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LA NOTA MADDALONI. Ecco perché non fare pronostici sul ballottaggio non è un'operazione pavida, ma semplicemente la ragione di un'incertezza reale. Per Gigi Bove...

Mancano 7 giorni al ballottaggio e ci sembra utile fare un punto della situazione


MADDALONI - Mancano sette giorni al decisivo ballottaggio, fissato per domenica 25 giugno, tra il candidato del centrosinistra Giuseppe Razzano e quello dell’area civica, a cui si è associata anche Forza Italia, Andrea De Filippo. Il primo parte, almeno sulla carta, con 17 punti di vantaggi sul secondo. Ma il fatto che Razzano sia andato pesantemente sotto, di circa il 7%, alle liste che lo hanno appoggiato, rende il turno di ballottaggio molto più incerto di quello che potrebbe apparire ad una prima valutazione esclusivamente aritmetica. De Filippo, infatti, appare in grado di riportare alle urne un’ampia percentuale di quelli che lo hanno votato al primo turno. Che sono molte di meno rispetto a quelli che hanno votato per Razzano, ma appaiono meno flessibili, meno friabili. Naturalmente, 17 punti di vantaggio sono sempre 17 punti. Siamo ampiamente al di là di 3000 voti di scarto tra l’uno e l’altro. Sarà sufficiente a De Filippo, per recuperare l’ampio gap contare, su un elettorato, che appare più compatto e fedele di quello di Razzano?

L’incognita è questa. E noi, non ci sottraiamo dall’esprimere un nostro punto di vista su questo responso per prudenza o per circospezione o per un senso d’imparzialità che è sentimento di chi persegue il quieto vivere attraverso l’affermazione di una mediocrità identitaria. Semplicemente, non sappiamo dare la risposta in quanto è difficile darla. E nemmeno ci si può avventurare più di tanto in previsioni relative a quello che decideranno di fare coloro i quali, al primo turno, hanno votato per Luigi Bova e Giulio Carfora. Una porzione significativa dell’elettorato maddalonese superiore al 20%. Difficilmente Bove e Carfora potranno sbilanciarsi più di tanto. Il grillino, per definizione, non potrà neanche farlo, Luigi Bove, pur avendo deciso immediatamente di non apparentarsi con nessuno, sarà prudente e ci penserà 100 volte prima di dare un’indicazione di voto, ben sapendo che quelli che hanno votato lui, lo hanno fatto anche, forse, soprattutto, per non votare Razzano e De Filippo.

Insomma, per noi la partita è aperta, perché le ragioni che conducono a considerare favorito l’uno oppure l’altro dei contendenti, si compensano, mentre non è una ragione quella legata ai numeri di un consiglio comunale già eletto con la maggioranza in mano alle liste che hanno appoggiato Razzano. Non torniamo sull’argomento, visto che le nostre argomentazioni le abbiamo esposte già ieri sera e, nel caso in cui foste interessati a conoscerle, basterà CLICCARE QUI.

G.G.