Cronaca Nera

E' morta la matriarca della camorra. Prese le redini del clan Moccia e stipulò un accordo di ferro con Antonio Bardellino

Nelle foto da sinistra Anna Mazza e Antonio Bardellino

Anna Mazza se ne è andata oggi a 80 anni uccisa da un ictus


CASERTA – La morte di Anna Mazza, uno dei personaggi più in vista della camorra napoletana, definita “la vedova” in quanto attiva organizzatrice delle attività criminali dopo la morte violenta del marito, Gennaro Moccia, segna la fine di un’epoca, l’estinzione di una generazione criminale, profondamente diversa da quelle che sono le attuali modalità espressive dei clan. Anna Mazza è morta di ictus a 80 anni e chi ha scritto di cronaca, tanto tempo fa, ricorda che è stata la prima donna in Italia ad essere arrestata per reati di camorra. E’ stata una donna boss e come boss ha pagato dazi elevatissimi. Ammazzato il marito ma ucciso anche il figlio che amava di più, quel Vincenzo Moccia, detto Angioletto, massacrato il 21 novembre 1987 nella piazza principale di Afragola, la città in cui i Moccia dominavano. Soggettino poco raccomandabile visto che a sua volta aveva ammazzato un maresciallo dei carabinieri D’Arminio, comandante della stazione di Afragola, mentre comprava la bicicletta al figlioletto per la befana. La morte del figlio di Anna Mazza fu l’apice della faida tra i Moccia e i Magliulo. Si dice che sia stata la stessa matriarca, anche se la cosa non è stata mai dimostrata in un tribunale, ad aver guidato i commandos delle ritorsioni che individuarono tutti e dodici i componenti del clan rivali coinvolti nell’omicidio del figlio.

Fondamentale per il clan Moccia e per la vita criminale di Anna Mazza sono stati i rapporti con Antonio Bardellino, il super boss di San Cipriano D’Aversa, egemone negli anni ’80 in tutto l’agro aversano e capo della cosiddetta “Nuova famiglia”. Un cartello a cui il clan Moccia partecipò per combattere l’ascesa di Raffaele Cutolo della Nuova camorra.

Red.Cro.