Politica

MADDALONI. Non vi agitate, domani al Tar non succede proprio nulla. Ecco perché bisognerà aspettare ancora qualche mese per l'esito dei ricorsi di De Filippo & co.

Razzano e De Filippo

Non c'è, infatti, più niente da "sospendere"


MADDALONI (g.g.) - Se non ci siamo occupati in questi giorni dei ricorsi al Tar, presentati da Andrea De Filippo e da candidati della sua coalizione al consiglio comunale, è perché domani 12 settembre, non succederà nulla. Al massimo potremmo avere le date in cui il Tar entrerà nel merito di questi ricorsi, ossia nel merito della questione da noi più volte trattata e su cui abbiamo espresso la nostra opinione, dell'attribuzione del premio di maggioranza al ballottaggio, così come rivendicato da De Filippo e dai suoi.
Il 12 settembre è, infatti, la data fissata sulla discussione sulla cosiddetta sospensiva. Ora, non è che ai nostri lettori, abituati fin troppo bene nella comprensione di questi argomenti, dobbiamo spiegare quale sia la differenza tra una sospensiva e un giudizio di merito, partendo dal presupposto dell'esistenza o meno del cosiddetto fumus bioni iuris.
In parole povere, non si può sospendere un atto cioè la proclamazione degli eletti, da parte della commissione elettorale, che già da tempo è stato cancellato da un decreto del Presidente della Repubblica che ha, per l'appunto, decretato lo scioglimento del consiglio comunale dopo le 13 dimissioni contestuali dei consiglieri del centrosinistra.

Per la cronaca, aggiungiamo proprio a dimostrazione di quale armata Brancaleone abbia sostenuto il povero Giuseppe Razzano (forse il debole non era lui ma la squadra) alle ultime elezioni. Non ci è stato un solo consigliere dei 13 eletti, andati poi dal notaio a dimettersi, che si è costituito in questo giudizio per controdedurre le tesi di De Filippo e dei suoi.