Cronaca Bianca

AVERSA. Stop all'attività dei giudici di pace. Sciopereranno per un mese intero

Garantita un'udienza a settimana e gli atti indifferibili e urgenti


AVERSA (l.d.a.) - Sciopero generale dei Giudici di pace proclamato per l’8 gennaio sino al 4 febbraio, aderiranno anche i giudici della sede di Napoli Nord. Proclamato ieri durerà  un mese in cui saranno garantiti un'udienza alla settimana e gli atti indifferibili. Dall’8 gennaio al 4 febbraio 2018, consecutivamente, stop all’attività del giudici di pace italiani. “Saranno garantite solo la tenuta di un’udienza a settimana e gli atti indifferibili e urgenti”, è lo stralcio di un comunicato diffuso dall’Unione nazionale giudici di pace. “Il Governo intervenga urgentemente, con decreto legge, per assicurare la stabilizzazione dei giudici di pace e degli altri magistrati onorari a danno dei quali è stata violata la norma comunitaria che vieta l’abuso di rapporti a termine”. Da seguire la linea tracciata dal Consiglio di Stato, “sulla falsariga della legge 217 del 1974 che stabilizzò i vice pretori onorari, riconoscendo loro lo stesso trattamento economico e previdenziale dei magistrati di Tribunale, peraltro in linea con il principio di non discriminazione fra categorie di lavoratori comparabili sancito dall’ordinamento comunitario. Solo in tal modo verrà garantito il ripristino della legalità in Italia ed assicurata la continuità del servizio di circa 4.000 giudici di pace e magistrati onorari che trattano oltre il 50% del contenzioso civile e penale e sono essenziali per il funzionamento della Giustizia”. Nel frattempo, fanno sapere i giudici di pace, la Corte di Giustizia Europea ha esaurito la fase istruttoria delle pregiudiziali sollevate dai giudici italiani, e nei prossimi mesi passerà alla fase decisoria che potrebbe avere effetti dirompenti per le finanze dello Stato.Ricordiamo che già a fine novembre i giudici di pace si mobilitarono, quando con il decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116 è stata attuata la riforma della magistratura onoraria, la quale però ha riscosso critiche unanimi da tutte le categorie rappresentative dei giudici di pace e dei magistrati onorari di tribunale.Alle ragioni che hanno accompagnato le precedenti proteste (assimilazione delle retribuzioni dei magistrati ai redditi da lavoro autonomo; trasformazione del giudice onorario in "magistrato privato a partita iva”; trattamento economico e previdenziale “discriminatorio”; vulnus all’indipendenza della magistratura onoraria) si aggiunge adesso anche il motivo legato ad una discriminazione ulteriore, tutta interna alla categoria, tra giudici di pace e magistrati onorati di tribunale, con questi ultimi sacrificati sul piano economico rispetto ai primi.Con un nuovo comunicato diramato ieri si preannuncia che mercoledì 22 novembre, in pieno sciopero, una delegazione in rappresentanza della categoria parteciperò alla seduta del Parlamento Europeo dedicata al precariato pubblico in Italia; saranno portati all'attenzione dei parlamentari europei i principali temi di denuncia: la precarizzazione della categoria, la previdenza sociale integralmente a carico dei magistrati, l'abbattimento dei loro "già miseri compensi" a fronte del raddoppiamento delle funzioni e competenze, considerato che "già oggi i magistrati onorari trattano oltre il 50% delle pratiche giudiziarie civili e penali".