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JUVECASERTA. Gianfranco Maggiò: 'Se dovesse esserci un domani un Viale Giovanni Maggiò ne sarei ovviamente lusingato'

Gianfranco Maggiò - Foto Carozza

Sponsorizziamo l'idea dell'ex sindaco Del Gaudio di intitolare al Cav. Giovanni Maggiò la nuova strada che porta al Policlinico


CASERTA - Qualche giorno fa, nel trentesimo anno della scomparsa del Cav. Giovanni Maggiò, pubblicamente chiedemmo che gli fosse dedicata un'importante arteria della città. Questo nostro pensiero però, prima di essere concretizzato, non poteva non avere la benedizione del figlio del Cavaliere, del Presidente dello scudetto del 1991, Gianfranco Maggiò.
Dopo esserci interfacciati con la macchina amministrativa e dopo esserci confrontati con l'ex sindaco Pio Del Gaudio, che portò la questione in consiglio comunale prima che la sua amministrazione cessasse, abbiamo appurato che la modifica della denominazione di alcune importanti strade della città ricche di stabili, società e palazzi ha un iter tanto lungo quanto laborioso. 
Su consiglio dell'ex Sindaco ci è parsa una buona idea quella di proporre di intitolare al Cav. Maggiò il viale di recente costruzione (Via Sossietta Scialla, ipotesi del tutto nostra, con il dott. Maggiò che, appena saputo che L strada aveva già una denominazione ha tenuto a precisare che non vorrebbe si creassero spiacevoli disguidi per l’eventuale sostituzione) che porta al nuovo policlinico e che, al momento, è come una cattedrale nel deserto o una strada che ancora non abbia una denominazione come la Tuoro-Garzano.
"Non è nelle mie corde sollecitare un'iniziativa del genere - esordisce Gianfranco Maggiò - perchè ritengo, interpretando anche il pensiero di mio padre, che non spetti a me questo ruolo. Certo è che un'operazione tesa ad omaggiare la memoria di mio padre non possa far altro che rendermi felice ed orgoglioso"
Già anni fa fu intitolata al Cav. una piccola piazza, anche se in quel di Mezzano: "Una quindicina di anni fa fu dedicata a mio padre una piazza a Mezzano, anche perché mia madre era cresciuta lì. I primi anni del matrimonio dei miei genitori furono vissuti nella casa dei miei nonni materni, ed anche io ho trascorso lì i primi anni della mia vita. La comunità era particolarmente legata alla mia famiglia e fu un piacere ricevere da loro tale omaggio. Era una piccola piazzetta, ma il gesto fu comunque grande".
Va da sè, dunque, che il riproporsi di una tale iniziativa non infastidisca assolutamente il figlio del Cavaliere: "L'idea di un Viale Giovanni Maggiò mi farebbe ovviamente piacere, anche perché quella strada diventerà a breve un fondamentale snodo per la viabilità della nostra città. Qualora l'amministrazione comunale dovesse portare a conclusione un progetto del genere non potrei che esserne lusingato".
Impossibile confrontarsi con il Presidente dello scudetto e non chiedere un commento circa le recenti disavventure del club bianconero.
"La premessa è che sono stato lontano dal basket per molti anni. Esattamente da quando nel lontano 2004 fu dichiarata fallita la Juvecaserta Spa. Avevamo allora una società in forte crisi economica e chiedemmo al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere di poter accedere ad un concordato preventivo per poter saldare i debiti con la cessione del cespite PalaMaggiò. La nostra richiesta fu accolta, anche perchè c'era la disponibilità della Provincia a creare un consorzio che avrebbe acquistato la struttura, consentendoci di ripianare i debiti. Quando tutto ciò, nonostante le rassicurazioni pervenutece, non andò in porto, io e mia sorella ne rimanemmo molto amareggiati. Ho messo piede al PalaMaggiò solo dopo 13 anni, su invito del patron Iavazzi prima e per la celebrazione di Oscar poi. Memore di quanto successo alla mia famiglia - prosegue l'ex Presidente bianconero - non sono poi rimasto sopreso da come siano andate le cose, perché anche noi, nel momento del bisogno, fummo lasciati soli. Le situazioni erano differenti, ma l'epilogo è stato purtroppo il medesimo. Ritengo che la Federazione si sia appellata a dei cavilli temporali che, in una particolare contingenza economica come questa, potevano esser magari rivisti. Fare sport in questi periodi è difficile ed un poco di elasticità non avrebbe guastato, anche se è pur vero che quando ci sono delle regole vanno assolutamente rispettate".

Ruben Romitelli