Cronaca Bianca

MARCIANISE. Il sindaco Velardi sfugge al confronto sulla corona del Crocifisso. Ma se la sua non è una requisizione, allora si può discutere su un caso di appropriazione indebita, di furto e di ricettazione

Quel che conta, infatti è il titolo. E questo è indiscutibilmente nella titolarità del parroco pro tempore del Duomo


MARCIANISE - [g.g.] Il sindaco Velardi si comporta come al solito: non discute, non replica, non confuta. Lui è titolare di una 'verità rivelata', dunque essendo un Messia può ben requisire un oggetto sacro, altamente simbolico, perchè di requisizione si è trattato, altrimenti dovremmo parlare di furto o quantomeno di appropriazione indebita. Stiamo parlando della corona d'oro del Crocifisso del Duomo, caro a tutti i marcianisani.

Sostiene che i giornali e i soliti siti abbiano scritto delle fesserie, ma si guarda bene dal dire quali siano le fesserie. Noi non seguiamo la traccia della sua repulsione per tutto ciò che è logica, discussione, civile confronto. Non ha argomenti da opporre, non li ha mai avuti e quindi, tronfio, afferma che lui ha ragione a prescindere. Dal canto nostro, rimaniamo fermi nel considerare, quello dei contenuti, un valore fondante di una comunità che intende crescere e progedire.

La corona del Duomo è stata affidata a qualcuno dal parroco pro tempore don Paolo Dello Stritto. E questo dimostra in tutta evidenza che è proprio il parroco pro tempore ad avere la titolarità e la disponibilità di quell'oggetto. Se lo chiede, gli deve essere restituito immediatamente perchè è l'unico ad avere titolo a custodirlo. Non sappiamo se esiste un atto di donazione o qualche altro negozio giuridico nel passato. Ma sappiamo che quella corona è da tempo, da tantissimo tempo, parte integrante, spirito ma anche sostanza del simbolo del crocifisso.

Un tempo che definisce graniticamente, quale elemento giuridico, una consuetudine attraverso cui se proprio nulla è scritto si rende indiscutibile il titolo di possesso.

Insomma, questo elemento consuetudinario dà volume, sostanza a un titolo che non appartiene, senza se e senza ma, al potere civile della città di Marcianise. Ecco perchè abbiamo paragonato ieri il sindaco a Enrico VIII. Perchè Enrico VIII volle diventare anche re di una chiesa, quella anglicana, a lui sottomessa.

Continueremo a seguire questa vicenda, non accettando il gioco della divagazione, il gioco della minimizzazione. La questione è giuridicamente rilevante. Il parroco ha nominato un avvocato importante, cioè Renato Jappelli perchè ritiene che si sia consumato un sopruso.

In conclusione, caliamo un velo pietoso sulla battuta formulata dal sindaco nel suo post pubblicato qui in calce, sulla chiesa con la C minuscola e su quella con la C maiuscola. Magari ce lo ritroveremo anche teologo della dottrina.

Che pazienza che occorre con questo qua.

 

QUI SOTTO IL POST DEL SINDACO ANTONELLO VELARDI