Cronaca Bianca

MONDRAGONE. La camorra ha fatto e fa soldi a palate sui tanti sventurati con la malattia delle macchinette mangiasoldi. L'Acli ne parla in un convegno

Appuntamento domani, mercoledì, alle 17 nella Museo Civico. Parrocchie della città inermi, ma la piaga c'è e si vede in ogni bar e in ogni sala giochi


MONDRAGONE - (g.g.) L’incontro di domani pomeriggio al Museo Civico di Mondragone organizzato dall'acli di Caserta, dall'associazione Mettiamoci in gioco e da "Le piazze del sapere" suggerisce spunti di riflessione interessanti. Il tema, quello del gioco d’azzardo, è già di per sé scottante. Lo è ancora di più in una cittadina come Mondragone, che pullula di centri scommesse e sale slot. Senza contare i bar e le altre attività commerciali che ospitano di buon grado le citate slot machines.

Anche il più distratto dei nostri lettori sa che il settore delle scommesse e degli allibratori è influenzato da tempo immemore in maniera più o meno diretta da processi lontani dai canoni della legalità.

Affermazione quest'ultima che si rappresenta come un elegante eufemismo per i lettori di CasertaCe che decine, decine e ancora decine di articoli hanno letto soprattutto durante gli ultimi 12 mesi sulle ordinanze spiccate dal tribunale di Napoli su richiesta della dda e che hanno portato all'arresto di tantissimi esponenti della vecchia generazione dei camorristi mondragonesi, ma anche di una nuova generazione entrambe tese e qualche volta anche il lite tra di loro al controllo del ricchissimo, fiorentissimo business delle macchinette mangiasoldi. Fiorentissimo perchè sono tante le persone che ne usufruiscono, che ci giocano, gran parte delle quali afflitte dalla seria, inquietante patologia ludopatica. 

Questo lo sanno tutti – forze dell’ordine in primis – ed in tal senso non ci dilungheremo. Ma CasertaCe non è solo un potente, possente analizzatore e analista di fenomeni criminali, letti attraverso gli atti giudiziari, ma è un giornale che prova anche a capire la ragion d'essere, il retroterra sociale e antropologico di questo problema, in modo da favorire un sempre migliore monitoraggio, da parte delle istituzioni competentei, delle sale scommesse che però rappresentano anche un grande bacino di produzione di entrate per le casse dello stato che da un lato si duole per la ludopatia e dall'altro incassa quattrini a palate, proprio per effetto di questa maalattia.

In un territorio che soffre criticità sociali evidenti, con la piaga della disoccupazione che coinvolge giovani e meno giovani, queste sale scommesse diventano anche contenitori aggregativi che ospitano le frustrazioni di chi non si sente accolto altrove. Giovani senza lavoro ma anche padri di famiglia abbandonati a sé stessi nella sale da gioco della città. Basta farsi un giro a Mondragone, ma anche in diverse altre realtà della Provincia, per constatare in prima persona cosa accade e quali persone frequentano questi luoghi.

E dal momento che non stiamo parlando di un centro parrocchiale o di un corso di yoga, capita spesso che questi soggetti – già sommersi di problemi personali – finiscano per rovinarsi affondando nel vizio del gioco e nella consuetudine della “nullafacenza” che caratterizza questi ambienti. E’ un problema, questo, che non riguarda solo la politica, ma che coinvolge direttamente il mondo associazionistico locale e le istituzioni religiose, che forse dovrebbero avere una maggiore attenzione verso questi fenomeni.

In molta parti d'Italia, infatti, sono le parrocchie a svolgere un fondamentale ruolo di accoglienza verso quelle persone che non trovano riparo in nessun altro posto. Ma cosa fanno le parrocchie mondragonesi in questo senso? Ci piacciono le sagre, le feste ed i viaggi a Lourdes e alla Madonna di Fatima, ma cosa propongono i centri parrocchiali per sopperire questa piaga che affligge il territorio?

Vale lo stesso per la miriade di associazioni locali che vedono nella politica l’unica platea dove esibirsi. A loro ci permettiamo di suggerire che politica è anche occuparsi dei problemi concreti e delle afflizioni del territorio, contribuendo alla crescita sociale non necessariamente da una poltrona governativa. E allora ben venga questo incontro organizzato da Acli Terre, purché non si trasformi nella solita passerella istituzionale fine a sé stessa. Ci aspettiamo idee e proposte concrete in merito. Noi di Casertace ci saremo.

 

QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO STAMPA