Politica

IL SINDACO DI TEANO NICOLA DI BENEDETTO SI È DIMESSO. Il furbo arruffapopolo, il Vinavil della sua maggioranza e la prudenza nella valutazione

(nella foto, da sinistra, Sacco, Barra e Di Benedetto)

Purtroppo, noi lo conosciamo bene per quello che ha fatto (si fa per dire) da dirigente del Genio Civile però...


TEANO (Gianluigi Guarino) - Nicola Di Benedetto l'abbiamo conosciuto più come dirigente regionale del Genio Civile di Caserta che come sindaco di Teano. Questo perchè essendo noi un grande giornale, ma anche  un "giornale piccolo" in termini di dimensioni e di risorse, non siamo riusciti a strutturare stabilmente in un racconto che poi avrebbe dato beneficio più che a noi al popolo di Teano.

Il Nicola Di Benedetto che abbiamo conosciuto cioè quello del Genio Civile di Caserta, che legò la sua stagione alla lentezza patologica nel rilascio dei permessi per l'edilizia e alle polemiche scatenatesi ad una cifra tale da disturbare Striscia La Notizia, non va sottovalutato.

A nostro avviso, fermo restando la persona che va rispettata, sempre e a prescindere, Di Benedetto appartiene alla quella categoria dei falsi eccentrici, dei falsi anomali, dei falsi outsiders, cioè di quella categoria di persone che utilizza i linguaggi privi del codice del politchese, da cui si discossa volutamnete, rendendo retorico l'antipolitichese e che quel conformismo condanna furbamente con grande fermezza per creare una sorta di tenda non trasparente dietro alla quale nascondere pratiche comportamentali che quei codici tradizionali, presi di mira da un uso strumentale dell'alfabeto atisistema (figuriamoci quanto possa essere credibile per un grand commis della Regione Campania), rende questo metodo largamnete rappresentativo delle vere modalità con cui viene esercitato il potere.

Questo era il Nicola Di Benedetto del Genio Civile. Come abbiamo scritto all'inizio di questo articolo abbiamo seguito troppo superficialmente i suoi 4 anni di amministrazione a Teano per poter dire che così si è comportato Nicola Di Benedetto da sindaco della sua città.

Fatto sta che, per questi motivi, è utile prendere con le proverbiali pinze, la decisione da lui ufficializzata stamattina, di rassegnare le dimissioni da sindaco di Teano. Questo perchè la ridicola norma italiana che consente ai sindaci di utilizzare l'atto dimissionario come arma tattica e comunque non definitiva , in quanto revocabile,  sembra calzare a pennello ad uno come la personalità di Nicola Di Benedetto.

Tornando per un attimo al Genio Civile che, ripetimao, può essere l'unico filo conduttore credibile del nostro ragionamenteo, noi ce lo ricordiamo, in sostanza, in parole povere, senza girarci troppo attorno, come un furbo, come uno attento fondamentalmente a se stesso molto più di quanto non fosse attento al bene collettivo. Uno concentratissimo in tutte qunate le ore della giornata di lavoro a non fare passi falsi, a non compiere errori che potessero pregiudircarne o anche solo rallentarne la carriera.  Di questa storia della guerra interna con i dirigente Fernando Zanni, persona che , tra le altre cose conosco bene per la sua intelligenza e per la sua cultura di cui mi sono anche avvalso al tempo in cui il sottoscritto ha diretto il "Corriere di Caserta", non ci sembra granchè credibile. Nel senso che se è vero che i due, dopo un primo momento di piglio, hanno rotto sulla questione delle proroghe alla Termotetti, è anche vero che Nicola Di Benedetto esprime da sempre le caratteristiche di quello che un altro sidicino amico mio chiamerebbe della "miccia lunga".

Nicola Di Benedetto, infatti, al di là della tenda posta a protezione del suo governo reale e che si estrinseca, nel villaggio matto di Facebook in sessioni a volte fiammeggianti, in apparenza dense dal punto di vista emozionale, è uno che pesa e soppesa. Sa anche di dover scontare delle promesse all'interno della sua maggioranza, nella quale il presidente del consiglio Carlo Barra e l'altro uomo forte Edoardo Sacco contano molto sul suo proposito, più volte enunciato, di non ripresentarsi una seconda volta alle elezioni comunali del 2018. Questa promessa è stato il Vinavil della sua maggioranza. Ora i tempi stringono e chi ha contato sulla parola di Nicola Di Benedetto, vuole coglierne i frutti concreti.

Insomma, prudenza e soprattutto stiamo attenti a non prendere per oro colato, anzi tuttaltro le motivazioni ufficiali addotte per un atto, per altro revocabile entro 20 giorni.