Cronaca Bianca

CASERTA. Roba da matti: stamattina qualcuno ha riaperto il parcheggio dell'ospedale. Vi spieghiamo in sintesi perchè tutto ciò è illegale

Giovanni Natale e Franco Biondi

Useremo stavolta toni pacati, raccontandovi in sintesi una vicenda che solo in questa città si poteva dipanare in tal modo


CASERTA - [g.g.] La notizia è la seguente: stamattina, lunedì 12 febbraio, qualcuno probabilmente la cooperativa che l'ha gestito fino a qualche mese fa, non sappiamo se ancora presieduta o meno dal signor Pipola, cioè dal cugino dell'ex assessore Peppe Greco, ha ritenuto di avere il diritto di riaprire il parcheggio antistante all'ospedale civile di Caserta.

Stavolta, non vogliamo sprecare il fiato a confezionar invettive, che peraltro sono sempre state fondate e poggiate sul sostegno di argomenti forti e documentati.

Vogliamo solo raccontare, in estrema sintesi, di cosa stiamo parlando: in principio, circa 21 anni fa, succede che un'area per una parte classificata nel PRG vigente come zona agricola, e un'altra area, nettamente più grande della prima, classificata come zona ospedaliera, diventano un parcheggio. Dei soggetti privati fittano da singoli proprietari e, per quanto di competenza, dal comune di Casapulla, proprietario a sua volta di una porzione di quel terreno, e ci insediano sopra un'attività commerciale ad altissimo rendimento.

Gli anni passano, le autorizzazioni decadono ma vengono puntualmente ricostituite con nuovi titoli rilasciati, ultimo dei quali, almeno per quanto riguarda il comune di Casapulla, datato 2012, allorquando questo giornale raccontò di una misteriosa gara in cui il vincitore, dopo varie vicissitudini, spossato, rinunciò all'esercizio del parcheggio, ritirandosi e determinando la continuazione del regno del signor Pipola.

Il comune di Caserta, che aveva lasciato fare con la scusa del servizio di pubblica necessità ed urgenza a favore dell'ospedale, aveva prodotto autorizzazioni di molto dubbia legalità e di sicura illegittimità. Poi, compulsato da questo giornale e, bontà sua, dall'attenzione che la procura della repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha rivolto ai nostri articoli, mettendosi a lavorare sul fatto insieme al comando provinciale di Caserta della Guardia di Finanza, non se l'è sentita più di rischiare ulteriori proroghe con la storiella della pubblica utilità che non ci risulta, fino a prova contraria, possa essere un elemento di deroga a una fonte normativa, qual è il PRG.

Men che meno, quando questa deroga viene data da un comune e non da un prefetto, il quale poi se produce un atto del genere, lo fa per un periodo di tempo molto molto limitato, con carattere d'urgenza e non certo per 20 anni consecutivi.

La cooperativa, di fronte all'avvio del procedimento di non proroga emesso dal comune di Caserta con la firma congiunta dei due dirigenti Franco Biondi e Giovanni Natale, ha presentato ricorso al tar, paventando la violazione dei legittimi interessi, palesando ancora abuso d'ufficio e di potere nonchè la carenza di motivazioni.

 

 

Il che quando si tratta di atti firmati da B‏iondi, è sempre un'arma ben a disposizione delle imprese che trovano, chissà perchè, una certa porosità nei provvedimenti amministrativi di questo dirigente, il quale potrà sempre affermato dopo, che non è colpa sua, ma è stato deciso dal Tribunale Amministrativo Regionale.

Il Tar ha accolto il ricorso e ha sancito che la carenza di motivazioni esiste, visto che si andava a chiudere un'attività produttiva con una ricaduta occupazionale di circa 15 posti di lavoro.

Ma questa definizione dell'organo di primo grado della giurisdizione amministrativa non mette e non toglie nulla al fatto che la cooperativa sia totalmente priva di qualsivoglia titolo giuridico per poter esercitare l'attività di parcheggio.

Questo era e questo è. E se domani mattina il comune di Caserta non impedisce la perpetuazione di quella che è un'illegalità, della stessa si renderà complice. Il Tar non entra nel merito del titolo amministrativo, perchè non lo può fare; non entra nel merito della classificazione cogente e vincolante di quelle aree. Per cui, aprire quel parcheggio, a nostro avviso, resta un reato.

Ci fermiamo qua. La situazione è questa, poi ognuno faccia quello che gli compete e quello che ritiene opportuno fare. La speranza è che gli organi preposti al controllo e alla esplicazione dell'azione penale, possano trovare il tempo per analizzare, con serenità, con equilibrio e con particolare applicazione, questa vicenda veramente incresciosa.