Politica

CASERTA. Antonello Velardi nuovo 're' degli inguacchi di sottogoverno. Accordo tra lui, Graziano e Giovanni Zannini per spartirsi il Consorzio Idrico

Antonello Velardi, Giovanni Zannini e Stefano Graziano

Non c'è alcun intento nobile dietro alla lettera firmata dai tredici sindaci e che Velardi, prima griffa, poi si autopubblica sul suo giornale, che se lo chiamano


CASERTA - Non si può giudicare negativamente, in via pregiudiziale, la posizione di alcuni sindaci, precisamente tredici, della provincia di Caserta che chiedono al prefetto ciò che per anni e anni è stato domandato invano anche da parlamentari e da altri esponenti delle istituzioni, cioé l'azzeramento di ogni carica all'interno del Consorzio Idrico.

Il problema è che la ragion d'essere di questa operazione non ha nulla di nobile e sottintende, in maniera neanche troppo larvata, la volontà di prendersi le poltrone oggi occupate da altri. 

Indovinate chi mette la prima firma sul documento? Naturalmente, Antonello Velardi, divenuto il sindaco dentro a tutte le partite di sottogoverno, interprete autentico di uno stile politico vecchio, che più vecchio non si può, che ci rimanda direttamente alla proto-democrazia cristiana e alle peggiori espressioni del potere del pentapartito.

Pensate un po' che oggi Antonello Velardi, prima firma la lettera al prefetto insieme a dodici colleghi; successivamente, smette gli abiti di sindaco, indossa quelli di caporedattore centrale de "Il Mappino" e pubblica la sua lettera (roba da bancarella del torrone, altro che giornalismo) sul suo foglio, interpretando contemporaneamente due o tre ruoli, con buona pace di quelli di via Chiatamone che continuano a fare gli offesi perché noi, fortunatamente non più da soli, ricordiamo ogni giorno questa lesione senza precedenti di ogni regola cardinale di tipo deontologico.

Comunque questa lettera ispirata dall'obiettivo di un intervento del prefetto sul presidente zinziano dell'assemblea consortile, lo sparanisano L'Arco, deve partorire un grande Cda, formato dal cognato di Pero, consigliere comiunale di Marcianise, da Fuschetti che, onestamente, a questo punto ci auguriamo non venga più investito dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere di compiti di Ctu, che entrerebbe nel Cda consortile, messo lì, udite udite, da Pino Riccio. E poi, ancora, un paio di consiglieri di Mondragone, che giustificherebbero la firma fatta mettere dal consigliere regionale Giovanni Zannini, al neo sindaco Virgilio Pacifico. E ancora, a cascata, altre poltrone e poltroncine distribuite con metodo lottizzatorio meticoloso, agli amici di Stefano Graziano, al sindaco di San Marcellino e chi più ne ha più ne metta. 

La solita Caserta più squallida che mai.


GIANLUIGI GUARINO