Cronaca Bianca

CASERTA. Il dibattito che non c'è. Quante chiacchiere sul riequilibrio bocciato: ecco le cifre che Marino e il Pd devono esporre alla città

Marino, Apperti e Tresca

Una nostra [inutile] noticina a commento del botta e risposta tra Francesco Apperti ed Enrico Tresca. In calce all'articolo, i due documenti


CASERTA - [g.g.] Abbiamo assistito, con una certa rassegnazione, al dibattito apertosi nelle ore successive alla bocciatura, da parte della Corte dei Conti, del riequilibrio di bilancio votato dal consiglio comunale e dalla maggioranza Marino che ha ereditato questo schema, peraltro da noi bocciato in tempi non sospetti, dalla piuttosto stralunats e sconclusionata gestione commissariale dalla prefetta Nicolò.

Ad uscire allo scoperto è stato, prima di tutti, il gruppo Speranza per Caserta a cui ha risposto, in maniera piccata, il Pd con una nota a firma del segretario cittadino Enrico Tresca. La rassegnazione ci deriva dal fatto che ancora una volta un argomento serio, fondamentale per il futuro di Caserta, destinata a mordere il freno ancora per anni e anni, viene banalizzato e frammentato con l'utilizzo di slogan che hanno poco a che vedere con una condizione che andrebbe analizzata con spirito analitico, con dati alla mano e non con forme assertive che poi vengono messe nero su bianco confidando sul fatto che la stragrande parte dei cittadini, in pratica quasi tutti, di questi argomenti non capisce un tubo.

Il Pd punta l'indice su un dissesto di cui non avrebbe nessuna responsabiltà e che sarebbe ascrivibile solo e solamente alle amministrazioni di centrodestra. E allora in qualche modo bisogna mettersi d'accordo perchè se il sindaco del Pd Carlo Marino ha gridato al miracolo quando è riuscito a rabberciare un parere positivo, seppur condizionato da fortissime riserve, da parte del ministero dell'interno al riequilibrio, vuol dire che in questo credeva.

E' chiaro che ora, di fronte a quel gonfiare il petto, chi la pensava diversamente da Marino e gli consigliava strade diverse da quelle di un requilibrio, frettolosamente e puuttosto ignorantemente messo in campo dalla gestione commissariale, attacchi lui e attacchi anche il Pd che quel riequilibrio ha votato.

Nel momento in cui il Pd stabilisce, individua quelli che a suo dire sono gli unici responsabili del disastro della città chiamandosi fuori da ogni forma di coinvolgimento, facendo finta per esempio che l'amministrazione Petteruti fosse espressione della coalizione dei pianeti di una lontanissima galassia, deve anche dimostrare il suo assunto producendo delle cife serie come quelle che CasertaCe produce da anni.

Deve dire [ed è la quinta volta che lo ripetiamo in pochi giorni, ma ovviamente i numeri non escono] quali sono le cifre della spesa per interesse sulle anticipazioni di cassa dal 2012 ad oggi. Perchè lo si può propinare a chi non ha competenza specifica l'argomento delle anticipazioni ridotte al minimo al punto da diventare quasi inapprezzabili. Ma fino a quando i numeri non vengono fuori e non si paragonano a quelli degli esercizi precedenti, imputabili cioè alle amministrazioni di prima, queste restano chiacchiere e slogan.

Sarebbe opportuno a questo punto rendere il dibattito serio e utile, il Pd potrebbe organizzare una conferenza stampa in cui vada a illustrare, prima di commentarli, dati che oggi non sembra in grado di tirare fuori.

