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JUVECASERTA. Ricorso al Collegio di Garanzia ed eventualmente al TAR, la città si fa sentire, ma i dubbi sono tanti: dalle tempistiche a Vigorito

Un'istantanea del corteo di ieri sera

Ci chiediamo anche che fine ha fatto il Consorzio che, a ben pensarci, non ha mai rilasciato dichiarazioni in prima persona


CASERTA - Il popolo bianconero c'è, ha risposto presente ed ha mostrato tutta la sua rabbia ed il suo sdegno. In tanti, nella serata di ieri, hanno espletato con una marcia il proprio attaccamento alla Juvecaserta. Un attaccamento che forse non si vedeva da tempo, ma è nei momenti più difficili che davvero si fa selezione tra chi ama incondizionatamente e chi lo fa occasionalmente.
Non saranno stati i 2246 di Pavia, per arrivare a quelli, forse, ci vorranno dieci anni di polvere e di palazzetti di provincia, ma il segnale dato ieri è forte e chiaro: non lasciate morire la Juvecaserta, non lasciate disperdere nel nulla un patrimonio che è prima della città e dei suoi tifosi, e poi del patron di turno. Perché i proprietari cambiano, solo negli ultimi 15 anni ne abbiamo avuti quattro, ma i tifosi restano fino a che avranno un cuore che batte.
Raffaele Iavazzi ha creato questa situazione disdicevole nonostante il tanto impegno profuso negli anni. Questo nessuno potrà mai toglierlo, ma una radiazione è un'onta che difficilmente potrà esser lavata via, senza considerare la retrocessione sul campo.
Sì, è vero, solo chi non fa non sbaglia, glielo abbiamo sempre riconosciuto, ma ciò che è mancata in questi anni è stata soprattutto la lungimiranza, intesa innanzitutto come il saper affidare la gestione societaria nelle mani di manager di livello. Il patron è, per come lo abbiamo conosciuto, una persona molto diffidente. Quando poi la fiducia l'ha investita nei confronti delle persone sbagliate, ecco che il quadro è stato completato a dovere.
Iavazzi farà ricorso appigliandosi alla rottamazione ed ulteriore rateizzazione di una cartella esattoriale: speriamo vivamente che possa aver ragione e che questo basti per vedere nuovamente la Juvecaserta occupare il posto che merita, anche se nel frattempo bisognerà poi capire, nel caso si vincesse il ricorso, se Vigorito sarà ancora al suo fianco.
Un'altra inoppugnabile verità è che Iavazzi è stato abbandonato al suo destino, con un cerino in mano che, a poco a poco, ha preso fuoco, scottandogli le mani. L'immobilismo dell'imprenditoria casertana è stata stucchevole, la mobilitazione del Sindaco Marino ha invece saputo proporre solo bluff. Intendiamoci, non che spetti al Sindaco fare da addetto marketing delle società sportive del capoluogo (ma come, ed i 60 sponsor sventolati dal vero addetto marketing che fine hanno fatto?), ma quantomeno è lecito attendersi che la sua fiducia non venga data a soggetti di dubbia serietà. Il Consorzio cosa è stato capace di fare in questi mesi? Nulla. Nato con un capitale sociale di 4.000€ non ha avuto neanche la forza economica di prendere in gestione il PalaMaggiò. Dunque come si è potuto affermare, alcuni mesi fa, che il Consorzio avrebbe rilevato quote della società bianconera?
Vero, le potenzialità in effetti non mancherebbero: una delle aziende presenti nel Consorzio è il Gruppo Proma, uno dei leader mondiali nel settore di componenti automobilistiche che ha sede a Caserta. Presente in 10 nazioni sparse in tutti e 5 i continenti, ha 2700 dipendenti ed annovera clienti come Maserati, Ferrari, Lamborghini, Fiat, Peugeot, Volkswagen, Renault, Suzuki, Ford, Alfa Romeo ed altre ancora. Ma se il Cav. del Lavoro Giorgio Pino, proprietario della società, nativo di Limbardi in Calabria, ma residente a Caserta dai primi anni '80, non ha intenzione di investire nella Juvecaserta, avrà le sue ragioni. 
Non vogliamo dare false speranze ai tifosi casertani: le possibilità che il Consiglio di Garanzia del CONI dia ragione alla Juvecaserta sono davvero ridotte, probabilmente è al TAR che Caserta spera di poter veder accolto il ricorso, ma anche qui ci sono altri dubbi: il TAR ad agosto non opera. Verosimilmente, prendendo in analisi l'istanza bianconera ai primi di settembre, non si esprimerà prima del 15-20. Ipotizzando che Caserta dovesse essere riammessa (oltretutto con un campionato a 17 squadre dato che Cremona, una volta riammessa, avrà acquisito un diritto che nessuno più potrà toglierle), come si presenterebbe al campionato? Riteniamo difficile che qualche giocatore possa firmare un contratto con la Juve senza sapere se disputerà o meno il campionato. Come farebbero dunque i bianconeri ad allestire una squadra avendo di tempo solo 10 giorni prima dell'inizio del campionato?
Non vogliamo fasciarci la testa prima di essercela rotta, ma è inevitabile che l'entourage bianconero, queste domande, debba porsele.
In ultima analisi, andando a ritroso cronologicamente, il Consiglio di Garanzia solo 12 mesi fa aveva accolto il ricorso della Virtus Roma, ma v'è da fare un distinguo. Possiamo definire il ricorso di Roma basato su un errore 'quantitativo' e non 'qualitativo'. Con ciò intendiamo dire che la Virtus aveva semplicemente interpretato male le date di presentazione dei propri parametri di bilancio, ma al di là della questione temporale, i numeri erano in regola. Ciò che viene contestato invece a Caserta è la 'qualità' dei suoi numeri, ritenuti al di sotto dei parametri consentiti per poter accedere al campionato.
Da quanto appena espletato si può agevolemente evincere che il ricorso vinto dai capitolini non può fungere da precedente per i bianconeri, che dovranno invece auspicarsi un vero e proprio miracolo.

Ruben Romitelli