Politica

Antonello Velardi si è dimesso da presidente dell'Ati. Questo è veramente convinto di essere Re Sole. Chi non sta con lui è sicuramente un camorrista e un poco di buono

Nelle foto, da sinistra, Dario Abbate, Nicola Caputo, Gennaro Oliviero e Antonello Velardi

In calce alla nostra nota di commento, il comunicato stampa con cui ha reso pubblica la sua decisione


MARCIANISE (g.g.) - Antonello Velardi si è dimesso dalla carica di presidente dell'Ato dei rifiuti. E questo è un dato di fatto rappresentativo di un'espressione originale, inedita di un sindaco che aveva fatto, fino ad oggi, del depistaggio dialettico, della pervicace (usiamo un aggettivo che lui ha utilizzato nel comunicato che pubblichiamo qui sotto) dimostrazione dai temi reali del governo della sua città, la struttura portante della propria tenuta di un potere che, poi, realmente, viene esercitato con i sistemi più nitidamente clientelari come abbiamo raccontato in decine e decine di articoli che, a differenza della incontinente frenesia dichiarativa di Velardi, sono stati sempre dotati di sopporti documentali.

Le dimissioni le ha date sul serio. Lo ha fatto a causa dell'intesa che un Carlo Marino, ben conscio dei suoi limiti politici e dei rischi che correrebbe alle elezioni provinciali, ha stretto con l'area del Pd che mette insieme, da un lato gli "epurati" dell'antica sinistra Abbate e Munno oggi aggrappati alle posizioni del ministro Orlando, dall'altro l'europarlamentare Nicola Caputo e il consigliere regionale Gennaro Oliviero.

Leggendo la sua nota, è chiarissimo che Velardi ne faccia una questione personale. Da un lato, rimuove tutto questo che il partito democratico ha fatto per lui in termini di violazione patente della legalità statutaria, allo scopo di farlo candidare senza correre il rischio di passare per le elezioni primarie, dall'altro lato pone al centro della discussione di oggi, della decisione che ha assunto una re-inclusione nei processi interni del Pd di un'area politica che al di la delle varie punture di spillo con il commissario Mirabelli, ha espresso come suo atto realmente trasgressivo, il mancato appoggio alla candidatura a sindaco di Velardi nella città di Marcianise.

Il nostro ne fa una questione di lesa maestà. Perchè politicamente il fatto che Oliviero e Caputo non abbiano appoggiato Velardi e abbiano dato una mano a Dario Abbate, che non è un bieco uomo di destra, ma uno che nel pd c'è stato sin dalla sua fondazione, viene raccontato dal primo cittadino attraverso l'utilizzo della sua consueta prosa obbliquamente inquisitoria, come atto di illegalità, mentre legale in spregio a mezzo statuto approvato del pd, sarebbe stata la sua candidatura a sindaco in grado da sola di sviluppare nel partito una novità storica che, nella narrazione, questa sì surreale (ci riferiamo ad un altro aggettivo da lui usato nel comunicato) di Velardi, verrebbe attaccata brutalmente ogni giorno da campagne di odio, a fronte dei fiorellini e delle cortesie dialettiche che lui regala nelle sue sempre fiorite esternazioni notturne.

Allora, cosa c'è di politico dentro a una decisione del genere? Nulla, c'è solo una riattestazione di una visione egocentrica a cui dovrebbe essere sottesa ogni ragion politica. Una visione egocentrica che prevederebbe l'epurazione di tutti coloro che non lo hanno appoggiato alle elezioni comunali a prescindere dalle motivazioni, non certo campate in aria, e comunque degne di stare almeno dentro a un confronto interno al partito, per cui quella candidatura cioè la candidatura di Velardi a sindaco, poteva anche non essere appoggiata una volta partorita attraverso un sistema degno del centralismo democratico e non di un partito che si autodefinisce plurale e in grado di interrogare il suo popolo per le scelte di selezione più importanti, a partire da quelle riguardanti la scelta di chi va a concorrere per i governi delle città.

