Cronaca Bianca

CASERTA. Sindaco Marino, ma una sola, una sola cazzo di cosa legale la fai o non la fai? La Publiservizi continua a ingrassare i suoi conti correnti con i soldi dei casertani

Da sinistra il sindaco Carlo Marino, la patron di Publiservizi Elena Natale, l'attuale dirigente Franco Biondi ed il suo precedessore Carmine Sorbo

Vi ricordate la vicenda del rinvio dei termini per l'entrata in vigore della legge che stabiliva l'obbligo per le amministrazioni di far arrivare i soldi dei contribuenti in regola direttamente sui conti del Comune? Il primo luglio è arrivato e naturalmen


CASERTA - Dove eravamo rimasti nell'analisi del rapporto tra il Comune di Caserta e la Publiservizi? Ad uno stato, prima patente, poi di nuovo latente di illegalità.
Ci ritroviamo, oggi, 15 luglio, a togliere di nuovo la elle e a dovervi mettere di nuovo la pi. Perché si tratta illegalità compiuta, consumata, senza se e senza ma. 

I lettori di CasertaCe sanno bene, avendo questo giornale trattato la questione in maniera molto approfondita nello scorso mese di dicembre, che il governo, allora c'era ancora Renzi, tra le varie misure adottate in materia di riassetto delle gestioni degli enti locali, aveva stabilito una cosa, a nostro avviso, sacrosanta: i soldi, frutto del pagamento volontario, dunque spontaneo ed ordinario, dentro ai termini previsti dalla legge, da parte di un qualsiasi cittadino, di una tassa, di una imposta, o di un tributo locale, deve finire direttamente sul conto corrente del Comune e non su quello del'ente esattore, pubblico nel caso in cui la riscossione fosse stata affidata alla defunta Equitalia, privata nel caso in cui la concessionaria fosse rappresentata da un soggetto di diritto civile. 

Siccome però, questa è l'Italia e le buone idee, di solito, trovano le resistenze di chi si è ingrassato, grazie alle cattive idee e all'uso dissennato della spesa pubblica, la messa in opera, l'entrata a regime, di questa misura, fu rinviata. 

In verità, come avemmo a scrivere nel gennaio scorso, il rinvio doveva riguardare solamente Equitalia, cioé la concessionaria che applica gli aggi più bassi. Ma come si suol fare si accodarono tutti, come fanno certi automobilisti agli incroci intasati, prendendo onestamente la scia di qualche ambulanza, e così anche i privati, nel caso di Caserta la Publiservizi, ha continuato a introitare i soldi versati dai contribuenti della città capoluogo, facendoli affluire sul proprio conto corrente, gestendo evidentemente gli interessi e i privilegi di questo afflusso di denaro e mantenendo l'onere del trasferimento, al netto dell'aggio, e che aggio, per la Publiservizi, sul conto corrente della tesoreria e sui futuri conti postali che i Comuni avrebbero dovuto aprire per accogliere i pagamenti da bollettino, in tempi successivi.

Attenzione, però: la sacrosanta misura adottata dal Governo non fu abrogata, non morì in culla. Semplicemente, come abbiamo già detto, fu rinviata di qualche mese. Ripetiamo, in origine, solo per Equitalia. 

I mesi sono trascorsi. Dal primo luglio, inderogabilmente, per tutti, cioé per i rapporti che Equitalia ha trasmesso evidentemente al'Agenzia delle Entrate, divenuta esattrice al suo posto e per tutti i privati, è in vigore l'obbligo di non incassare più neppure un euro. I contribuenti pagano e i soldi devono andare direttamente sul conto corrente della tesoreria e sui conti postali.

Si ribalta l'onere del trasferimento della quota parte: fino al 30 giugno era la concessionaria che rimetteva al Comune l'importo al netto dell'aggio, dal primo luglio è il Comune che rimette alla concessionaria l'importo rappresentativo dell'aggio.

Fino ad ora abbiamo riassunto i termini della questione, dicendo già da ora a coloro che hanno intenzione di lasciare la lettura di questo articolo che il Comune di Caserta, naturalmente, se ne frega delle leggi e ancora oggi, 15 luglio, permette alla Publiservizi di far affluire i soldi dei contribuenti sul conto corrente privato. 

Per quelli che, purtroppo ancora troppo pochi, sono interessati ad approfondire il tema, ripartiamo nella narrazione rendendola ancor più sostanziosa e convincente dandole il supporto di precisi riferimenti normativi.

In deroga all’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, il versamento spontaneo delle entrate tributarie dei comuni e degli altri enti locali deve essere effettuato direttamente sul conto corrente di tesoreria dell’ente impositore, o mediante il sistema dei versamenti unitari di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, o attraverso gli strumenti di pagamento elettronici resi disponibili dagli enti impositori. Restano comunque ferme le disposizioni di cui al comma 12 dell’articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e al comma 688 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, relative al versamento dell’imposta municipale propria (IMU) e del tributo per i servizi indivisibili (TASI). Per le entrate diverse da quelle tributarie, il versamento spontaneo deve essere effettuato esclusivamente sul conto corrente di tesoreria dell’ente impositore o attraverso gli strumenti di pagamento elettronici resi disponibili dagli enti impositori.

La norma, introdotta nel corso dell’esame parlamentare, prevede che il pagamento spontaneo delle entrate degli enti locali è effettuato sul conto corrente di tesoreria dell'ente impositore ovvero mediante F24, anche attraverso strumenti di pagamento elettronici. Restano ferme le modalità di versamento previste per l’IMU e la TASI. Per le entrate diverse da quelle tributarie il versamento è effettuato esclusivamente sul conto corrente di tesoreria o tramite strumenti di pagamento elettronici.

La riscossione spontanea delle entrate può avvenire esclusivamente in forma diretta, fatta salva la facoltà di affidamento ad Agenzia delle entrate – riscossione (in tale caso non si applicano le regole dell’articolo 2-bis, come chiarito dal Dl 244/2016) e ferma restando la possibilità di affidare all’esterno servizi strumentali alla riscossione, con l’esclusione dell’introito delle somme. 

Dl 193/2016 – Riscossione spontanea- Nota IFEL

Fin qui la prima parte del dettato normativo. Per chi pensa che la nuova norma possa trovare deroga dentro ai contratti già in vigore e sviluppati nella loro dinamica di prestazioni e controprestazioni, vi favoriamo la seconda parte dei contenuti delle nuove norme che sgomberano il campo da ogni dubbio e sanciscono che l'obbligo del versamento diretto sui conti correnti del Comune da parte dei cittadini che pagano tasse, imposte e tributi in maniera spontanea e nei termini previsti, è immediatamente da applicare anche per i contratti di concessione in essere, non rivenendosi alcuna indicazione normativa che giustifichi la sua applicabilità alla scadenza del contratto. Peraltro, trattandosi di modifica normativa essa non dovrebbe dar luogo ad alcuna rinegoziazione del contratto, che comunque presupporrebbe la dimostrazione da parte del concessionario della sua onerosità. Anzi sotto questo profilo, in realtà, la modifica normativa comporta maggiori oneri a carico del Comune, relativi all’apertura dei conti correnti postali. 

GIANLUIGI GUARINO