Cronaca Bianca

LA NOTA CASAL DI PRINCIPE. Questione stadio, le chiacchiere non servono. Di fronte alla proposta del Real Albanova il sindaco Natale formuli una risposta di merito e precisa

Nelle foto, da sinistra, Pasquale Corvino e Renato Natale

Renato Natale deve assumersi la responsabilità delle proprie decisioni, tutte legittime per carità, che però non devono essere rappresentanti attraverso slogan vuoti che mortificano una società calcistica che vuol ridare dignità alla pratica sportiva e ch


CASAL DI PRINCIPE - Ci sono cose tipiche di questa terra, che, di questa terra, hanno contribuito a determinare la degenerazione materiale e morale. Una di queste è l'utilizzo, il più delle volte mosso dall'ignoranza, da un approccio superficiale alle tematiche, ai problemi, delle frasi fatte, comodo strumento di sopravvivenza, contenuto nell'arsenale della politica debole, banale, inutile in quanto incolta, in quanto incapace di comprendere, in linea di principio che la conoscenza dei fatti, degli atti, della storia, delle leggi, è un patrimonio fondamentale nella formazione e nel corredo esistenziale di chi pretende di amministrare la cosa pubblica.

Una politica che ancora oggi usa la retorica della legalità come strumento farlocco di affermazione quando la legalità dovrebbe essere un atto praticato, automaticamente, naturalmente, dal momento in cui un uomo pubblico, piccolo o grande che sia mette il piede a terra alzandosi dal letto, al momento in cui prende sonno di sera o di notte, senza alcun bisogno di stabili sottolineature e di spot autoreferenziali. 

Beninteso, il caso che andiamo ad affrontare oggi, da noi assorbito da polemiche giornalistiche già espresse, già poste nero su bianco, non è un caso emblematico, non è più grave di tanti altri casi simili in cui la superficialità dell'approccio a un tema inerente la gestione della cosa pubblica, finisce per banalizzare un dibattito che, dunque, non serve, nè alla crescita democratica di una comunità, nè ad un'autentica presa di coscienza, da parte di chi la comunità governa, su quale sia la migliore delle scelte per il bene di tutti.

Dire, come sta dicendo, l'amministrazione comunale di Casal di Pcinripe che lo stadio è un "bene comune", è "un bene di tutti", significa scoprire l'acqua calda. Soprattutto significa porre nel ragionamento una categoria del tutto fuorviante, spostando l'attenzione di chi legge su una valutazione che non c'azzecca assolutamente nulla con il cuore del problema a meno che non ci siano altre ragioni che chi dovrebbe fare della chiarezza, della trasparenza la ragion d'essere della propria funzione, non esprime per motivi più o meno misteriosi.

Il Real Albanova attraverso il suo presidente Pasquale Corvino sta lavorando per organizzare una squadra di serie D che possa dare lustro, positiva visibilità e dignitosa rappresentazione, non solo alla comunità di Casal di Principe di cui si parla, purtroppo, ancora oggi, solo per fatti criminali, ma anche per contribuire, almeno in minima parte, ad innestare nella stessa dei valori, quelli dello sport e della leale competizione, che se correttamente inculcati soprattutto nei bambini e nei ragazzi che attorno al Real Albanova potrebbero costituire un grande settore giovanile, una grande scuola calcio ma, prima ancora, una grande scuola di vita, contribuirebbero a costituire quell'humus, oggi ancora mancante, per attaccare da un punto di vista socio-antropologico e dunque culturale, la piaga della camorra che scomparirà totalmente solo quando questo processo di riconsapevolizzazione del tessuto civile e sociale del territorio, sarà arrivato almeno ad un punto decente.

