Editoriale

L'EDITORIALE. Tangentopoli al Comune di CASERTA, le distrazioni e le indulgenze delle "procure di una volta"

Carmine Sorbo e Maria Antonietta Troncone

Non si può far altro che ammirare il coraggio, mostrato dal pool dei magistrati della procuratrice Troncone nell'intraprendere indagini tanto difficili e fortemente compromesse da un esercizio virtuale e discutibile del principio dell'obbligatorietà dell'


Non sappiamo se la procura della repubblica di Santa Maria Capua Vetere riuscirà ad arrivare a trovare prove certe per chiedere un rinvio a giudizio del dirigente del comune di Caserta Carmine Sorbo ed eventualmente per farlo condannare. Non sappiamo e nutriamo qualche dubbio sulla prospettiva che si possa accertare se ci siano state altre persone oltre a Sorbo, che abbiano beneficiato delle mazzette della "monnezza". Difficile sarà, a nostro sommesso avviso, accertare se le mazzette, non versate da Falzarano, siano state versate da altri soggetti imprenditoriali.

Ma questo non può essere certo ascritto alle responsabilità di questi magistrati, di questo pool inquirente che sta indagando oggi sulla tangentopoli al comune di Caserta e che paga colpe, responsabilità e sottovalutazioni non sue ma avvenute e consumatesi nel passato, retaggio di un esercizio molto discutibile e molto virtuale del principio costituzionale dell'obbligatorietà dell'azione penale.

Disattenzioni e distrazioni che la nuova procuratrice Troncone sta provando, con tutte le forze, a riscattare e a curare ricostituendo il tessuto di obblighi, non sempre, sempre a nostro sommesso avviso, puntualmente affrontati e assolti, da chi, la procura di Santa Maria Capua Vetere, ha gestito in passato.

Non sarà facile, perchè i tempi in cui sarebbe stato possibile mettere insieme, attraverso azioni investigative determinate e mirate, altri e più solidi gravi indizi di colpevolezza, purtroppo è passato.

Gianluigi Guarino