Cronaca Nera

CASAL DI PRINCIPE. Assolti Carmine, Pasquale e Antonio Zagaria. Ora la Corte di Appello vuole risentire l'imprenditore Battaglia

L'uomo è titolare di un caseificio ed è noto a molti per essersi sempre esposto contro la criminalità


CASAL DI PRINCIPE (Iris Persico) -  La Corte di Appello di Napoli vuole risentire l’imprenditore Roberto Battaglia perché non risultato credibile. E’ stata disposta la comparizione per il prossimo mese dopo l’assoluzione con formula piena del Tribunale di Napoli di Carmine, Pasquale e Antonio, i tre fratelli di Michele Zagaria, tutti attualmente detenuti, al termine del processo con rito abbreviato per il reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il processo è partito dalla denuncia dell’imprenditore Battaglia, titolare di un caseificio e noto alle cronache per essersi sempre esposto contro la criminalità. Battaglia, nel procedimento, si era costituito parte civile. Insieme ai tre fratelli del boss dei Casalesi sono stati assolti anche gli altri otto imputati, che costituiscono il «gotha» del clan Zagaria di Casapesenna: il nipote del boss Filippo Capaldo (figlio di Beatrice, sorella di Michele Zagaria), i cognati Francesco e Raffaele Capaldo ed il cugino Pasquale Fontana. Assolti anche i due concessionari di auto Nicola Diana e Ciro Benenati. Dopo l’assoluzione il pm D’Alessio fece ricorso e quindi la Corte di Appello ha disposto l’audizione del Battaglia. Nel collegio difensivo gli avvocati Paolo Caterino, Angelo Raucci e avvocato Cola.