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CASERTA. Debito fuori bilancio al Comune da 2 milioni e passa di euro: chi ha distratto quel fondo vincolato? Chi ha fatto sparire i soldi? Consiglieri, non votatelo se il sindaco non risponde a queste domande

Annunciando per i prossimi giorni anche un approfondimento politico di tutto quello che gira intorno alla seduta del 28 dicembre, vi dispieghiamo la nostra analisi tecnico amministrativa di una delibera che si distingue per le sue omissioni e per un clamo


CASERTA - Quando si deve votare un debito fuori bilancio, si sa che i consiglieri comunali, soprattutto a Caserta sono sempre molto perplessi. E d'altronde, gli ultimi accadimenti, legati al prevedibilissimo intervento della Corte dei Conti che ha stangato quei consiglieri che non ascoltando i moniti documentati di Casertace, votarono un bilancio senza riconoscere lo sforamento del patto di stabilità, induce i citati consiglieri ad essere ancora più prudenti. Poi ci sono le implicazioni politiche, rispetto alle quali stiamo un po' osservando cose e dichiarazioni rese, visto che poi abbiamo intenzione di dire la nostra e di dirla da par nostro, quando questo non si confonderà con la canea oziosa e floscia di questi giorni. Stasera vogliamo sottolineare qualche aspetto scientifico, di tipo tecnico amministrativo. Perchè, a noi di Casertace la materia contabile c'è sempre piaciuta affrontarla in questo modo, come ci consente la evidente cognizione di causa che sorregge ogni nostro articolo in materia. Il maxi debito fuori bilancio, originato dai Servizi Sociali, era tale già un anno fa, ed era chiaro, già un anno fa che si trattava di un fondo vincolato, ma al Comune, il professore Santonastaso e un Carlo Marino assolutamente balbettante, dal colore grigio opaco, in questi primi mesi di amministrazione ci hanno messo, il primo un anno, il secondo sei mesi a capire che si trattava proprio di un debito fuori bilancio, così come questa tipologia di debito è definita, in verità in maniera piuttosto semplice ed elementare, dal testo unico degli enti locali. La questione posta non è di lana caprina, non è l'esposizione di un errore formale a costo zero. I bellimbusti che stanno al Comune, infatti, mentre trascorreva tutto questo tempo, hanno presentato un riequilibrio senza tener conto di questo maxi debito, accedendo all'anticipazione di tesoreria senza alcuna considerazione del debito che pesava sulle casse del Comune, come fondo vincolato. Dalla delibera che sarà portata in Consiglio il prossimo 28 dicembre, in cui si riconosce l'inconfondibile mano di Santonastaso, solitamente raffazzonata e disordinata non viene illustrata, come era, invece fondamentale fare la genesi di questo debito in modo da offrire ai consiglieri comunali lo strumento di valutazione per una possibilità di analisi tali da consentire ad ognuno di sviluppare compiutamente la propria funzione demografica. Per esempio, che fine hanno quei soldi destinati alle famiglie bisognose? Chi ha distratto quei fondi? Perché questa vicenda, così come si è configurata andava già da tempo segnalata alla procura della Repubblica. Ma non è detto che la Procura della Repubblica non decida di procedere d'ufficio, creando qualche guaio ai consiglieri, che, improvvidamente, votassero la delibera solo per tenere in piedi la maggioranza e non perchè ritengono amministrativamente giusto o addirittura, doveroso farlo. Leggendo la delibera, l'approvazione di questo debito viene fatto rientrare nella fattispecie prevista dalla lettera A dell'art.194 del TUEL. Al riguardo favoriamo al professore Santonastato il testo integrale della norma, come del resto abbiamo fatto in passato, salvo non essere mai ascoltati con conseguenti disastri economici che ora si ripercuotono, aggiungiamo noi, meritatamente anche sulle tasche dei consiglieri comunali legati all'amministrazione Del Gaudio. Recita, dunque, l'articolo 194 del Tuel, lettera a "1. Con deliberazione consiliare di cui all'articolo 193, comma 2, o con diversa periodicità stabilita dai regolamenti di contabilità, gli enti locali riconoscono la legittimità dei debiti fuori bilancio derivanti da: a) sentenze esecutive;".  E' forse una sentenza esecutiva il debito fuori bilancio di cui il Consiglio deve riconoscere la legittimità il prossimo 28 dicembre? In tutta evidenza, non lo è. Chi ci dice, ad esempio, che la richiesta del Ministero sia giusta e non che si tratti semplicemente di una mancata rendicontazione? Se non si appura che fine hanno fatto i soldi e chi eventualmente ,non solo li ha distratti, ma anche fatti sparire dal bilancio, come si fa a riconoscere il debito? Siamo sicuri che il Ministero abbia fatto pervenire la richiesta solo nel 2016 e cioè dopo 15 anni e non, invece, anche prima?  Perchè si nascondono queste cose ai consiglieri? Attenzione perchè poi la Corte dei Conti, come è successo, ripetiamo per l'ennesima volta, in questi giorni, si fa sentire. Gianluigi Guarino   CLICCA QUI PER LEGGERE LA PROPOSTA DI DELIBERA