Cronaca Nera

I LADRONI DELL'OSPEDALE DI CASERTA. La Costantini, oggi direttore generale dell'ASL NA3 , sapeva tutto delle sofferenze della Ragozzino e delle inadempienze e non denunciò nulla.

I LADRONI DELL'OSPEDALE DI CASERTA. La Costantini, oggi direttore generale dell'ASL NA3 , sapeva tutto delle sofferenze della Ragozzino e delle inadempienze e non denunciò nulla.


 CASERTA (g.g) - Nel drammatico dialogo intercettato tra Carmine Iovine e Angela Ragozzino, comunque utile per scagionare
quest'ultima dall'accusa di falso ideologico in concorso, relativamente alle determine di liquidazione a favore delle
imprese di lavanolo SAF e American Laundry, oltre ad emergere una chiara resistenza, che crea l'evidente disappunto di
Iovine, della Ragozzino la quale non intende più liquidare soldi a palate alle imprese senza considerare le evidenti
inadempienze contrattuali delle stesse (Iovine tira fuori, chissà da dove, anche delle lettere di economio della qualità
del servizio, da contraporre alle lettere di deunucia scritta dai pazienti e dal personale dell'ospedale) oltre a questo
emerge un piccolo passaggio, non insignificante, ma che a nostro avviso significa e significa molto. Per carità, nessun
fatto penalmente rilevante. D'Altronde Maria Antonietta Costantini, al tempo dirigente del Provveditorato dell'azienda
ospedaliera di Caserta è una molto esperta per imbarcarsi in qualche guaio.

Però da un pezzo così grosso della sanità campana, che prima dell'incarico all'ospedale aveva svolto quello di direttore generale dell'ASL c2 e oggi guida una delle aziende sanitarie più grandi della regione, un comportamento eticamnte più centrato e non una risposta, così come la Costantini, volutamente ammiccante, fornì alla Ragozzaino quando questa le chiese il modo attraverso il quale sarebbe stao possibile applicare le sanzioni alle ditte di lavanolo.

La Costantini sapeva benissimo che la Ragozzino aveva colto le inadempienze contrattuali e voleva anche renderle manifeste, ma nonostante questo si limità a dirle che a quel punto le determine di liquidazione non avrebbero avuto motivo di essere in quanto queste contenevano l'esplicita dichiarazione della regolarità riguardante gli atti di esecuzione del contratto.

Quando queste determine di liquidazione, per centinaia e centinaia di migliaia di euro furono firmate, la Costantini sapeva degli sfoghi della Ragozzino, sapeva che il medico di Sant'Angelo in Formis voleva contestare formalmente le inadempienze, ma a quanto ci risulta non ne riferì, nè all'Autorita Giudiziaria e neppure ai direttori generali o commissari straordinari pro tempore.

Tutto quetso, solo per amor di verità.