Cronaca Nera

ORE 18.30 ESCLUSIVA CASERTA. Entra in verticale nell'ospedale e ne esce morto. Pazzesco: gli hanno fatto l'autopsia eludendo l'ordine del magistrato. Ormai siamo alla frutta

Il 68enne del capoluogo, cardiopatico, era entrato per degli accertamenti clinici, lo hanno dimesso ed è morto nel parcheggio. Poi clamorosamente...


CASERTA - Forse c'eravamo distratti ma nel testo della legge di riforma del processo penale, approvata in prima lettura dal Parlamento, ci deve essere sicuramente una norma speciale che dà all'azienda ospedaliera Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta la funzione e i poteri di procura della Repubblica. Un'operazione a costo zero per le casse dello Stato, visto che l'obbligo dell'azione penale viene esercitato direttamente dai medici e dal personale sanitario. 

Per forza così deve essere, perchè sarebbe stupido aggrapparsi ad un codicillo delle norme contenute nei regolamenti di polizia mortuaria per spiegare quello che è successo stamattina nel reparto di Medicina legale dell'ospedale civile del capoluogo: un'autopsia senza l'autorizzazione della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Un atto unilaterale senza precedenti, che quelli dell'ospedale hanno appunto giustificato appigliandosi a questa norma di polizia mortuaria che, però, a quanto ci risulta, può essere applicata solo quando la necessità immediata ed urgente di un esame autoptico si lega al sospetto che il neo defunto abbia potuto propagare qualche malattia infettiva. E in questo caso, secondo noi, la cosa, comunque, non potrebbe essere realizzata senza avvertire il sindaco della città, unica autorità che esercita piena potestà in materia sanitaria.

Ma il caso del povero Leopoldo Roviello, 68enne di Caserta, ricoverato verso il 10 giugno nel reparto di Cardiologia per sottoporsi ad una serie di esami clinici, finalizzati a conoscere l'attuale suo stato di salute ed eventuali pericoli connessi al suo noto stato di cardiopatico, non ci azzecca nulla con le malattie infettive. Roviello ha fatto gli esami clinici, il 14 giugno è stato dimesso. Gli hanno dato una pacca sulle spalle e gli hanno detto, "Stai sereno, Roviello. Tutto ok".

Non è arrivato nemmeno al cancello dell'ospedale, si è sentito male ed è morto sul colpo. Evidentemente tanto bene non stava. Ma di queste cose, nei lunghi anni in cui ci siamo occupati della sanità in questa provincia, ne sono successe e ne sono capitate anche di peggiori. Chi accompagnava il 68enne è tornato indietro, cercando un inutile soccorso, salvo doversi rassegnare al decesso del proprio congiunto. Ai parenti è stato detto che la legge imponeva all'ospedale di custodire il corpo nella sala mortuaria, perchè bisognava metterlo a disposizione dell'autorità giudiziaria.

Ed ecco perchè siamo convinti del fatto che, nella nuova legge, ci sia una norma che trasforma in magistratura i medici dell'ospedale di Caserta. Con somma sorpresa dei congiunti, infatti, l'autopsia è stata fatta stamattina, alla presenza del solo personale ospedaliero.

A questo punto, la famiglia di Roviello si è rivolta all'avvocato penalista di Santa Maria Capua Vetere, Nicola Garofalo, il quale ha presentato immediatamente un esposto. Siccome si tratta di una morte in cui la possibilità, probabile o remota (non è questo il problema da stabilire immediatamente), che la stessa si possa essere verificata per effetto di qualche negligenza o concretizzando un vero e proprio caso di malasanità, siamo di fronte ad un caso tipico in cui l'esame autoptico non può non passare dall'attuazione delle funzioni inquirenti da parte del procuratore della Repubblica o di un suo sostituto.

L'autopsia, d'altronde, è un atto irripetibile. Ed è per questo che, quando viene effettuata, sono presenti anche i periti delle varie parti, cioè quelli nominati dalla Procura e quelli nominati dalla famiglia del trapassato, che di solito valuta l’ipotesi di costituirsi parte civile in un eventuale procedimento giudiziario.

Aver compiuto un'autopsia, senza la copertura di un procedimento controllato direttamente dal pubblico ministero, può aver rappresentato, volontariamente o involontariamente, questo, per ora, non lo sappiamo, una modalità che ha finito per inquinare definitivamente eventuali prove.

Da quando abbiamo dato la notizia in esclusiva della nomina del nuovo direttore generale dell'azienda ospedaliera, Mario Nicola Vittorio Ferrante, non abbiamo prodotto, volontariamente, alcun articolo sulle cose dell'ospedale di Caserta. Ci siamo sempre comportati così, quando è arrivato un nuovo dirigente. Perchè è giusto, è serio, accoglierlo laicamente, senza pregiudizi, dandogli la possibilità di ambientarsi, anche eventualmente di compiere qualche errore di noviziato, per poi cominciare a valutarlo, dopo qualche mese. 

Ferrante si deve rendere conto subito, immediatamente però, che l’impegno che lo attende è a dir poco improbo, perchè l'ospedale civile di Caserta, al di là di qualche eccezione che straconferma la regola, è una vera e propria "Armata Brancaleone", in cui, come è successo nel caso del povero Roviello, si verificano molti casi estremi, che lambiscono l'abuso, anche attraverso atti di protervia come questo, che non solo umiliano la memoria di un cittadino, che è entrato in verticale ed è uscito in orizzontale, ma trasformano in rabbia la pena e il dolore dei suoi congiunti.

Gianluigi Guarino