavorito rispetto al centrosinistra, per recuperare posizioni anche attraverso l'utilizzo delle possibilità offerte dalla citata doppia scheda, che apre scenari trasversali, unica chance di chi, numeri alla mano, sembra partire già battuto.

Terza ipotesi, quella di un altro sindaco ex AN, in questo caso, scuderia Coronella, cioè Gabriele Piatto da Frignano, il quale è meno conosciuto di Magliocca ma possiede alcune caratteristiche simili, utili per esempio a mobilitare consensi variegati in quell'agroaversano che magari potrebbe riunirsi attorno ad un suo figlio in grado anche di dialogare negli ultimi anni con gruppi locali del centrosinistra. Va sottolineato al riguardo che i comuni dell'agroaversano fanno parte di quella fascia B che esprime un voto ponderato importante, a cifre alte e inferiori solo a quelle espresse dai comuni rappresentati dalle maggiori città della provincia.

Meno probabile appare una quarta opzione: quella del sindaco di Cellole Angelo Barretta. Con il primo cittadino di Aversa Enrico De Cristofaro fuorigioco per i noti motivi, niente più si intravede all'orizzonte. Almeno per ora, viste che queste sono le manovre di Forza Italia e altri partiti, per esempio Fratelli d'Italia, non hanno ancora espresso la propria posizione.