Cronaca Nera

ZAGARIA voleva ammazzare Nicola Inquieto. L'imprenditore Antonio Iorio ha protetto la latitanza del boss e ha fatto anche i lavori al bunker di via Po

Dichiarazioni molto interessanti di Antonio Iovine e Generoso Restina. Le pubblichiamo in calce all'articolo


SAN CIPRIANO - Intorno al famoso appartamento della traversa di via Po torna a parlare più volte Antonio Iovine detto o' ninno, il quale siccome era il boss di San Cipriano doveva conoscere anche attraverso quello che gli diceva suo fratello Giuseppe, di professione vigile urbano, ciò che avveniva in paese. E attorno a quella casa di via Po, di movimenti ce n'erano tanti. E anche di personaggi: Giacomo Capoluongo, di professione imprenditore, rigorosamente nella galassia Zagaria, fino alla lite per la famosa farmacia; Sigismondo di Puorto.

Insomma, un pubblico scelto. Iovine ricorda anche chi abitava nella traversa: un altro vigile urbano e un certo Antonio Pizzo.

Ma la cosa più interessante o'ninn la spiega sul ruolo che l'imprenditore sanciprianese Antonio Iorio ha avuto in quel periodo: "Tonin e'pizz (soprannome di Antonio Iorio) è imparentato con Michele Zagaria per il tramite della moglie e ha dato appoggio a Zagaria durante la latitanza e si è occupato dei lavori per la ristrutturazione della casa di via Po a San Cipriano dove poi fu trovato il fratello Carmine Zagaria insieme a Nicola Inquieto."

A Iovine infine non risulta che Antonio Iorio fosse coinvolto nei lavori del cimitero di San Cipriano.

Veniamo a Restina, che come vi abbiamo spiegato più volte in questi giorni, è il pentito dei particolari sconosciuti, visto che lui trascorreva moltissime ore del giorno e della sera a far compagnia a Michele Zagaria. Anche in questo interrogatorio salta fuori qualche particolare interessante: "Un pizzino mandato da Vincenzo Inquieto a Michele Zagaria e che ho potuto leggere personalmente. In quel pizzino c'era la richiesta formulata da Nicola Inquieto di 200 mila euro, per un investimento rumeno che avrebbe fruttato 4 volte tanto. E siccome Nicola Inquieto scriveva e ricordava al boss che sugli investimenti, sui loro risultati, lui non aveva mai sbagliato una mossa, lo esortava a dargli una mano. Precisamente si trattava della costruzione di un parco."

Seguono una strana storia di un compare di Restina, un certo Ermenegildo Carbone il quale ha una finanziaria a Roma e dice allo stesso Restina che se gli dà un milione di euro, lui il giorno dopo gli riconosce già i 360 mila euro di interessi ed entro un anno gli restituisce tutto.

E Zagaria che tutto era tranne che un fesso, ci ride su e passa appresso, dicendo a Restina che tutto sommato preferiva darli a Nicola Inquieto i soldi per un investimento.

Sempre durante le chiacchierate tra Restina e Zagaria, nel periodo in cui questi era molto adirato con Nicola Inquieto anche per la storia di quella pistola di cui abbiamo scritto ieri, il boss confidò al suo interlocutore che lui, non aveva fatto eliminare, cioè ammazzare Nicola Inquieto, solo per rispetto al fratello Vincenzo.

 

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