Il Real Albanova, ben sapendo che lo stadio è di proprietà del comune e quindi in quota parte nella proprietà di ogni singolo cittadino di Casal di Principe, ha formulato la seguente proposta: siamo pronti a ristrutturare le tribune a spese nostre, a occuparci, a spese nostre, della manutenzione dell'impianto ordinariamente e straordinariamente, siamo pronti a riseminare, rizollare il terreno di gioco, naturalmente a spese nostre. Chiediamo solo che per il prossimo anno agonistico, nel momento in cui il terreno sarà pronto, questo venga utilizzato solo dalla squadra di serie D, fermo restando che le altre aree dello stadio, a partire dalla pista di atletica, possano tranquillamente essere utilizzati, grazie anche agli interventi che il Real Albanova farà, da ogni cittadino, dalle altre società sportive, così come l'amministrazione comunale disporrà.

Scusate, qual è l'evento, qual è la propostra indecente che induce, il sindaco Renato Natale,  sempre lesto a saltare sul carro della dozzinale demogagia, e qualche sua protesi assessorile, a proclamare la sacralità della res publica sul volgare e bramoso attacco del privato arraffone?

Perchè, se è solo questo il problema, cioè l'uso del terreno di gioco, basta consultare tutte le convenzioni che i comuni, a partire da quello di Napoli per lo stadio San Paolo, oppure il Coni, proprietario dello Stadio Olimpico, con Roma e Lazio, hanno firmato con le società di calcio maggiori, quelle in grado di fornire un'offerta sportiva coinvolgente, e dunque di altissimo valore sociali, per l'utilizzo del terreno di gioco. 

Pensate un pò che alcuni giorni fa, pare per un equivoco, neanche ai campioni d'Italia del Napoli del 1987, è stato consentito, nel pomeriggio del 10 maggio, dopo le cermonie svoltesi a palazzo San Giacomo, di accedere al prato del San Paolo. Quando, nell'estate scorsa, ci sono stati i concerti, si sono convenuti con precisione, nelle pur complicate relazioni tra De Magistris e De Laurentiis, tempi e modi della riacquisizione esclusiva, da parte del Napoli, del terreno di gioco. Da parte sua, il comune si è impegnato a ridurre a pochissime unità gli eventi da svolgere, nel corso dell'estate 2016, all'interno dello storico catino partenopeo.

Dunque, la posizione del comune ma soprattuto la vis polemica con cui questa viene manifestata, hanno poco senso. Il sindaco Natale può dichiarare tranquillamente che non può dire no a suoi amici, appartenenti ad altre società sportive, per cui il Real Albanova non potrà avere in esclusiva il controllo neanche del terreno di gioco che a quel punto, ovviamente, non sarà seminato e rizzollato secondo i canoni minimi previsti dalla federazione e dalla lega nazionale dilettanti.

Tutto qui: Natale deve assumersi la responsabilità politica, davanti alla città, di dire no a una società sportiva che, realizzando gratuitamente per il comune lavori importanti, a partire dalla ristrutturazione delle tribune, migliorerebbe, accrescerebbe il valore di un bene pubblico. 

Articolare il discorso solamente a colpi di slogan può, sicuramente, far breccia sulle tante agenzie del "minus culturale" di questo territorio, in quella vulgata che ha consentito di costruire carriere dell'anticamorrismo militante solo attraverso l'uso delle parole, delle frasi fatte, del dichiarato e non mantenuto, come ben dimostra la vicenda che ha coinvolto il parlamentare Lorenzo Diana, non a caso maestro di vita e punto di riferimento del sindaco Renato Natale.

A meno che non si consideri Pasquale Corvino una persona indegna e allora anche questo bisogna dirlo. Il sindaco deve assumersi le responsabiltà di dire che per lui Corvino non è una persona che merita di riportare Casal di Principe dentro a un perimetro di recuperata normalità di cui, giustamente, l'amministrazione comunale dovrebbe essere garante per quel che riguarda eventuali intromissioni o condizionamenti malavitosi o para malavitosi. Quello che invece non è accettabile è continuare a menare il can per l'aia rispondendo in maniera strampalata a una proposta, a nostro avviso, molto seria e che meriterebbe ben altro dibattito all'interno della comunità di Casal di Principe.

Gianluigi Guarino