Cronaca Nera

CASTEL VOLTURNO ricorda Domenico Noviello ucciso dalla camorra. Il procuratore Borrelli: "Nessun cittadino resterà solo in questo territorio"

La commemorazione svolta qualche anno fa e nel riquadro l'imprenditore Domenico Noviello

L'imprenditore fu ferito a morte il 16 maggio 2008 da un gruppo di fuoco dei Casalesi


CASTEL VOLTURNO - Si e' tenuta questa mattina a Castel Volturno la cerimonia di commemorazione per il nono anniversario della morte di Domenico Noviello, l'imprenditore ucciso dal gruppo di fuoco dei Casalesi guidato da Giuseppe Setola perche' aveva denunciato e fatto condannare gli estorsori del clan. "Da parte della magistratura la memoria di Domenico Noviello e' molto viva", afferma il Procuratore Aggiunto della Dda di Napoli Giuseppe Borrelli, presente alla cerimonia. "Questa memoria - prosegue il magistrato antimafia - e' talmente viva che faremo in modo che nessun cittadino resti mai solo in questo territorio". Il messaggio, chiaro, e' diretto a tutti coloro, imprenditori in particolare, che volessero denunciare le eventuali richieste di pizzo, che ancora ci sono nonostante proprio l'Antimafia partenopea negli ultimi anni abbia smantellato l'ala militare del clan dei Casalesi. Dopo la morte dell'imprenditore le indagini hanno fatto un ulteriore salto di qualita', concentrandosi sulla cosiddetta area grigia, quella dove si muovono, in contiguita' con gli interessi camorristici, politici, amministratori, professionisti; sono state decine i sindaci, consiglieri, assessori e funzionari degli enti locale arrestati per reati di mafia. "Un lavoro enorme e fruttoso - spiega Borrelli - ma portato avanti nella sostanziale indifferenza delle altre istituzioni; in altre circostanze abbiamo riscontrato l'aperta ostilita' della politica. E cosi', quando arrestavano i killer o i gregari dei clan c'era un altissimo trend di adesioni alla nostra opera, quando abbiamo iniziato a toccare altri settori invece le adesioni sono cessate. Noi, comunque, continueremo a fare il nostro lavoro". Mimma Noviello, figlia di Domenico, presente con i tre fratelli Rosaria, Matilde e Massimiliano, dice che "bisogna smetterla di parlar sempre e ovunque di legalita', ma bisogna farla. Da quando e' morto mio padre, il territorio di Castel Volturno come il resto del Casertano e' cambiato poco; si tratta ancora di zone martoriate. La magistratura continua inoltre ad arrestare politici, segno che in pochi hanno imparato la lezione di coraggio e rispetto delle leggi insegnato da mio padre, e che si continua a fare affari con le organizzazione criminali. In ogni caso la memoria di mio padre e' ancora viva, specie in coloro che lo hanno conosciuto e apprezzato". Sulla stessa lunghezza d'onda anche Borrelli; "non e' e non sara' la magistratura - dice il magistrato inquirente - a far cambiare la mentalita' delle persone e dei politici e a farli crescere culturalmente; ci vogliono le altre istituzioni e la buona politica, che spesso mancano. Per questo e' molto importante sul territorio l'associazionismo". Proprio ieri l'inchiesta della Dda di Catanzaro ha svelato le infiltrazioni dell'ndrangheta nella gestione del centro per immigrati di Isola Capo Rizzuto attraverso un'associazione caritatevole, tanto che il Procuratore Gratteri ha detto che bisogna stare attenti a chi parla sempre e solo di solidarieta'. "Anche le nostre indagini hanno dimostrato che spesso le associazioni, quelle antimafia nel nostro caso, sono state utilizzate per interessi diversi, ma credo comunque che tali soggetti giuridici siano un riferimento per tante persone che altrimenti resterebbero completamente sole" conclude Borrelli.