Insomma, niente di nuovo sotto il cielo. Questo crede veramente di essere il Re Sole. Il fisico, inteso come phisique du role, non lo aiuta, anche se la bile lo sorregge e gli dà sempre nuova energia malmostosa per continuare a discriminare il mondo tra buoni e cattivi, in base alla caratteristica di essere o non essere suoi cavalier serventi.

 

QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO STAMPA DEL SINDACO DI MARCIANISE ANTONELLO VELARDI

"Rassegno con effetto immediato le mie dimissioni da presidente dell'Ato Rifiuti della provincia di Caserta; provvederò nelle prossime ore a formalizzarle. La decisione è legata al dibattito politico attualmente in corso nel Pd casertano, con settori del partito collocati su posizioni per me surreali, in vista dell'imminente elezione del presidente e dei consiglieri della Provincia. Le dimissioni sgombrano il campo da ogni pur lontano sospetto circa mie utilità personali e accordi presunti su enti sovracomunali, ivi compreso l'Ato rifiuti, siglati da e dentro il Pd. Sono fermamente convinto che è dovere di una classe dirigente assumersi responsabilità in modo chiaro e netto e sono convinto che la fuga dalle responsabilità ha fatto e faccia molto male alla politica e ai partiti che la interpretano, a cominciare dal Partito Democratico cui va il mio massimo rispetto. Arrivare alle elezioni della Provincia con il solo obiettivo di vincere senza avere un disegno e senza saper scegliere i protagonisti di quella che deve essere necessariamente una svolta non fa onore al Pd - cui pur riconosco un ruolo coraggioso, tanto che mi ha supportato con convinzione nella mia difficile elezione a sindaco di Marcianise - ed è una forzatura nei confronti del collega Carlo Marino, candidatosi a rappresentare i bisogni delle nostre comunità, e quindi anche della mia. La trasparenza, la legalità, il massimo distacco dalla poltrona intesa come strumento di potere, la voglia di offrire un'alternativa vera e convincente a chi finora è stato governato con metodologie arcaiche appartengono alle mie granitiche convinzioni personali e sono certo che sono patrimonio anche di chi si propone alla guida dell'ente Provincia. Le convinzioni per me non sono chiacchiere, ma punti fermi; diventano semplicemente delle chiacchiere per quelli che intendono imbarcare in questa partita politica della Provincia i peggiori protagonisti di una stagione che le nostre comunità ci hanno chiesto di archiviare. Certamente lo ha chiesto a me la mia comunità, quando mi ha eletto sindaco di Marcianise in una logica di totale discontinuità con il passato e nella prospettiva di una netta avversione ad ogni centrale camorristica ed affaristica. E lo ha chiesto anche al Pd, premiato nella scelta dei suoi dirigenti di schierarsi in modo chiaro dalla parte del cambiamento. Nell'imbarcare come suoi compagni di viaggio i protagonisti di quella sciagurata stagione affaristica, l'amico Carlo Marino non assolverebbe alla sua funzione di essere classe dirigente e contraddirebbe ciò che ha sempre affermato essere il faro della sua azione pubblica. Perciò sono certo che saprà prendere la decisione più saggia e più giusta. Su questo punto, cioè sulla necessità di non tornare indietro, non posso e non intendo cedere di un millimetro: solo la nettezza dei comportamenti mi ha consentito finora di sopravvivere ad una continua, violenta, pervicace azione di intimidazione che ha pochi precedenti nella storia politica non solo recente di questa provincia. Per sgomberare il campo da ogni possibile fraintendimento, abbandono quella che per me non è né una poltrona né un luogo di esercizio del potere.
Lascio quindi la presidenza dell'Ato rifiuti, ringraziando quanti mi vollero eleggere in spirito appunto di totale discontinuità. Ringrazio anche i vertici della Regione Campania che a questo segnale di novità guardavano con convinzione e fiducia nella mia persona. Lascio con il rammarico di non poter svolgere un lavoro importante per la nostra terra ma resto convinto che alcuni principi non sono negoziabili 
Antonello Velardi
Sindaco di Marcianise"