 

 

COMUNICATO STAMPA SPERANZA PER CASERTA

COMUNE “BASTONATO” DALLA CORTE DEI CONTI SUL RIEQUILIBRIO, EPILOGO ANNUNCIATO TRA COLPE DEL PASSATO ED ERRORI DEL PRESENTE

La bocciatura del piano di riequilibrio pluriennale, da parte della Sezione di Controllo per la Campania della Corte dei Conti, è l’epilogo naturale di una lunga vicenda che ha visto l’amministrazione comunale in costante difficoltà, in tutte le fasi della lunga istruttoria. Chiariamo subito un punto: qui nessuno gioisce per questo esito, ma non lo consideriamo
neanche una catastrofe, perché è interamente catastrofico l'ultimo ventennio, cinque amministrazioni che si sono succedute dando ciascuna, chi più chi meno, il suo contributo a scavare la fossa profonda in cui ci troviamo. La Corte ha fatto il suo lavoro, freddo e tecnicamente ineccepibile (e, dobbiamo dirlo, sempre molto chiaro nelle obiezioni
mosse all’amministrazione e nelle relative richieste, mentre le risposte da palazzo Castropignano si sono contraddistinte per approssimazione e fumosità).
Mercoledì scorso l’adunanza pubblica a Napoli è stata la “Caporetto” dell’amministrazione comunale, sommersa di rilievi e di critiche, talvolta anche abbastanza piccate, da parte del Presidente della Sezione e dal resto della Commissione. In particolare, “bastonate” sono arrivate sull’operazione di rinegoziazione dei mutui, sulla quale già in Consiglio Comunale Speranza per Caserta aveva duramente contestato l’assessore Pica, accusandolo di voler spostare in avanti il debito caricandolo sulle generazioni successive, triste pratica molto in voga nel nostro comune, e che ci ha portati al punto in cui siamo: esattamente quanto ribadito, a più riprese, dalla Sezione di Controllo nonostante gli affannosi tentativi di difesa dell’Assessore. Inoltre, all’Amministrazione Marino è stato obiettato di aver prodotto memorie e controdeduzioni volte, unicamente, a dimostrare che le due procedure (dissesto e riequilibrio) si potessero gestire separatamente, mentre la Corte ha più volte chiarito che è inevitabile un “effetto di rimbalzo” che va tenuto in conto, poiché le passività residue all’uscita dal dissesto influenzeranno inevitabilmente, e negativamente, il piano di riequilibrio. Sono stati puntualmente elusi, o affrontati confusamente, i numerosi altri rilievi mossi nell’ordinanza n. 51 della Corte, tra i quali la mancata ricognizione puntuale dei residui, gli errori nelle tabelle riassuntive (dati presi da bilanci di previsione invece che da consuntivi), l’inefficienza nel contrasto all’evasione fiscale, ed il già citato piano di rinegoziazione dei mutui.
Questa è la realtà dei fatti, che maldestramente il Sindaco prova a nascondere con il suo comunicato stampa, nel quale in maniera puerile si rimandano tutte le responsabilità alle gestioni passate (giunta Del Gaudio e commissario Nicolò). E' un giochetto che non regge, perché questo passato vive e regna all'interno dell'attuale consiglio comunale;
almeno metà della maggioranza è transitata dalla precedente di centrodestra, e lo stesso Sindaco ha partecipato, con incarichi diprestigio, ad un paio di consiliature tra fine anni '90 ed inizio 2000,, quelle in cui, secondo opinione diffusa, si è iniziata a scavare la voragine nei conti comunali. Nel comunicato “di regime” ci tocca leggere anche vere e proprie falsità, già peraltro recitate di fronte alla Corte dei Conti,come ad esempio quella del nuovo appalto per la sosta a pagamento che avrebbe ribaltato l'aggio in favore del Comune: non è così! Non conosciamo i dettagli del nuovo affidamento, perché grazie alla consueta non-trasparenza della nostra amministrazione ancora non è stato pubblicato l'esito, ma il capitolato di gara prevedeva una “forbice” di aggio per il concessionario tra il 70 e l'80%, quindi mai e poi mai il Comune potrà incassare l'80% dei proventi della sosta, come invece raccontato dal primo cittadino.

