Cronaca Nera

Toh, chi si rivede: il ruolo di Romolo Corvino nell'ultimo periodo d'oro delle estorsioni del CLAN DEI CASALESI. Ecco come entravano 100 mila euro al mese

Nelle foto, da sinistra, Romolo Corvino, Luciano De Cicco e Salvatore De Falco

Il racconto dettagliato delle modalità organizzative e dell'identità delle persone che governavano il sistema criminale, quando Raffaele Venosa era ancora in galera


CASAL DI PRINCIPE - Si tratta di una figura molto nota nell'ambito del clan dei Casalesi, ma poco citata all'interno dell'ultima grande ordinanza, quella famosa del 7 febbraio scorso che per comodià abbiamo intitolato a Raffaele Venosa e Walter Schiavone, figlio di Sandokan. La figura è quella di Romolo Corvino, uno che ha attraversato molte stagioni del clan, affiliandosi in un primo tempo al gruppo di De Falco e poi, successivamente, dopo l'omicidio del fuggiasco a quello degli Schiavone.

Romolo Corvino svolge, secondo il racconto del collaboratore di giustizia Umberto Venosa, un lavoro importante durante l'interregno individuabile nel periodo in cui anche Raffaele Venosa era in carcere.

Era un tempo in cui, pur privato di un vero e proprio capo il clan dei Casalesi continuava a introitare enormi somme dal racket delle estorsioni, collegate al ricchissimo mercato delle macchinette elettroniche da bar e delle scommesse, a partire da quelle della Racing Dog che sta per corse dei cani virtuali.

Umberto Venosa indica una cifra: 100 mila euro al mese. Gli esattori principali, quel Salvatore De Falco che poi è costretto a ritornare nei ranghi, come abbiamo scritto in un articolo pubblicato giovedì scorso (CLICCA QUI PER LEGGERLO), nipote del fuggiasco. E ancora Pasquale Caterino e Vincenzo Di Caterino detto o'piattar.

Romolo Corvino in quel periodo era uno dei gestori della cassa del clan, raccoglitore delle estorsioni e distributore insieme a De Falco e ai suoi adepti, degli stipendi alle famiglie dei boss.

Umberto Venosa fornisce anche dettagli interessanti sulle cifre parziali introitate dal clan: 70 euro al mese a macchinetta installata, ed erano una vera e propria miriade più il 10% sulle scommesse Racing Dog.

Ultimo particolare su Romolo Corvino, a dimostrazione del suo rango criminale: Umberto Venosa racconta che quando Corvino uscì dal carcere gli furono immediatamente consegnati 5 mila euro per affrontare le prime spese.

G.G. 

 

 

QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DELLO STRALCIO DELL'ORDINANZA