Insomma, Marino e Pica “ci hanno provato”, ma ci hanno provato male, e si ritrovano con pugno di mosche in mano e la città alle porte del secondo dissesto. Ai casertani, giustamente confusi, delusi e sfiduciati, facciamo una precisazione ed una richiesta. La precisazione è che, anche se il piano di riequilibrio fosse stato approvato, le condizioni per i cittadini sarebbero rimaste pressoché immutate per altri dieci lunghi anni (basta consultare il TUEL per verificarlo). La richiesta è di conservare la memoria più a lungo, almeno fino al prossimo appuntamento elettorale.

 

COMUNICATO STAMPA PD

La sentenza della Corte dei Conti che boccia il bilancio di riequilibrio del 2016 del comune di Caserta, presentato dall’allora commissario Niccolò e approvato dal Ministero dell’Interno, è chiaramente un elemento di preoccupazione perchè impedirà di acquisire il fondo di rotazione che chiuderebbe la partita del debito post dissesto. Nonostante ciò risultano inaccettabili le polemiche strumentalmente messe in atto dalle opposizioni contro il centrosinistra.
Facciamo parlare i fatti. Quando questa amministrazione si è insediata nel giugno 2016 ha trovato una passività di ben 25 milioni, accumulata dal 2012 in poi, quindi partendo da una situazione di pareggio di bilancio dopo la dichiarazione di dissesto.
Adesso, dopo 18 mesi, lo sbilancio è sceso a 15 milioni, il che significa che si è operato riducendo quella massa del 40%. Sono stati messi in atto interventi strutturali di riduzione della spesa del personale, di riduzione delle spese per gli aggi al concessionario dei tributi, di riorganizzazione della macchina amministrativa per rendere più efficiente l’accertamento ed il recupero delle entrate e in prospettiva per internalizzare il servizio.
Si può fare di più e si può fare meglio, ma anche qui le opposizioni raccontano una realtà distorta.
Non si può negare l’evidenza delle progettualità messe in campo per recuperare finanziamenti destinati ad opere pubbliche necessarie, che altrimenti non ci potremmo permettere e che in prospettiva potranno contribuire ad una contrazione delle spese, come ad esempio alcuni degli interventi già finanziati sul patrimonio scolastico o sulla pubblica illuminazione, che porteranno ad una riduzione delle bollette per il Comune, o il biodigestore che farà risparmiare un milione e mezzo all’anno di tariffa ai cittadini e
produrrà metano per il parco auto comunale.
Piuttosto se, come sembra, la Corte dei Conti fa prevalere l’interpretazione della continuità del debito pre-dissesto con quello post-dissesto, allora c’è da chiedersi come erodere ancora la attuale quota 70 milioni di eredità dal dissesto, ma questa è materia di lavoro dei prefetti della OSL.
E se Speranza per Caserta, che forse su questo punto si è distratta, pensa di avere la soluzione, spieghi alla città le sue ricette per rientrare dal debito di oltre 90 milioni, siamo tutt’orecchie e responsabilmente ne faremo uso per il bene di Caserta!
C’è una situazione difficile e va affrontata con senso di responsabilità da parte di tutti.
Non abbiamo fatto polemiche quando abbiamo scoperto ciò che le casse comunali mostravano, e abbiamo sostenuto Marino nella scelta di rimboccarsi le maniche e lavorare ad una soluzione di prospettiva.
Proprio per questo non accettiamo il paradosso che l’amministrazione di centrosinistra venga addirittura messa sul banco degli imputati da Forza Italia, che quel debito ha prodotto durante la sua amministrazione!
Un bilancio di competenza positivo negli ultimi due anni, l’ultima trimestrale di cassa positiva per oltre due milioni di euro, un ridottissimo utilizzo dell’anticipazione di cassa nell’ordine di poche decine di migliaia di euro, questi sono fatti e non sono contestabili. E questi fatti testimoniano una tendenza al riordino dei conti sulla quale non accettiamo lezioni, ma sulla quale per il bene della città siamo disponibili al confronto, quando libero informato e leale.

Enrico Tresca
Segretario cittadino PD Caserta